Dal vertice europeo WATERSENS a Lucca arriva la proposta strategica del Consorzio Canale Lunense: un progetto pilota locale per garantire qualità e tutela dell’agroalimentare.
Un percorso concreto e graduale finalizzato al riutilizzo delle acque reflue depurate in agricoltura. È questa la proposta strategica di lungo periodo che il Consorzio Canale Lunense mette sul tavolo per mettere in sicurezza il comparto agroalimentare della Val di Magra di fronte alle sfide dei cambiamenti climatici. Un’iniziativa di grande attualità che punta a trasformare la gestione della risorsa idrica nello spezzino attraverso soluzioni innovative a scala locale, concepite però all’interno di una visione complessiva di bacino.
La proposta è emersa con forza a Lucca durante l’Open Day internazionale del progetto europeo WATERSENS, un cruciale momento di confronto che ha riunito istituzioni, università, enti di ricerca, consorzi e gestori del servizio idrico provenienti da diversi Paesi europei per discutere di sostenibilità e strategie di resilienza.
L’appuntamento toscano ha sancito un’importante sinergia istituzionale, come evidenziato da Gaia Checcucci, segretario generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale, che ha rimarcato l’importanza della cooperazione tra mondo accademico e territori per pianificare le attività quotidiane del settore e contrastare gli effetti del climate change. Sulla stessa linea il direttore del Consorzio Canale Lunense, Corrado Cozzani, che ha sottolineato come l’evento sia stato fondamentale per consolidare i rapporti con l’Autorità di Bacino, valutare il cammino intrapreso e comprendere, attraverso il dialogo con partner internazionali, quali siano gli strumenti più efficaci da adottare per il futuro.
Al centro di questa nuova visione strategica c’è un radicale cambio di paradigma culturale. «La crisi idrica non può più essere considerata un’emergenza occasionale, ma una condizione con cui i territori dovranno imparare a convivere e che richiede nuove strategie di gestione», ha ammonito Francesca Tonelli, presidente del Consorzio Canale Lunense e di ANBI Liguria.
Secondo la presidente, la prospettiva del riuso delle acque depurate rappresenta un’opportunità straordinaria, ma che richiede metodo, programmazione e una forte responsabilità pubblica per garantire la massima sicurezza del territorio. Il progetto pilota, attualmente in fase di costruzione, si arricchirà proprio grazie al confronto continuo con le autorità competenti, gli enti gestori, il mondo agricolo e le scuole, ponendo come priorità assolute la qualità certificata dell’acqua e la totale tutela delle produzioni agricole locali.
Francesca Tonelli
Consorzio Canale Lunense Storico ente di bonifica e irrigazione che opera nella provincia della Spezia, con un ruolo cruciale nella gestione idrica della Val di Magra. Attraverso una rete di canali e infrastrutture diffuse sul territorio, il Consorzio assicura l’approvvigionamento idrico fondamentale per il settore agricolo locale e svolge una costante attività di manutenzione e salvaguardia idrogeologica, difendendo il territorio dai rischi di dissesto e ottimizzando l’uso delle risorse ambientali.
Francesca Tonelli guida il Consorzio Canale Lunense in qualità di Presidente ed è, contemporaneamente, al vertice di ANBI Liguria (l’Associazione regionale che raggruppa i consorzi di bonifica ed irrigazione). Esperta di politiche territoriali e gestione ambientale, Tonelli è da tempo impegnata nella promozione di strategie sostenibili contro il cambiamento climatico, facendosi promotrice di una cultura della risorsa idrica basata sull’innovazione tecnologica, la concertazione con gli enti locali e la tutela rigorosa dell’agroalimentare di qualità ligure.