Qual è il libro internazionale più bello dei primi 25 anni del XXI secolo? La risposta è sorprendente: “L’amica geniale” di Elena Ferrante.
Secondo un sondaggio condotto dal “The New York Times Book Review”, il miglior libro internazionale dei primi 25 anni del XXI secolo è “L’amica geniale” di Elena Ferrante. Per celebrare questo traguardo, il prestigioso giornale ha avviato un progetto ambizioso: determinare i libri più importanti e influenti pubblicati dal 1º gennaio 2000. A tal fine, è stato inviato un sondaggio a 503 luminari della letteratura, tra cui romanzieri, scrittori di saggistica, poeti, critici e altri amanti dei libri.
Tra i partecipanti al sondaggio figurano nomi illustri come Stephen King, Bonnie Garmus, Claudia Rankine, James Patterson, Sarah Jessica Parker, Karl Ove Knausgaard, Elin Hilderbrand, Thomas Chatterton Williams, Roxane Gay, Marlon James, Sarah MacLean, Min Jin Lee, Jonathan Lethem e Jenna Bush Hager.
Il The New York Times Book Review ha pubblicato i risultati del sondaggio in dieci puntate, partendo dal centesimo libro fino a giungere ai primi dieci. La sorpresa è stata grande quando in cima alla classifica è apparso proprio Elena Ferrante con “L’amica geniale” il primo volume della sua coinvolgente “Tetralogia dell’Amica Geniale,” gli altri sono: “Storia del nuovo cognome” (2012) “Storia di chi fugge e di chi resta” (2013), “Storia della bambina perduta” (2014) quest’ultimo nella stessa classifica si è piazzato all’84° posto.
Il NYT descrive il libro come segue: “… il romanzo introduce i lettori a due ragazze che crescono in un quartiere povero e violento di Napoli, Italia: la diligente e devota Elena e la sua amica carismatica e più selvaggia, Lila, la cui feroce intelligenza è apparentemente limitata dai mezzi modesti della sua famiglia. Da questo inizio, il libro (e la serie nel suo complesso) si espande in modo prorompente, come l’universo primordiale, abbracciando idee sull’arte e la politica, la classe sociale e il genere, la filosofia e il destino. Tutti questi temi vengono esplorati attraverso un’attenzione dedicata all’amicizia conflittuale e competitiva tra Elena e Lila mentre crescono diventando adulte complesse. Sebbene sia impossibile dire quanto la serie rispecchi la vita dell’autrice — Ferrante scrive sotto pseudonimo — ciò non ne diminuisce l’impatto. “L’amica geniale” è saldamente radicata come uno dei principali esempi di autofiction, una categoria che è diventata dominante nella letteratura del XXI secolo. Leggere questo romanzo intransigente e indimenticabile è come andare in bicicletta sulla ghiaia: è grintoso, scivoloso e snervante allo stesso tempo.”
Da lettore della Ferrante, non sono affatto stupito di questo riconoscimento. Ricordo che nel 2011, quando il romanzo uscì, nonostante il clamore e il passaparola, non ne ero attratto. Tuttavia, trovandomi qualche tempo dopo in una libreria di Oslo, scoprii che la traduzione norvegese era in bella mostra nella vetrina principale, l’unico libro italiano in quella sede. Tornato in Italia, l’ho subito acquistato e letto, per poi dedicarmi agli altri tre sequel che uscivano via via, conquistando le vette delle classifiche italiane e internazionali. Ovviamente, non mi sono perso le due serie TV, che ho trovato felicemente aderenti al testo originale. Una peculiarità di questo successo editoriale è che Elena Ferrante è lo pseudonimo di un’autrice sconosciuta. Nonostante numerosi tentativi di svelare chi si cela dietro questo pseudonimo, Ferrante ha scelto di mantenere l’anonimato, affermando che i suoi libri dovrebbero essere apprezzati per ciò che sono, indipendentemente da chi li ha scritti e aggiungo anche da premi, interviste, presentazioni e tanto altro.

