C’era apprensione tensione per la cerimonia di inaugurazione di De Portibus. La defezione forzata del Presidente della Regione sostituito dall’assessore Giampedrone si respirava nell’aria. I veloci interventi di Cristina Pagni Presidente di Italian Blue Growth, del Sindaco Peracchini e degli altri relatori istituzionali cercavano di riportare velocemente l’attenzione sul programma dei tre giorni spezzini evidenziando gli aspetti qualificanti di De Portibus ovvero il festival dei porti che collegano il mondo nonché il festival europeo che affronta i grandi temi della portualità in tutti i suoi aspetti, anche locali.
Il primo panel di incontri era riservato al Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci. Ad intervistarlo la Vice Direttrice del TG7 Gaia Tortora che in premessa anticipava che si sarebbe affrontata anche l’inchiesta ligure su Toti. Musumeci ha sostenuto che il “mare” in Italia sia una risorsa trascurata o mai affrontata nella sua pienezza non essendo mai nominata nella Costituzione e frammentata in varie aree di competenza ministeriale: se ne occupano ben 11 ministeri senza coordinamento. E’ stato quindi costituito un Piano del Mare interministeriale che pone gli obiettivi da raggiungere: una ventina di progetti che spaziano in vari campi tra cui la nautica, la subacquea, il codice della navigazione e un ampliamento dei porticcioli turistici vista la carenza di posti barca e il portafoglio pieno di chi ne vuole usufruire. Non è mancata una citazione da “I Malavoglia” del Verga: “il mare non ha paesi, appartiene a chi sa ascoltarlo” che il Ministro ha definito una novella anzichè un romanzo.
…Io non ho elementi per esprimere un giudizio….
Come promesso è stato presto toccato il tema del giorno, ovvero, l’inchiesta giudiziaria ligure. Musumeci si è dichiarato garantista e anche amico di Toti affermando: “è colpevole chi è condannato dopo i tre gradi di giudizio ma c’è uno spazio che si chiama opportunità che prescinde dal codice civile o penale. L’opportunità è legata alla sensibilità di ciascuno di noi: è opportuno che si continui a operare o non lo è? Può determinare una ricaduta positiva o negativa? Io non ho elementi per esprimere un giudizio. Fratelli d’Italia, il mio partito, è stato chiaro, sono valutazioni che deve fare innanzitutto Toti e la sua coalizione.”
Dal politically correct Musumeci si è poi scagliato contro gli avversari politici: “quello che mi fa rabbia è come si possa, da parte di certa politica tentare di recuperare la credibilità perduta pretendendo le dimissioni, gridando allo scandalo, senza aver letto uno straccio di documento.”
… sono rimasti comunisti anche quando fanno i Magistrati…
Alla reazione della Tortora “Però dei verbali sono usciti” Musumeci ritorna garantista scaricando su Toti la decisione o meno di dimettersi ma alla parola “elezioni” sollevata dalla giornalista parte l’attacco alla magistratura: A 20 giorni dalle Europee questo provvedimento qualche dubbio lo alimenta, …la magistratura nella sua stragrande maggioranza è fatta da persone equilibrate, per bene, che guadagnano bene, finalmente, e anche per questo vogliono fare il proprio dovere, poi c’è una minoranza che si è formata nelle università, nelle organizzazioni giovanili dell’estrema sinistra e sono rimasti comunisti anche quando fanno i Magistrati, questi si alimentano alle fonti del rancore, del pregiudizio, nei confronti di chi a sinistra non è, questo è risaputo, non ho bisogno di dimostrarlo, stiamo scoprendo l’acqua calda e non è necessario che si intervenga da fuori per neutralizzare questi tentativi che rischiano di rendere meno affidabile e meno credibile la magistratura. E’ la stessa magistratura che deve trovare al suo interno gli anticorpi per riequilibrare tale condizione.
…da 30 anni a questa parte la magistratura avanza acquisendo spazi che non sono suoi…
Gaia Tortora anziché reagire a quanto di imbarazzante ha appena sentito, soprattutto davanti a un pubblico fatto prevalentemente da autorità locali, ecclesiastiche e militari: generali della GDF, dei Carabinieri e Ammiragli, cerca di svicolare portando Musumeci sul tema del finanziamento pubblico ma il Ministro non molla e s’improvvisa ministro della giustizia: “…il tema è sostanzialmente questo: da 30 anni a questa parte la magistratura avanza acquisendo spazi che non sono suoi, se avanza la magistratura arretra la politica che ha perso la sua autorevolezza di fatto delegando alla magistratura compiti che sono propri della politica, o recuperiamo l’orgoglio dell’esercizio della politica, o cominciamo a rivendicare il primato della politica, o cominciamo a ricordare che è la politica che fa le leggi ed è il magistrato che deve applicarle, o altrimenti la magistratura continuerà ad avanzare in un terreno che non è il suo e la politica continuerà ad avere il complesso dell’arretramento. E se uno dei due ordinamenti arretra l’equilibrio su cui si regge la democrazia viene meno. Eco perché la colpa non è solo di quella frangia di magistratura politicizzata ma è della politica che negli ultimi 30 anni ha perso l’orgoglio del proprio ruolo.
…la colpa è di una certa politica da un lato, e di una certa magistratura dall’altro…
“Ma c’è anche una questione morale” obietta la Tortora “c’è un problema morale e di opportunità ma la colpa è di una certa politica da un lato, e di una certa magistratura dall’altro, quindi ognuno faccia il proprio mestiere senza autoreferenzialità. I auguro che Toti possa dimostrare di essere estraneo ai fatti che gli hanno contestato e che possa lavorare come hanno voluto gli elettori della Liguria.
