Un sabato pomeriggio caldo: la cultura secondo il PD tra riflessioni tardive e una città in movimento
In un sabato pomeriggio torrido, mentre la città si divideva tra il refrigerio del mare e l’incanto della serata musicale appena trascorsa in piazza Verdi, alla Mediateca Regionale “Sergio Fregoso” si è svolto, con discrezione ma ambizioni dichiarate, il convegno “Partecipazione democratica e politica culturale a La Spezia”, promosso dal Partito Democratico.
L’evento, almeno per chi come SpeziaMirror segue con attenzione le principali dinamiche culturali cittadine, ha assunto un valore che va oltre i contenuti emersi: rappresenta la prima occasione, dopo un anno segnato da numerosi eventi pubblici, mostre di rilievo e collaborazioni tra enti pubblici e privati, in cui la sinistra – e in particolare il PD – interviene pubblicamente sulla direzione culturale intrapresa dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pierluigi Peracchini.

Il convegno ha visto la partecipazione del professor A. M. Iacono, docente di storia della filosofia all’Università di Pisa, e di Luca Basile, responsabile Cultura del PD Liguria, insieme a un nutrito gruppo di relatori – ben 22 – che si sono avvicendati proponendo riflessioni critiche e proposte per un possibile rilancio culturale della città. Le conclusioni sono state affidate alla consigliera regionale Roberta Baruzzo e ad Andrea Orlando, già ministro e figura di rilievo del Partito Democratico.

Tuttavia, la tempistica e le modalità dell’incontro hanno suscitato qualche interrogativo: la scelta di una data in piena stagione estiva e la concomitanza con manifestazioni cittadine molto partecipate hanno finito per offuscare la portata dell’iniziativa. Proprio nei giorni del convegno, La Spezia ospitava alcuni tra gli appuntamenti culturali più riusciti della stagione, come il concerto della Fanfara della Marina Militare, realizzato in collaborazione con il Conservatorio Puccini, in una piazza Verdi gremita e trasformata, anche simbolicamente, in uno spazio culturale restituito alla città.

Le critiche rivolte alla politica culturale della giunta arrivano in un momento in cui essa presenta risultati visibili: dalla valorizzazione del CAMeC, recentemente rinnovato e sede della mostra “Morandi e Fontana”, alla celebrazione della centesima edizione del Palio del Golfo, con eventi ad ampia partecipazione popolare come l’esecuzione del Simon Boccanegra di fronte all’Amerigo Vespucci e lo spettacolo pirotecnico arricchito dai droni luminosi.
Nel corso del convegno, le critiche si sono concentrate soprattutto sulla gestione di contenitori culturali storicamente riconducibili al centrosinistra: CAMeC, Teatro Civico, Mediateca Fregoso, Centro Allende, Centro Dialma Ruggero. Al centro del dibattito, la presunta assenza di un coinvolgimento sistematico degli operatori culturali locali e l’esternalizzazione a privati di parte della programmazione e gestione. In sintesi tutto si muove in maniera verticistica senza nessuna partecipazione dal basso. Si è osservato, ad esempio, che la Mediateca ospita prevalentemente eventi esterni, trascurando il patrimonio audiovisivo custodito; che il Pin (ex Centro Allende) ha perso la sua funzione culturale in particolare durante il periodo invernale; che il Teatro Civico ha visto disarticolata la composizione della sua commissione di gestione.

Altro tema discusso è stato quello della candidatura della Spezia a Capitale Italiana della Cultura 2027: secondo alcuni relatori, la redazione del dossier sarebbe avvenuta senza un sufficiente processo di partecipazione pubblica. È tornato anche il tema della possibile rinascita del “Premio del Golfo”, auspicata con criteri inclusivi e con attenzione alle risorse locali, sebbene – come è stato ricordato – lo stesso Premio sia parte integrante del dossier elaborato dalla giunta che si propone di realizzarlo nonostante la mancata nomina a Capitale.
Nel suo intervento conclusivo, Andrea Orlando ha indicato la cultura come uno degli ambiti strategici per una futura riconquista politica della città da parte del centrosinistra, citando anche il recente risultato elettorale di Genova come esempio positivo. Tuttavia, alla luce delle argomentazioni emerse, è sembrato che le critiche mosse abbiano finito per concentrarsi su aspetti che, paradossalmente, rappresentano alcuni dei risultati più evidenti dell’attuale amministrazione.

La giunta Peracchini, da parte sua, ha replicato con un comunicato ufficiale rivendicando un netto cambio di paradigma rispetto al passato, ha parlato della “fine dell’oligarchia culturale della sinistra” e di una rivoluzione ispirata al principio di sussidiarietà. A partire dal 2017, secondo il primo cittadino, luoghi prima “paludati” come il Dialma e l’Allende sarebbero stati trasformati in spazi aperti, creativi e partecipati. Lo stesso vale per la Mediateca Regionale Ligure “Sergio Fregoso”, rilanciata come centro polifunzionale tra biblioteca, cinema e laboratorio culturale, e per il CAMeC, che con le sue recenti mostre e una rinnovata impostazione curatoriale avrebbe raggiunto risultati inediti di pubblico e qualità. Una trasformazione, secondo Peracchini, resa possibile dalla collaborazione tra amministrazione, fondazioni, enti, privati e associazioni del territorio.
A conclusione dei lavori è stato dichiarato che il convegno non resterà un episodio isolato per trasformarsi in un forum permanente, volto a dare continuità al dibattito e alle testimonianze dei singoli relatori attraverso petizioni e iniziative pubbliche autonome.
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