Sab 9 Mag 2026

Al Museo Tecnico Navale l’incontro con Patrizia Maiorca ripercorre la storia del “signore degli abissi” e il legame con la città, dove nel 1973 firmò uno storico record mondiale al largo del Tino

Nel solco del ciclo “Rotte di conoscenza”, il Museo Tecnico Navale della Spezia ha ospitato il settimo incontro del 2026, dedicato alla memoria di Enzo Maiorca a dieci anni dalla sua scomparsa. Titolo dell’appuntamento: “Oltre il blu – i racconti di Patrizia Maiorca”, un viaggio intenso tra ricordi familiari, imprese sportive e impegno per la tutela del mare.

L’iniziativa, organizzata dalla Marina Militare e dal Comando Interregionale Marittimo Nord, si è svolta alla presenza di autorità civili e militari, in un clima di grande partecipazione.

Il racconto di una famiglia “di mare”

Patrizia Maiorca

Protagonista dell’incontro è stata Patrizia Maiorca, che con l’ausilio di filmati e immagini d’epoca ha ripercorso la straordinaria storia del padre e della famiglia. Una storia che non è solo sportiva, ma profondamente umana.
Accanto a lei, nel racconto, la figura della sorella Rossana Maiorca, anche lei primatista mondiale, scomparsa prematuramente e ricordata con grande emozione. 

Particolarmente toccante il filmato d’epoca tratto da Linea Blu, condotto da Donatella Bianchi, che documenta la posa di una statua sottomarina nel Area Marina Protetta del Plemmirio, dedicata proprio a Rossana: una “sirena” che continua idealmente a vivere nel mare che tanto amava.

Leonardo Merlini

Il discorso del direttore Leonardo Merlini

Ad aprire l’incontro è stato il direttore del museo, Leonardo Merlini, che ha sottolineato il valore simbolico e culturale della famiglia Maiorca.

“Quando si parla di un legame profondo con il mare il pensiero corre immediatamente a un nome che è diventato leggenda: la famiglia Maiorca.” E ancora:

“Non parliamo di semplici regole sportive […] ma di una storia d’amore di quelle che si iscrivono con il corpo e con l’anima.”

Nel suo intervento, Merlini ha ricordato la figura di Enzo Maiorca come “signore degli abissi”, capace di trasformare ogni immersione in un ritorno alla propria dimensione naturale:

“Scendere nell’oscurità del mare non era un atto di sfida verso l’ignoto, ma un viaggio di ritorno a casa.”

Un’eredità raccolta oggi da Patrizia, impegnata nella tutela del mare:

“Non sei più solo l’atleta dei primati ma la guardiana di un tesoro che appartiene a tutti noi.”

Il legame con La Spezia e il record del 1973

Enzo Maiorca

Tra i passaggi più significativi dell’incontro, il ricordo del record stabilito da Enzo Maiorca proprio nel Golfo della Spezia.

Il 13 agosto 1973, nelle acque tra Portovenere e l’Isola del Tino, Maiorca raggiunse la profondità di –80 metri in assetto variabile, stabilendo un nuovo record mondiale. Patrizia Maiorca ha ricordato anche i preparativi di quell’impresa: le immagini mostrano il padre sui pontili della società marittima Amatori del Mare, la preparazione del cavo – oltre 100 metri lungo la passeggiata Morin– e l’organizzazione logistica che coinvolse direttamente il territorio spezzino.

La scelta della Spezia non fu casuale. Maiorca, come raccontato durante l’incontro, era profondamente deluso dalle condizioni del mare di Siracusa, compromesso dall’inquinamento industriale e dall’abusivismo edilizio. Il mare ligure offriva invece condizioni più favorevoli e un ambiente ancora integro.

Fossamastra e gli Amatori del Mare: una comunità protagonista

Soc Amatori del Mare-Enzo Maiorca 

Il record del 1973 non fu solo un’impresa individuale, ma anche il risultato del contributo di una comunità. A Fossamastra, negli spazi della Società Amatori del Mare, Maiorca trovò una vera base operativa: barche, supporto logistico, uomini di mare e un’accoglienza genuina. Proprio qui, al rientro dall’immersione, si svolse un momento rimasto nella memoria di molti: una festa spontanea, semplice, fatta di barche, applausi e partecipazione collettiva.

Un’immagine che rivive oggi anche nella foto di copertina del presente articolo: Maiorca appena rientrato dal record, accolto a terra tra la gente di Fossamastra e della Marina del Canaletto.

Un ricordo personale che diventa storia collettiva

Patrizia Maiorca

Tra i presenti quel giorno c’era anche chi scrive questo pezzo, allora giovanissimo che visse in prima persona quell’evento straordinario. Il ricordo è quello di un mare punteggiato di imbarcazioni, di un’attesa carica di emozione e di un ritorno accolto con entusiasmo sincero. Un momento che, a distanza di oltre cinquant’anni, non è solo memoria individuale ma patrimonio collettivo della città. Il record del 1973 non appartiene soltanto alla leggenda di Enzo Maiorca, ma anche a un tratto di mare, a una comunità e a un momento condiviso che ancora oggi continua a emozionare.

Un’eredità che guarda al futuro

L’incontro al Museo Navale ha messo in luce come l’eredità di Enzo Maiorca non si esaurisca nei record, ma continui oggi attraverso l’impegno di Patrizia Maiorca nella tutela ambientale, alla guida dell’Area Marina Protetta del Plemmirio. 

In copertina Soc. Amatori del Mare Fossamastra 13 Agosto 1973 Enzo MAiorca festeggiato dopo aver battuto il record.

(Riproduzione Riservata)

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