Dom 12 Lug 2026

Scopri la storia delle miniere di Luni: un viaggio tra lavoro, memoria e immagini inedite

Le miniere di Luni, epopea della storia del lavoro. Un libro la racconta

Venerdì 21 Marzo alle ore 17.00, nella sala del Santuario di Sant’Antonio di Padova a Gaggiola dei frati minori francescani, si terrà un interessante incontro storico-culturale dedicato alle miniere di lignite della piana di Luni. Protagonista dell’appuntamento sarà Giuseppe Passarino, autore del volume Le miniere di lignite nella piana di Luni – Duecento anni di vicende umane e minerarie in Val di Magra tra Santo Stefano, Sarzana, Fosdinovo, Castelnuovo, Ortonovo, edito da Luna Editore 2005. A dialogare con l’autore sarà il giornalista Giuseppe Rudisi. Durante l’incontro, saranno proiettate fotografie storiche e un video inedito che documenta l’interno di una miniera, offrendo ai presenti un’esperienza immersiva nella realtà del lavoro minerario.

Il volume dello storico locale Giuseppe Passarino non è solo una ricostruzione storica, ma un viaggio nel cuore di una comunità che per oltre due secoli ha vissuto grazie all’estrazione della lignite. Attraverso testimonianze dirette, documenti d’archivio e un’attenta ricerca sul campo, il libro restituisce un quadro vivido delle condizioni di lavoro, delle speranze e delle difficoltà dei minatori, nonché del ruolo strategico che questo combustibile ebbe per l’industria locale.

Dalla scoperta dei primi giacimenti di lignite, avvenuta intorno alla metà del Settecento tra Sarzanello e Caniparola, sino alla drammatica conclusione delle attività nel 1953, la lignite della Val di Magra fu protagonista silenziosa della crescita industriale e sociale della zona. Utilizzata inizialmente nelle fornaci per la produzione di laterizi, fu successivamente impiegata con successo in esperimenti siderurgici e divenne essenziale per lo stabilimento di Pertusola, situato al Muggiano della Spezia e assunse un ruolo strategico nello sviluppo industriale della città, destinata a diventare la capitale della Marina militare italiana.

Come molte altre realtà minerarie del Paese, anche le miniere della Magra vissero periodi alterni, caratterizzati da momenti di intenso sfruttamento seguiti da crisi profonde, spesso dovute alla concorrenza del carbone estero offerto a prezzi più vantaggiosi. Emblematica rimane la vicenda del 1953, quando i minatori, per protestare contro il decreto di chiusura, si barricarono nel pozzo numero 5 di Castelnuovo. Soprannominati dalla cronaca “I sepolti vivi di Luni”, riemersero alla luce solo l’11 febbraio, dopo giorni di angosciante protesta.

Se il territorio spezzino è noto per l’estrazione del prezioso marmo Portoro (leggi qui), utilizzato nei più prestigiosi edifici storici d’Europa, la lignite rappresenta un altro tesoro minerario che ha segnato profondamente la storia industriale della regione. Il libro di Passarino ci invita a riscoprire questa eredità dimenticata, mettendo in luce il valore umano e sociale di un’attività che ha lasciato un’impronta indelebile nel tessuto locale.

Biografia Giuseppe Passarino: Nato a La Spezia appassionato di mineralogia ha sempre cercato campioni mineralogici soprattutto nel Levante Ligure e sulle Alpi Apuane. Ha compiuto anche numerose ricerche in molte parti d’Italia e all’estero ( Austria, Svizzera, Spagna, Francia, Marocco, Madagascar, Etiopia e Tanzania.) Partecipa alle principali mostre mineralogiche nazionali e internazionali sia da visitatore sia da espositore. E’ autore della segnalazione di due specie mineralogiche nuove per il marmo di Carrara: halloysite e mushistonite. Per vario tempo ha seguito seguire i lavori delle cave di marmo apuane studiando i documenti d’archivio dell’ex Distretto Minerario di Carrara. Nel 1990 è stato pubblicato il suo primo articolo sulla Rivista Mineralogia Italiana. Socio del Gruppo Mineralogico Lombardo e dell’Associazione Micromineralogica Italiana, è autore di numerosi articoli su riviste italiane e straniere di mineralogia e di alcune guide su varie miniere dello spezzino.

(Riproduzione riservata)

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