
Parco delle Cinque Terre e parco di Montemarcello-Magra protagonisti del programma regionale, mentre quello di Porto Venere non presenta iniziative. E il tema della governance torna centrale.
Maggio è il mese dei parchi. Anche in Liguria torna infatti il “Maggio dei Parchi 2026”, il programma coordinato che dal 1° maggio al 4 giugno coinvolge le aree protette regionali in un calendario diffuso di eventi tra natura, cultura e turismo sostenibile.
Il tema scelto quest’anno è chiaro: “Uniti dalla natura”. Un invito a costruire connessioni, non solo ecologiche ma anche istituzionali, tra territori, comunità e sistemi ambientali. Un principio che, almeno sulla carta, guida l’azione congiunta dei parchi liguri. E proprio su questo punto emergono elementi di riflessione.
Una rete che funziona (quasi ovunque)
All’iniziativa hanno aderito numerosi parchi liguri, tra cui anche due dei tre della provincia spezzina:
- il Parco Nazionale delle Cinque Terre
- il Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra-Vara
Entrambi partecipano attivamente con un calendario articolato di iniziative.
Nel caso delle Cinque Terre, il programma prevede escursioni tematiche e trekking guidati, come quello dedicato alla geologia di Punta Mesco, che unisce divulgazione scientifica e valorizzazione del paesaggio.
Il parco di Montemarcello-Magra-Vara propone invece un’offerta ampia e diffusa sul territorio:
- escursioni naturalistiche e geologiche, come quelle nell’area di Pignone
- visite all’Orto Botanico di Montemarcello
- iniziative culturali e percorsi tra borghi e tradizioni locali
Un calendario che riflette pienamente lo spirito dell’iniziativa: far conoscere il patrimonio ambientale e culturale attraverso esperienze dirette e accessibili.
Un’occasione anche per il pubblico
Il “Maggio dei Parchi” rappresenta, ancora una volta, un’opportunità concreta per cittadini e turisti: escursioni, laboratori, visite guidate e attività educative permettono di scoprire una Liguria meno conosciuta, tra mare ed entroterra.
Un’offerta coordinata che rafforza l’immagine dei parchi come rete integrata di territori, capace di attrarre visitatori e promuovere un turismo sostenibile.
Il nodo Porto Venere

E poi c’è il caso del Parco naturale regionale di Porto Venere. Ad oggi, infatti, non risultano iniziative inserite nel programma ufficiale del “Maggio dei Parchi 2026”.
Un’assenza che colpisce, soprattutto alla luce del tema scelto quest’anno, centrato proprio sulla connessione e sulla collaborazione tra aree protette.
E che inevitabilmente riporta alle criticità già evidenziate nei precedenti approfondimenti di Spezia Mirror: una governance debole, fortemente intrecciata con l’amministrazione comunale, e una difficoltà strutturale a inserirsi in una logica di sistema con gli altri parchi liguri.
Una distanza che pesa
Mentre gli altri parchi costruiscono programmi condivisi e si muovono in rete, Porto Venere sembra rimanere ai margini del sistema. Non è solo una questione di eventi mancati, ma di posizionamento istituzionale e capacità di coordinamento.
In un contesto in cui i parchi liguri lavorano “uniti dalla natura”, l’assenza di uno dei territori più iconici del levante ligure solleva inevitabilmente una domanda: si tratta di una scelta, di un ritardo o dell’ennesimo segnale di una governance che fatica a dialogare?
Un immobilismo sembra evidente. Da un lato, un sistema regionale che punta su collaborazione, reti ecologiche e sinergie tra enti. Dall’altro, un parco – quello di Porto Venere – che proprio su questi aspetti continua a mostrare carenze. Un tema tutt’altro che secondario, soprattutto se si considera che la valorizzazione ambientale passa sempre più attraverso la capacità di fare sistema. Eppure, come già evidenziato nei precedenti approfondimenti di Spezia Mirror, una strada alternativa esiste. Sia nella proposta di legge presentata dall’ex consigliere regionale Roberto Centi (leggi qui,) sia nel recente convegno alle Grazie promosso dal Centro Monitoraggio Parco (leggi qui), sono emerse indicazioni chiare: una governance autonoma, una separazione netta tra Comune e parco, una maggiore capacità progettuale e di coordinamento.
Indicazioni che vanno tutte nella stessa direzione: trasformare il parco in un soggetto realmente operativo e integrato nel sistema delle aree protette liguri. A rendere il quadro ancora più rilevante è un dato spesso richiamato ma non sempre valorizzato fino in fondo: il territorio di Porto Venere è riconosciuto come sito UNESCO. Un riconoscimento che non rappresenta solo un elemento di prestigio, ma comporta anche responsabilità precise in termini di tutela, gestione e valorizzazione. Ed è proprio alla luce di questo status che l’assenza di iniziative e di coordinamento appare ancora più significativa.
Leggi il programma del mese di maggio dei parchi liguri qui!
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