Ultim’ora: 2 sacerdoti uccisi a coltellate in un’abbazia, altri due sacerdoti feriti gravemente.
Due ecclesiastici mort, altri due feriti gravemente in un’abbazia polacca. L’aggressore è un cittadino ucraino. Il fatto ha scosso la Polonia ed è stato ripreso dalla stampa internazionale. In Italia è rimasto ai margini dell’informazione. E allora la notizia diventa un’altra: perché?
Un uomo entra nel complesso di un’abbazia benedettina e comincia a colpire con un coltello. Succede a Jarosław, nel sud-est della Polonia, a una trentina di chilometri dal confine con l’Ucraina. Sono circa le 9.30 di giovedì 24 settembre quando un uomo entra nel complesso dell’Abbazia delle Suore Benedettine. Cinque persone vengono accoltellate: quattro uomini e una donna. Tre sono sacerdoti.
Padre Stanisław Zbojnowicz viene ferito gravemente e morirà successivamente in ospedale. Il secondo muore per le ferite riportarte qaundo avevamo già pubblicato questo articolo che abbiamo aggiornato.
C’è poi un particolare che rende ancora più impressionante la scena. Secondo quanto raccontato dalla superiora delle Benedettine, padre Marek Pieńkowski si trovava nel confessionale. Quando si accorge di quanto sta accadendo esce per cercare di intervenire. Anche lui viene aggredito e accoltellato. La polizia arriva sul posto e arresta l’aggressore.
È un uomo di 31 anni. È cittadino ucraino. Secondo la Procura era entrato in Polonia dalla Germania durante la notte e si stava dirigendo verso il confine ucraino. Il movente non è ancora stato accertato.
Quale è la notizia per SpeziaMirror?
Perché non è questa la notizia di cui vuole occuparsi SpeziaMirror. Non abbiamo una sezione dedicata alla cronaca nera internazionale e normalmente un delitto avvenuto in una località polacca, per quanto grave, sarebbe fuori dal nostro perimetro editoriale.
La notizia che ci interessa è un’altra. Questa mattina abbiamo cercato quanto accaduto a Jarosław sui principali quotidiani italiani.
Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Il Secolo XIX, La Nazione, Il Sole 24 Ore, Il Giornale, Il Fatto Quotidiano, Il Foglio.

Nelle edizioni che abbiamo controllato non abbiamo trovato la notizia. L’abbiamo letta invece su La Verità, che le dedica ampio spazio. Una successiva verifica online ci ha permesso di rintracciarla anche su RaiNews, Avvenire ed Euronews Italia.
Dunque i lettori dei giornali citati almeno per ora ignoreranno la notizia. Ciò impone una riflessione: un sacerdote assassinato e altre quattro persone ferite a coltellate all’interno di un’abbazia di un Paese dell’Unione Europea hanno trovato uno spazio sorprendentemente ridotto nella grande informazione italiana.
Però sappiamo tutto di Vannacci, delle esitazioni del campo largo, delle nozze di Damiano e di tutti i risvolti di Garlasco
Intendiamoci: ogni redazione sceglie le proprie notizie. Lo spazio non è infinito e stabilire cosa pubblicare significa inevitabilmente decidere anche cosa lasciare fuori. Fa però un certo effetto sfogliare giornali e siti italiani in queste ore.
Ma in mezzo a questo enorme flusso informativo, un sacerdote morto a coltellate in un’abbazia europea e tre feriti oltre una donna sembra avere avuto molta più difficoltà a conquistarsi qualche centimetro di giornale o qualche minuto di telegiornale. Perché?
C’è anche un particolare scomodo
L’uomo arrestato è ucraino. Scriverlo non significa essere filorussi. Non significa essere “putiniani”. E soprattutto non modifica di una virgola un fatto: la Russia ha invaso l’Ucraina e l’Ucraina è il Paese aggredito in quella guerra. Ma l’aggressore di Jarosław è un cittadino ucraino.
E proprio in Polonia, uno dei Paesi che più si era mobilitato nell’accoglienza dopo l’invasione russa, il clima nei confronti dei profughi ucraini è profondamente cambiato. Dopo quattro anni di guerra, nell’opinione pubblica polacca sono cresciute stanchezza e insofferenza verso l’accoglienza e gli aiuti.
E allora una domanda possiamo porcela. Se l’aggressore avesse avuto un’altra nazionalità, questa storia avrebbe ricevuto lo stesso trattamento? Non abbiamo la risposta. Ma la domanda rimane. Raccontare che un cittadino ucraino ha commesso un omicidio non significa accusare l’Ucraina. Esattamente come raccontare il delitto commesso da un italiano all’estero non significa accusare l’Italia.

Di Zelensky sappiamo quasi ogni movimento
C’è poi un piccolo paradosso. Del presidente ucraino Volodymyr Zelensky l’informazione europea segue, comprensibilmente, quasi ogni movimento: gli incontri internazionali, i vertici, le telefonate, le dichiarazioni, le richieste agli alleati, i rapporti con Washington e Bruxelles.
Questa volta Zelensky è intervenuto anche su Jarosław. Ha condannato senza esitazioni quanto accaduto, ha parlato di un «crimine orribile», ha espresso le proprie condoglianze alla famiglia del sacerdote ucciso e ha chiesto che il responsabile risponda pienamente davanti alla legge.
Eppure anche di questa presa di posizione, almeno nel grande flusso dell’informazione italiana, sembra essere rimasta ben poca traccia.
Perché proprio la condanna del presidente ucraino dimostra quanto sarebbe sbagliato utilizzare questo delitto contro l’Ucraina. Ma dimostra anche quanto sarebbe altrettanto azzardato rimuoverlo o considerarlo meno interessante semplicemente perché a commetterlo è stato un cittadino ucraino.
Quali notizie decidiamo di vedere?
Che si sia cattolici, appartenenti a un’altra religione o non credenti, l’uccisione di un sacerdote e il ferimento di altri religiosi all’interno di un luogo di culto hanno un significato pubblico che supera la dimensione locale. Come spesso è avvenuto per sacerdoti uccisi in Francia o in Africa. Il movente di Jarosław è ancora sconosciuto. Non sappiamo se abbia una componente religiosa e sarebbe irresponsabile suggerirlo. Sappiamo però che un uomo è entrato nel complesso di un’abbazia e ha cominciato a colpire. Sappiamo che un sacerdote è morto. Sappiamo che un altro è uscito dal confessionale per cercare di intervenire ed è stato accoltellato.
.La notizia è arrivata a SpeziaMirror quasi per caso, attraverso alcune persone Polacche. Avevamo pensato di esserci persi una notizia importante. E abbiamo scoperto che qualcosa, in realtà, ci eravamo persi davvero. Ma non soltanto noi. Forse la domanda con cui chiudere questa riflessione è: Chi decide quali notizie meritano di arrivare fino a noi? Ma, soprattutto, quante non ci arrivano?
Per saperne di più: https://radio.rzeszow.pl/359001/atak-nozownika-na-terenie-opactwa-w-jaroslawiu-piec-osob-rannych/
In copertina: L’Abbazia delle Suore Benedettine di Jarosław – Foto: Wypad na Weekend
© Riproduzione riservata – SpeziaMirror
Contenuto elaborato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale per traduzione fonti e attività di impaginazione editoriale.

Ultim’ora: 2 sacerdoti uccisi a coltellate in un’abbazia, altri due sacerdoti feriti gravemente.