La Spezia, capitale della cultura per due sere: trionfa il “Simon Boccanegra” tra musica, mare e il Vespucci
Due serate memorabili, il 19 e 20 giugno, hanno trasformato il Molo Italia della Spezia in un palcoscenico unico al mondo. Il Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi, ha incantato un pubblico numerosissimo e partecipe, riunito per un evento che ha saputo unire arte, musica, storia e paesaggio in un equilibrio perfetto.
Un successo annunciato, una promessa mantenuta
La promessa era ambiziosa: far dialogare un capolavoro del melodramma verdiano con la grandezza del mare e l’imponenza dell’Amerigo Vespucci, ormeggiato nel retro della scena e in molti momenti dello spettacolo anche palcoscenico per rendersi parte viva e determinante della scenografia. La realtà ha superato ogni aspettativa. Dopo un suggestivo ammaina bandiera, accompagnato dalla musica e le parole dell’Inno Nazionale, le luci, i sontuosi costumi, le voci sublimi del tenore, del baritono e della soprano, le musiche dell’orchestra diretta da Stefano Giaroli hanno contribuito a creare un’atmosfera sospesa, dove l’opera lirica si è fatta esperienza collettiva. La Spezia, per due sere, è diventata davvero la “capitale della cultura”, dimostrando quanto la città sia in grado di accogliere eventi di respiro internazionale.
Un allestimento potente e coinvolgente
200 artisti su un pontone galleggiante tra cielo e mare, promosso dal comune della Spezia in collaborazione con Marina militare, prodotto e organizzato dall’ Italian Blue Growth guidata da un’onnipresente Cristiana Pagni su un progetto di formazione per giovani cantanti lirici curato dall’associazione Amici del Loggiato, lo spettacolo ha colpito per forza visiva e rigore espressivo. Sul palco, allestito davanti al molo dove era sistemato il pubblico, un cast di altissimo livello ha dato vita al dramma politico ed esistenziale di Simon Boccanegra, ex corsaro e poi doge di Genova e delle sue vicissitudini politiche ed amorose. Maria, da cui ha avuto una figlia, è tenuta rinchiusa dal padre Jacopo Fiesco, ostile al loro amore. La bambina, affidata a una nutrice dal padre, scompare e Maria muore. Anni dopo Simone la riconosce in Ameli Grimaldi in un contesto tumultuoso con i genovesi divisi in due fazioni. Opera cupa, come lo è il mondo del potere e dei drammi familiari, solo nel finale ci regala uno squarcio di speranza: magistrale, alto e poetico .

Una risposta entusiasta del pubblico
Migliaia di persone, spezzini e turisti, hanno assistito alle due rappresentazioni, riempiendo ogni spazio disponibile lungo il Molo Italia e nelle aree circostanti. Le note verdiane si sono propagate sul mare, mentre le luci del tramonto riflettevano sullo scafo dorato del Vespucci. Un colpo d’occhio che resterà impresso nella memoria collettiva.
Un’esperienza da ripetere
L’evento ha dimostrato ancora una volta che la lirica può uscire dai teatri e incontrare nuovi pubblici senza perdere la propria forza. Alla Spezia, ha trovato una cornice ideale: la città, il mare, la storia. Dopo il successo di Simon Boccanegra, che segue quello dello scorso anno con una magistrale Butterfly su sfondo dell’incrociatore Garibaldi resta l’auspicio di rendere stabile questo legame tra la grande musica e il Golfo, non a caso dedicato da Sem Benelli ai Poeti. Le foto di queste serate raccontano un momento irripetibile, che è già parte della storia culturale della città.
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