
Un’analisi psicoterapeutica sull’omicidio avvenuto in una scuola spezzina: oltre la cronaca, per comprendere le radici profonde della violenza adolescenziale.
“Pestaggi, baby gang e accoltellamenti, violenza cieca che non risparmia giovanissimi e scuole: i casi alla Spezia e in Toscana. Tragica mattinata nell’istituto superiore alla Spezia dove un ragazzino è stato accoltellato da un coetaneo. I casi a Firenze, Prato, Lucca dove si sono susseguite aggressioni cruente ai danni di studenti spesso nei pressi degli Istituti.” Titola così l’articolo in primo piano on line della Nazione di ieri [1]”.
Ne parliamo con esperti di adolescenza: lo psichiatra e psicoterapeuta Andrea Masini, la psicologa clinica e psicoterapeuta Arianna Grimaldi, il professore Sergio Berardi docente di discipline giuridiche ed economiche presso Istituti di istruzione di secondo grado.
Lascia indubbiamente senza fiato la notizia di un adolescente che muore. Ancor più rimaniamo attoniti nel sapere che lascia la vita per mano di un coetaneo che, armato di coltello, lo ha colpito mortalmente tra i banchi di scuola. Ci riferiamo all’uccisione di Youssef Abanoud Safwat Roushdi Zaki, che si è spento nel reparto di rianimazione dell’ospedale Sant’Andrea della Spezia dove era stato ricoverato in condizioni disperate dopo essere stato accoltellato in classe da un coetaneo Atif Zouhair. Sulla Repubblica di ieri, leggiamo la dichiarazione di Atif, accusato di omicidio con premeditazione, «Volevo ucciderlo, non doveva permettersi di mettere sui social una foto con la mia ragazza». La polizia conferma: «Motivi sentimentali». Gli altri ragazzi assistono sotto choc alla scena raccontando nelle chat di scuola che «dopo aver accoltellato Youssef, si è seduto e rideva»[2].

Ancora un orribile fatto di cronaca, a cui stamani si aggiunge un ulteriore caso di un liceale 17enne a Frosinone, accoltellato alla gola davanti alla scuola[3]. Un’altra vittima adolescente, un altro aggressore pronto ad uccidere con un coltello affilato.
Come può accadere tutto questo?
Ovviamente non è un fatto di “etnie”, come ha provato ad ipotizzare il sindaco della Spezia Peracchini affermando che «L’uso di coltelli è solo di certe etnie»[4]. Un’affermazione politicamente e socialmente grave, anche per rischi xenofobi che ne possono derivare. La violenza non fa differenze in termini di provenienza geografica, linguistica, religiosa, scolastica, colore della pelle, etc. Un esempio su tutti è il recente caso mediatico nel Milanese, lo studente ventenne di Ingegneria, figlio di un notaio del centro, nipote di una delle famiglie storiche della borghesia milanese, che di notte addestrava i maranza affermando «La violenza mi fa star bene». Ora è in cura psichiatrica leggiamo nel Corriere della Sera[5].
La violenza non è un problema neanche di social e web, come ha approfondito su Repubblica[6], Matteo Lancini, docente all’Università Milano-Bicocca e alla Cattolica di Milano, lo psicologo e psicoterapeuta fra i massimi esperti di disagio giovanile.
Aggiungiamo che Social o TikTok non possono essere assolutamente la causa di una tale violenza in quanto, altrimenti, assisteremmo ad una vera e propria strage tra gli adolescenti, così come tra gli adulti, sia in Italia che nel mondo. Per quanto è indubbio che, sia nel mondo virtuale (web) che reale (TV, giornali, etc.), gli adolescenti di oggi sono esposti continuamente ad una cultura della violenza, un fattore di rischio per la loro salute mentale. Alla quale si somma una gravissima normalizzazione di questa violenza (anziché ferma condanna) anche talvolta da parte della stessa politica (cfr. genocidi, aggressioni da parte di Stati sovrani, etc.).
Allora, torniamo alla domanda, come spiegare questi agìti violentissimi dove un adolescente accoltella un coetaneo?
La risposta è complessa in quanto è chiaro che dobbiamo parlare di patologia mentale. Non possiamo considerare espressione di sanità mentale un agìto tanto efferato da condurre a morte un altro essere umano.
La cronaca purtroppo ci racconta troppo spesso di accadimenti violentissimi che hanno come protagonisti gli adolescenti, coinvolti in femminicidi, pestaggi, baby gang e accoltellamenti. Una violenza cieca che sembra prorompere all’improvviso infrangendo negli adulti quell’immagine dell’adolescente spensierato, immerso nella scoperta delle prime relazioni amorose e nella costruzione del suo futuro insieme ai coetanei. È che a volte dimentichiamo le caratteristiche della realtà umana. L’essere umano è costituito dal corpo e dalla mente. Così come è possibile che il corpo si ammali, parimenti può accadere alla mente portando ad un esordio insinuoso (subdolo e graduale) o acuto (rapido e improvviso) della malattia mentale. Un esordio che la letteratura scientifica ci indica accadere prevalentemente in adolescenza (50% entro i 14 anni) e nella prima età adulta (75% entro i 25 anni), con una percentuale del 20% dei giovani che presenta un disturbo mentale diagnosticabile (OMS, 2022)[7], ovviamente solo più raramente della gravità psicopatologica che possiamo ipotizzare in questi fatti di cronaca.
Il neonato non ha né rabbia, né odio, e né tantomeno istinti sessuali di sopraffazione verso gli altri esseri umani come la psicoanalisi classica aveva originariamente ipotizzato[8]. La sanità mentale della nascita significa capacità relazionale, ricerca spontanea del rapporto interumano, capacità di sentire e amare l’altro con tutto se stessi, mente e corpo fusi insieme, come ha ben descritto nella Teoria della nascita lo psichiatra italiano Massimo Fagioli (1931-2017) nelle molte pubblicazioni scientifiche[9]. Ovviamente parliamo di una mente originaria non cosciente, non verbale, e sicuramente non costituzionalmente violenta contro i propri simili.
È dopo, nei rapporti interumani vissuti, o meglio nella reiterata delusione delle aspettative affettive che gli affetti negativi di rabbia ed odio possono fare la comparsa nella mente non cosciente dell’essere umano. Silenziosamente nelle reiterate delusioni/violenze relazionali vissute, a partire da quelle invisibili (ad esempio adulti che non riconoscono l’esistenza di una realtà psichica nel bambino o che non hanno l’affettività necessaria per rispondere a quel rapporto), può accadere che la sanità psichica originaria venga ferita/perduta. Quella che era una naturale ricerca dell’altro essere umano per essere amati, coccolati, riconosciuti, incoraggiati, e viceversa per amare e realizzare se stessi con l’altro, può diventare – in queste nuove condizioni psicopatologiche – una spinta a ferire e distruggere l’altro. Rendere inesistente l’altro innanzitutto a livello psichico e nei casi più gravi fino a livello fisico, è espressione di malattia mentale[10]. Ciò può manifestarsi con agìti violenti sul piano psicologico come accade nel bullismo, nel revenge porn, nella svalutazione e denigrazione di singole persone o di intere minoranze etniche, linguistiche, sessuali etc. Ma in un crescendo di gravità psicopatologica si può giungere anche a colpire l’altro addirittura fisicamente per ucciderlo. Come accade in situazioni individuali come nell’omicidio o nel femminicidio, piuttosto che in situazioni di massa negli stermini e genocidi.

Guai a pensare che questi agìti violentissimi siano espressione della natura originaria dell’essere umano. Nella sanità mentale, che riguarda primariamente la realtà mentale non cosciente dell’essere umano, non esiste nessun Signor Hyde (inconscio violento) sotto un impeccabile Dottor Jekyll (coscienza). È nella malattia mentale, dove la realtà psichica sana della nascita si è ammalata in reazione ai rapporti interumani reiteratamente deludenti vissuti, che si può sviluppare silenziosamente ed inconsciamente un piccolo e invisibile Signor Hyde pronto ad entrare armato di coltello a scuola per colpire a morte un coetaneo.
Occorre avere ben chiaro che si nasce psichicamente sani e che ogni forma di violenza interumana visibile ed invisibile è espressione di una mente (prima di tutto non cosciente) che si è ammalata. Un pensiero scientifico fondamentale per riconoscere la patologia mentale già dai primi segnali, rifiutarla e chiedere aiuto ai professionisti.
Non si uccide per amore. La gelosia non è amore. La donna non è un oggetto di cui si ha un possesso. La vendetta non è interesse umano né per sé né per l’altro.
L’anaffettività, come incapacità di riconoscere l’umano di sé e dell’altro, è malattia mentale gravissima.
È importante infine tener presente che la maggior parte degli adolescenti (l’80% secondo l’ultimo Report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) presenta uno stato di salute mentale (NdR non presenta disturbi). Un dato fondamentale perché dobbiamo innanzitutto tutelare il prezioso benessere psicologico dei nostri adolescenti. Come? Intanto avendo fiducia in loro e, a seguire, dandone un’immagine valida e straordinariamente umana come emerge nei bellissimi cortei dove i ragazzi esprimono il loro sostegno appassionato alla pace nel mondo, alla Palestina, alla tutela dell’ambiente e della biodiversità. Parimenti occorre sottolineare il loro indubbio coraggio nel continuare a studiare, anche per entrare nelle facoltà universitarie, e nel curarsi con la psicoterapia per guarire dalla malattia mentale quando le vicende relazionali sin dalla nascita non sono andate al meglio.
Ulteriori approfondimenti:
- 𝗟𝗮 𝗺𝗮𝗹𝗮𝘁𝘁𝗶𝗮 𝗶𝗻𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲. 𝗗𝗮 𝗘𝗿𝗶𝗸𝗮 𝗲 𝗢𝗺𝗮𝗿 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗴𝗲 𝗱𝗶 𝗣𝗮𝗱𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗗𝘂𝗴𝗻𝗮𝗻𝗼. Intervengono gli psichiatri e psicoterapeuti Viviana Censi, Andrea Masini e Niccolò Trevisan, il magistrato Francesco Dall’Olio, l’attrice e conduttrice radiofonica Marina Parrulli, il regista e scrittore Massimo D’orzi, la giornalista e direttrice del mensile Left Simona Maggiorelli. Link: https://www.youtube.com/watch?v=_JDzLd2FNC0
- La violenza è malattia. La rivoluzione culturale necessaria per fermare i femminicidi | Left , Intervista alla psichiatra Elena Pappagallo. Link : https://left.it/2023/06/03/la-violenza-e-malattia-la-rivoluzione-culturale-necessaria-per-fermare-i-femminicidi/
- Fagioli, M. (2010). Istinto di morte e conoscenza (1972). Roma: L’Asino d’oro edizioni
- Grimaldi, A. (2025). Creatività e distruttività sono la natura umana? Fisiologia e patologia della mente, in Left Avvenimenti, volume n.1 La pace ha un volto di donna a cura di Annalina Ferrante, Roma.
- Grimaldi, A (2025), La teoria della nascita di Massimo Fagioli: la distruttività non è la natura umana, Quaderni della Fondazione dell’Ordine degli Psicologi della Toscana n.2/2025, pp.114-118. Link: https://www.fondazionepsicologi.it/quaderni/psicologia-e-pace-vol-2/
- Gatti, G. (2019). Adolescenza e psicopatia. Sogno della farfalla, Rivista di psichiatria e psicoterapia, XXVIII, 2, 2019
- Colamedici, D., Masini, A., & Roccioletti, G. (2011). La medicina della mente: storia e metodo della psicoterapia di gruppo. L’asino d’oro edizioni. Roma.
- Usai, Laura Castaldo, L., Pompili, P., & Usai, L. (2025), Giovani autori di reato. L’asino d’oro edizioni. Roma.
[1] Fonte: https://www.lanazione.it/cronaca/aggressioni-scuola-dsc87kdt-sck
[2] Fonte: La Repubblica, articolo Inseguito con il coltello e ucciso nella scuola “Litigio per una ragazza”, 17 Gennaio 2026, p. 2
[3] Fonte: https://tg24.sky.it/cronaca/2026/01/17/sora-liceale-accoltellato
[4] Fonte: https://video.corriere.it/il-sindaco-di-la-spezia-peracchini-l-uso-di-coltelli-e-solo-di-certe-etnie-dobbiamo-fare-di-piu/d8d25c6e-8b0d-41af-9094-697f44ff9xlk. Dichiarazione successivamente parzialmente rettificata.
[5] Fonte: https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/25_novembre_20/milano-la-doppia-vita-dello-studente-ventenne-di-ingegneria-che-di-notte-addestra-i-maranza-la-violenza-mi-fa-star-bene-044d115d-94b7-4403-bbae-4a4c8c96bxlk.shtml?refresh_ce
[6] Fonte https://www.repubblica.it/salute/2026/01/16/news/matteo_lancini_ragazzi_violenti_ascolto_adulti-425099502/
[7] Fonte: World Health Organization (2022). World mental health report. Transforming mental health for all. Geneva.
[8] Cfr. Freud S. (1975), Cinque conferenze sulla psicoanalisi (1909), Biblioteca Bollati Boringhieri, Torino, p.63. Questo concetto è ribadito anche in altre opere freudiane. Ad esempio in Freud (1975). Al di là del principio del piacere (1920), Biblioteca Boringhieri Bollati, Torino, p. 37.
[9] Cfr. Fagioli, M. (2012). Teoria della nascita e castrazione umana (1975). L’Asino d’oro edizioni etc. Tra le molte pubblicazioni scientifiche internazionali cfr. per esempio a Maccari, S., Polese, D., Reynaert, M. L., Amici, T., Morley-Fletcher, S., & Fagioli, F. (2017). Early-life experiences and the development of adult diseases with a focus on mental illness: The Human Birth Theory. Neuroscience, 342, 232–251. https://doi.org/10.1016/j.neuroscience.2016.05.042.
[10] Cfr. Fagioli, M. (2010). Istinto di morte e conoscenza (1972). Roma: L’Asino d’oro edizioni.

Dr. Andrea Masini, Medico, psichiatra e psicoterapeuta, Dirigente medico-psichiatra nel SPDC del Dipartimento di salute mentale della ASL di Viterbo della Regione Lazio (1991-1995), Dipartimento di salute mentale della ASL Roma 3 (1995-2024). Responsabile presso CD Arvalia e Comunità di Corviale, ha lavorato presso CSM con la fascia giovani adulti 18-25 anni. Professore a contratto di Psicologia dello sviluppo e poi di Psicologia dinamica presso l’Università di Chieti-Pescara per 10 anni. Relatore presso convegni internazionali e seminari Incontri di ricerca psichiatrica dell’Università degli Studi di Roma Sapienza dal 1997 al 2004. Dal 2001 Direttore Rivista di psichiatria e psicoterapia il ‘Sogno della farfalla’, L’asino d’oro edizioni. Per quasi quarant’anni ha svolto la propria formazione personale e professionale presso l’Analisi Collettiva, gruppo di Cura formazione e Ricerca diretto dal Professor Massimo Fagioli. Membro del Consiglio scientifico di indirizzo della Fondazione Massimo Fagioli. Professore Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Bios e Psychè di Roma.
Dr.ssa Arianna Grimaldi, Psicologa Clinica e Psicoterapeuta, Specializzata Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Bios e Psychè di Roma. Tra i contributi più recenti: autrice di articoli su Spezia Mirror (2025), Relatrice al Convegno Guerra Pace Pacifismo promosso dalla Fondazione Massimo Fagioli (2025), Psicologia e Pace presso Ordine Psicologi della Toscana (2024), Medicina di Genere FADOI (2024), Caso Clinico Ordine Psicologi del Lazio (2023), Poster per Convegno 50 anni di Istinto di morte e conoscenza (2022). Dal 2024 nel Comitato Editoriale della Rivista di psichiatria e psicoterapia il ‘Sogno della farfalla’, L’asino d’oro edizioni. Dal 2025 collabora con Speziamirror.
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