Dom 12 Lug 2026

La mostra ospitata e promossa dalla Fondazione Carispezia si chiude con un grande successo di pubblico. Un viaggio nella Spezia degli anni Settanta, Ottanta e Novanta che ha emozionato migliaia di visitatori e riacceso il dibattito sul valore della fotografia e del giornalismo.

Ottomila visitatori in poco più di un mese. Basterebbe questo dato per certificare il successo della mostra “Cronaca. La città, i fatti, i personaggi negli anni del bianco e nero”, ospitata negli spazi della Fondazione Carispezia e dedicata all’immenso archivio fotografico di Claudio Pistelli. Ma i numeri, per quanto importanti, non raccontano fino in fondo ciò che questa esposizione è riuscita a rappresentare per la città.

Chi ha visitato la mostra ha avuto la sensazione di entrare in una sorta di macchina del tempo. Non una mostra fotografica tradizionale, ma un viaggio dentro la memoria spezzina di fine anni Settanta, Ottanta e Novanta. Volti, luoghi, tragedie, incidenti, eventi sportivi, morti ammmazzati, manifestazioni, processi, personaggi politici, uomini illustri e cittadini comuni: una città intera raccontata attraverso lo sguardo di chi per oltre quarant’anni ha avuto il compito di documentarla giorno dopo giorno.

Claudio Pistelli

La scelta curatoriale di Marco Condotti si è rivelata particolarmente efficace. Le fotografie non erano semplicemente esposte, ma organizzate in percorsi tematici che permettevano al visitatore di muoversi tra la cronaca nera, la politica, lo sport, le manifestazioni popolari, i protagonisti della vita pubblica e i tanti volti caratteristici che, tutti insieme, hanno costruito la storia della Spezia contemporanea.

Personalmente sono tornato più volte a visitare l’esposizione. Ogni volta ho scoperto qualcosa che mi era sfuggito in precedenza. Alcune immagini raccontavano una città che conoscevo soltanto attraverso i racconti degli altri; altre mi hanno restituito luoghi, personaggi e atmosfere che sembravano perduti. Era difficile uscire senza aver trovato almeno una fotografia capace di evocare un ricordo, una riflessione o una sorpresa.

Forse è proprio questa la ragione del successo. Molti visitatori non si sono limitati a una sola visita. Sono tornati accompagnando amici e parenti, indicando una foto, raccontando un episodio, spiegando chi fosse quel personaggio o cosa fosse accaduto in quel luogo. La mostra è diventata così un’occasione di dialogo tra generazioni e una straordinaria esperienza di memoria condivisa.

A testimoniare la forza emotiva dell’esposizione bastano alcuni episodi vissuti durante il mese di apertura. Una nota poetessa spezzina si è riconosciuta in una fotografia scattata da Pistelli durante una manifestazione studentesca. Era una ragazza delle superiori, dietro lo striscione della sua scuola, accanto alla compagna di banco e ad altre amiche che ha immediatamente riconosciuto. L’emozione è stata tale da spingerla a partecipare all’asta benefica organizzata al termine della mostra e ad aggiudicarsi proprio quella fotografia. Un’immagine che per decenni era rimasta nell’archivio del fotografo e che oggi è tornata nelle mani di una delle protagoniste ritratte, trasformandosi da documento storico in prezioso frammento di memoria personale.

Associazione Ligure Giornalisti

Significativa è stata anche l’attenzione riservata al rapporto tra fotografia e giornalismo. L’Ordine dei Giornalisti ha persino organizzato un corso di formazione utilizzando la mostra come punto di partenza per riflettere sull’evoluzione della professione. Come osservato dal giornalista Filippo Paganini, componente dell’organo di disciplina nazionale, molte delle fotografie esposte oggi non supererebbero il vaglio delle norme deontologiche vigenti. Sono cambiati i tempi, le sensibilità, le regole e il concetto stesso di tutela delle persone coinvolte nei fatti di cronaca. Immagini che un tempo venivano pubblicate senza esitazioni (cadaveri sanguinanti, minori, la ragazza dal body nero, detenuti alla sbarra ecc.) oggi sarebbero considerate inaccettabili.

A rendere ancora più coinvolgente il percorso espositivo è stata la presenza di numerose prime pagine originali dei quotidiani dell’epoca. Non semplici elementi di contorno, ma documenti capaci di contestualizzare le fotografie e restituire il modo in cui le notizie corredate dalle immmagini venivano raccontate ai lettori. Tra quelle che più hanno attirato l’attenzione vi era la prima pagina dedicata alla clamorosa rapina all’interno dell’Arsenale Militare, uno dei fatti di cronaca più eclatanti della Spezia del dopoguerra. Un commando, arrivato dal mare e poi fuggito per la stessa via, riuscì a impossessarsi delle paghe destinate al personale civile e militare dell’Arsenale. Rivedere quella prima pagina, insieme alle fotografie che documentavano i fatti, significava non soltanto ricordare un episodio entrato nella storia cittadina, ma anche comprendere come il giornalismo dell’epoca sapesse trasformare un evento di cronaca in un racconto destinato a rimanere impresso nella memoria collettiva.

Accanto all’aspetto giornalistico emergeva poi quello fotografico. Le immagini di Pistelli appartengono a un’epoca in cui non esistevano software di elaborazione, filtri digitali o intelligenza artificiale. Lo scatto doveva essere immediato, efficace, tecnicamente corretto. Dopo poche ore sarebbe stato sviluppato, stampato e pubblicato sul giornale. Una fotografia nata per raccontare i fatti e non per essere reinterpretata.

Il successo della mostra è confermato anche dalla raccolta benefica collegata all’iniziativa. Le offerte per il catalogo e l’asta delle fotografie hanno consentito di raccogliere oltre 12.000 euro destinati alla Fondazione AUT AUT ETS, realtà nata nel 2017 su iniziativa di Fondazione Carispezia, A.G.A.P.O. Odv e Fondazione Il Domani dell’Autismo Ets, impegnata nella promozione di percorsi volti a favorire l’autonomia, l’inclusione sociale e la crescita personale delle persone nello spettro autistico.

Naturalmente, duecento o trecento fotografie non potevano raccontare tutto. Qualcuno ha notato assenze, qualcun altro avrebbe voluto vedere maggiormente rappresentati alcuni personaggi o determinati eventi. È il destino inevitabile di ogni selezione. Ma proprio queste osservazioni confermano la straordinaria ricchezza dell’archivio di Pistelli, che custodisce centinaia di migliaia di immagini accuratamente catalogate.

Se una critica si può muovere a questa iniziativa è forse quella di essere durata troppo poco. Nonostante il lungo periodo di apertura, molti spezzini non sono riusciti a visitarla o avrebbero voluto tornarci ancora. E forse proprio qui si nasconde l’eredità più importante lasciata da questa esperienza: la consapevolezza che il patrimonio fotografico di Claudio Pistelli meriterebbe nuove esposizioni, magari tematiche, e anche uno spazio permanente dove continuare a raccontare la storia della città. Le fotografie di Pistelli non appartengono soltanto al loro autore ma anche alla memoria collettiva della Spezia.

Corrado Ricci

Tra le tante immagini esposte, ognuno sembra aver trovato la propria fotografia simbolo. Personalmente, al di là dello scatto iconico di Lady Diana scelto dagli organizzatori come immagine guida della mostra, invito i lettori a indicare la loro fotografia del cuore, quella capace di rappresentare meglio di altre la memoria della città.

Per quanto mi riguarda, una delle immagini più emblematiche resta quella del ponte provvisorio in ferro e tubi realizzato in viale Italia in occasione di un Festival dell’Avanti, su iniziativa del sindaco dell’epoca Gianluigi Burrafato. Un’opera temporanea ma fortemente simbolica, capace di raccontare un’idea di città che sperimentava provocatoriamente soluzioni urbanistiche e visioni anche oggi necessarie. 

Per concludere rubo al giornalista Corrado Ricci un ricordo di Pistelli: …Col suo passo felpato sbucava all’improvviso sulla scena da documentare per catturarne l’essenza a colpi di click. Blitz discreti, garbati quelli di Claudio Pistelli per orientare l’obiettivo sul contesto generale, i particolari, i protagonisti e restituirli ai lettori del Secolo XIX.”

Per saperne di più su Claudio Pistelli  (leggi qui l’articolo sull’evento). In copertina ponte provvisorio su Viale Italia in occasione della Festa dell’Avanti 1982

A partire da venerdì 12 giugno, il volume CRONACA sarà nuovamente disponibile, con offerta libera e fino a esaurimento scorte, presso Accademia La Spezia (via Vanicella 12, La Spezia), lo spazio studio di Fondazione Carispezia aperto dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00.

(Riproduzione riservata)

Panoramica privacy
Spezia Mirror

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookie Policy

Cookie strettamente necessari

I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.

Cookie di terze parti

Questo sito Web utilizza Google Analytics per raccogliere informazioni anonime come il numero di visitatori del sito e le pagine più popolari.

Mantenere questo cookie abilitato ci aiuta a migliorare il nostro sito Web.