
“Mary Shelley, Valperga e l’ombra del potere”Intervista a Carla Sanguineti in vista dell’incontro del 9 maggio a La Spezia
Dopo il successo del convegno del 13 settembre scorso all’Unione Industriali quando venne celebrato l’anniversario della morte di Dante con due relazioni su Dante Alighieri, Castruccio Castracani e Mary Shelley., torna alla Spezia un appuntamento dedicato a alla grande letteratura e al pensiero femminile. Venerdì 9 maggio, dalle ore 9.30 fino alle 17.00 presso la sede dell’Accademia di Studi Lunigianesi Giovanni Capellini di Via XX Settembre si parlerà nuovamente di Mary Shelley e del suo romanzo storico Valperga. L’incontro è a cura della studiosa Carla Sanguineti, presidente dell’Associazione Amici di Mary Shelley. Le abbiamo chiesto di raccontarci il senso di questo nuovo approfondimento dedicato all’autrice di Frankenstein.
Perché tornare oggi su Valperga, un’opera poco conosciuta di Mary Shelley?
E’ un romanzo straordinariamente attuale, anche se poco letto rispetto al celeberrimo Frankenstein. Mary Shelley lo scrive giovanissima, a soli venticinque anni, ma vi riversa un’enorme maturità intellettuale. Non è solo un romanzo storico, è una riflessione profonda sul potere, sull’identità femminile e sul conflitto tra ambizione e giustizia. In tempi in cui le donne avevano pochissimo spazio nella cultura e nella politica, Shelley scrive una storia in cui una donna, Euthanasia, si oppone consapevolmente all’autoritarismo maschile. E’ un romanzo completamente dimenticato dopo la sua morte tanto che la prima edizione del 1823 a Londra e la seconda sempre a Londra del 1996 150 anni dopo e in Italia pubblicato per intervento e volontà della nostra associazione “amica e amici di Mary Shelley”, tradotto meravigliosamente e meravigliosamente commentato da Lilla Maria Crisafulli e Keir Elam edito da Mondadori solo nel 2007.
Nel romanzo Valperga, Mary Shelley mette in scena due figure femminili forti, Euthanasia e Beatrice. In che modo si contrappongono a Castruccio Castracani?
Shelley costruisce un triangolo drammatico molto potente: al centro Castruccio, condottiero ambizioso, figura del potere assoluto, e ai suoi lati due donne che rappresentano i suoi opposti simbolici. Euthanasia è la voce della ragione politica e della tolleranza: è colta, autonoma, capace di governare, ma rifiuta di piegarsi alla logica della conquista e della guerra. Beatrice, invece, è la mistica, la figura spirituale che si sottrae al mondo e rappresenta l’evoluzione spirituale, il sogno di una chiesa cristiana che unisca cristiani, cattolici protestanti eretici ebrei musulmani tutti insieme sotto la guida di una donna che fa appunto cambiare completamente l’organizzazione della spiritualità. Entrambe sono, a modo loro, alternative radicali al modello maschile e autoritario incarnato da Castruccio. Shelley, attraverso di loro, mette in crisi l’idea stessa di potere come dominio e ci invita a riflettere su forme più etiche e umane di autorità.

Cosa ci dice Valperga della visione politica di Mary Shelley?
Mary Shelley apparteneva a un contesto intellettuale radicale: era figlia di Mary Wollstonecraft, pioniera del femminismo, e di William Godwin, filosofo anarchico. In Valperga si avverte chiaramente questo retaggio: il romanzo mette in discussione la logica della conquista e del dominio, e propone invece un’idea di civiltà fondata sul rispetto e sulla libertà individuale. È un testo che parla alla modernità, che ci invita a guardare criticamente i modelli autoritari e a riscoprire la forza della coerenza etica.
In che modo verrà sviluppato questo tema durante l’incontro del 9 maggio?
L’incontro sarà centrato proprio su questo: certamente sulla figura storica di Castruccio e sulla sua presenza fisica e civile nel territorio lunigianese, ma sulla rilettura che ne dà Mary Shelley. Analizzeremo il romanzo Valperga in relazione alla biografia dell’autrice, al suo contesto culturale, e alle tematiche che anticipano molte questioni contemporanee: la parità di genere, il pacifismo, il rapporto tra amore e potere. Sarà un modo per riportare Mary Shelley al centro del discorso letterario, non solo come madre di Frankenstein, ma come pensatrice politica e scrittrice completa.

Il “Convegno di studi sul romanzo di Mary Shelley VALPERGA- vita e avventure di Castruccio principe di Lucca. ” si terrà venerdì nell’intera giornata del 9 maggio 2025 presso il salone Sforza dell’Accademia Giovanni Capellini di via XX settembre. I lavori cominceranno alle 09.30 con l’introduzione del Presidente dell’Accademia Giuseppe Benelli a seguire ci saranno gli interventi di Carla Sanguineti, Franco Bonatti, Stefano Calabretta e Andrea Baldini. I lavori riprenderanno alle 15.00 con l’intervento della traduttrice e curatrice dell’edizione italiana Lilla Maria Crisafulli a cui seguiranno gli interventi degli studiosi Elisabetta Marino, Nicoletta Caputo e Maria Mattei. Per i titoli delle relazioni consultare la locandina che precede.
L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.
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