Dom 12 Lug 2026

Il Tino conquista il cuore del Corriere della Sera: l’attività degli “Amici dell’Isola” entra nelle Buone Notizie nazionali

Ogni martedì il Corriere della Sera riserva uno spazio speciale all’Italia che costruisce, include, abbraccia. La rubrica “Buone Notizie – L’impresa del bene” è diventata il punto di riferimento per chi cerca, tra le pieghe spesso dure dell’attualità, storie di speranza e valore. E oggi, tra queste pagine preziose, c’è anche un pezzo di Golfo dei Poeti: l’associazione “Amici dell’Isola del Tino” è stata protagonista di un servizio che ne racconta l’impegno, la visione e i risultati.

Un riconoscimento nazionale che arriva a coronamento di un lavoro silenzioso ma costante, fatto di passione, competenza e inclusione. Il Tino, l’isola simbolo del nostro arcipelago e per decenni irraggiungibile ai più, è divenuta in questi anni un laboratorio di cultura accessibile e di partecipazione. Grazie all’associazione presieduta da Elisabetta Cesari, oggi il Tino non è più solo “l’isola che non c’è”, ma un luogo vivo, accogliente, fragile e insieme potente, capace di parlare a chiunque vi approdi nell’ambito di tour programmati.

Il Corriere della Sera ci ha contattato perché ha visto il nostro libro. L‘ha letto, lo ha visto anche in braille e si è incuriosito su questa associazione che faceva cultura inclusiva su un’isola così bella e preziosa. Io ho dato subito i contatti del Comando Marittimo della Marina Militare e del CAI La Spezia, ma loro hanno voluto centrare l’articolo più sull’associazione. Ciò non toglie che sia un’ottima occasione per raccontare come un luogo, con ottime sinergie, diventi prezioso per tutti”, ha commentato Cesari, con orgoglio e gratitudine.

Un orgoglio condiviso da oltre 800 soci, dai volontari del CAI, dai battellieri del Golfo, dalla Marina Militare, dal Comune di Portovenere, e da tutte le realtà che in questi anni hanno contribuito ad aprire le porte dell’isola a chi, per troppo tempo, ne è rimasto escluso. Le visite guidate promosse dall’associazione non sono semplici escursioni: sono vere esperienze di cittadinanza attiva, pensate per includere chi convive con disabilità motorie, sensoriali o cognitive.

Elisabetta Cesari

Lo sottolinea la stessa presidente:

Abbiamo fatto il progetto Insieme, Si Può, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, organizzato dalla Regione Liguria. Il Comando Interregionale Marittimo ha aderito con slancio a questa proposta inclusiva e ha concesso sette visite straordinarie in cui sono venute associazioni di persone con disabilità, in trattamento oncologico, ciechi, ragazzi inseriti in associazioni con borse lavoro per essere poi introdotti nel mondo del lavoro. Avremo ancora visite con alcuni gruppi della Marina e da associazioni e Comuni. La cosa a cui teniamo di più adesso è la visita con le donne della LILT. L’isola diventerà per loro occasione di immersione estetica in un contesto prezioso, fragile, bisognoso di cure. Sull’isola sperimenteranno attività artistiche come yoga, disegno e altro ancora.”

Una missione che va oltre la semplice fruizione turistica, abbracciando educazione, cultura, ambiente e inclusione sociale. Non a caso, il Corriere ha posto l’accento proprio su questo aspetto: l’impegno concreto per rendere l’isola accessibile a tutti, anche a chi normalmente resta ai margini.

Del resto, non è la prima volta che il Tino diventa un’aula a cielo aperto. Solo pochi mesi fa, 120 studenti spezzini sono sbarcati sull’isola per la Giornata del Mare, guidati da volontari e accompagnati alla scoperta del faro monumentale, delle vestigia militari, della natura incontaminata. In quell’occasione l’associazione aveva anche donato alle scuole il libro che ora ha incuriosito la redazione del Corriere e che – come un faro – continua a illuminare le storie e le potenzialità dell’isola.

L’articolo sul quotidiano milanese è molto più di una vetrina: è una legittimazione pubblica, nazionale, del lavoro svolto. Ed è anche uno stimolo a proseguire, a sognare ancora più in grande. A partire dai prossimi appuntamenti: la visita con la LILT, il progetto del “Passaporto per il Tino” con QR code per i visitatori non vedenti, la realizzazione dell’audiolibro, e ovviamente la Festa di San Venerio, che ogni anno celebra a Settembre il santo che su quest’isola visse e lasciò un’eredità di spiritualità e cura.

Oggi il Tino è molto più di uno scoglio sacro o di una servitù militare inaccessibile: è simbolo di una bellezza che non esclude. E questa, senza dubbio, è una buona notizia.

(Riproduzione riservata)

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Spezia Mirror

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