C’è una piacevole novità per gli ultimi giorni della mostra “Spezia: 80 anni da una storica vittoria – Luglio 1944 – Luglio 2024” allestita nel Palazzo della Provincia che riaprirà da oggi fino al 28 luglio. Viene esposto anche un dipinto del pittore Federico Anselmi che, su una sezione di vela dismessa del Vespucci, raffigura la visione del pittore monterossino su quanto avvenuto quel lontano giorno del 1944, quando i pompieri dello Spezia VV. F. vinsero il campionato di calcio in un’Italia divisa tragicamente in due parti contrapposte.
Anselmi, purtroppo deceduto da qualche mese, era venuto a conoscenza di quell’evento dal libro “Lo scudetto dello Spezia” di Armando Napoletano e si era così deciso a trasporlo su tela, sulla scia di un suo recente percorso artistico che lo vedeva impegnato a raffigurare eventi iconici della storia italiana. Si era infatti cimentato in un maestoso dipinto raffigurante la ritirata degli alpini nella steppa russa, ma il suo capolavoro era stato il quadro sul “Treno della memoria”, che aveva riportato la salma del milite ignoto a Roma alla fine della Prima Guerra Mondiale. Il dipinto era stato acquisito dall’Associazione Nazionale Medaglia d’Oro ed esibito sul Treno rievocativo, che aveva fatto tappa anche a La Spezia. Tra le tante persone che hanno potuto ammirarlo c’era anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, fotografato mentre osservava attentamente l’opera.
Realizzato il dipinto sullo scudetto del ’44, era desiderio del pittore Anselmi poterlo mettere a disposizione della città che mai ha dimenticato quell’episodio, affidandolo a qualche istituzione cittadina. La vedova del pittore, venuta a conoscenza solo da pochi giorni dell’allestimento della mostra sullo scudetto del ’44, ha poi contattato gli organizzatori e, almeno per gli ultimi tre giorni di apertura, il dipinto potrà essere ammirato insieme agli altri cimeli di quell’evento, tra cui spiccano la coppa federale e la medaglia consegnata ai giocatori a fine torneo.
L’opera è di discrete dimensioni e cerca di cogliere il gesto atletico di un portiere in pieno tuffo nel tentativo di respingere il tiro di un atleta in maglia bianca, che sembra sospinto da una massa di persone che alternano momenti di passione sportiva a gesti di disperazione e terrore, perché in quel frangente la guerra incombeva con estrema violenza. La città circonda il campo da gioco ed è un insieme di edifici neri e devastati con altri che bruciano a fuoco vivo. Il dipinto è quindi una estrema metafora di quel che accadde in quei giorni, dove lo sport, almeno per poco tempo, ebbe la meglio sulla morte e la distruzione.
Il noto critico d’arte, Valerio Cremolini colloca l’espressivo dipinto di Anselmi dall’omogeneo e deciso cromatismo evocativo nel capitolo della storia dell’arte italiana del 900 che segnala tra gli altri i prestigiosi nomi di Umberto Boccioni, Geraldo Dottori, Carlo Carrà e Renato Guttuso affermati pittori che hanno narrato con colori e pennelli l’intramontabile elegia del calcio…”
La suggestiva mostra organizzata da Comune, Provincia, Vigili del Fuoco e Spezia Calcio sugli 80 anni del tricolore vinto da quei lontani ragazzi in maglia bianca resterà aperta ancora tre giorni osservando un’apertura serale dalle 18.00 alle 23.00. I cimeli esposti, i ritagli di giornale, le foto e i filmati che rievocano la leggendaria impresa meriterebbero un’allocazione permanente così come il suggestivo dipinto di Anselmi che si auspica diventi un patrimonio della città.


Il noto critico d’arte, Valerio Cremolini colloca l’espressivo dipinto di Anselmi dall’omogeneo e deciso cromatismo evocativo nel capitolo della storia dell’arte italiana del 900 che segnala tra gli altri i prestigiosi nomi di Umberto Boccioni, Geraldo Dottori, Carlo Carrà e Renato Guttuso affermati pittori che hanno narrato con colori e pennelli l’intramontabile elegia del calcio…”