Mar 20 Gen 2026

Ventidue scatti raccontano la bellezza silenziosa delle tombe storiche dei Boschetti.

È stata inaugurata oggi, nella cornice della Mediateca Regionale “Sergio Fregoso” di via Firenze 37A, la mostra fotografica “150 anni del Cimitero dei Boschetti”, promossa dal Comune della Spezia in collaborazione con il gruppo fotografico “Obiettivo Spezia”. L’esposizione, visitabile fino al 10 maggio, propone 22 fotografie in grande formato, selezionate tra centinaia di scatti realizzati da soci e socie del gruppo, che hanno documentato con sensibilità e rigore artistico l’anima storica e monumentale dell’antico cimitero cittadino.

All’inaugurazione erano presenti l’assessore comunale Giulio Guerri e il direttore degli uffici cimiteriali Roberto Pomo. «Questa mostra – ha affermato Guerri – si inserisce nelle celebrazioni dei 150 anni del Cimitero Monumentale dei Boschetti, un luogo non solo di dolore, ma di memoria condivisa, arte e storia locale. Vogliamo che diventi un punto di riferimento nei percorsi culturali della città».

Un percorso di bellezza e memoria

Il progetto espositivo nasce da una lunga esplorazione fotografica, condotta nei mesi scorsi all’interno della sezione monumentale del cimitero. I fotografi di “Obiettivo Spezia” hanno indagato con discrezione e profondità visiva i monumenti scolpiti dal tempo, cercando nei dettagli, nelle espressioni dei visi e dei corpi, nei giochi di luce tra cipressi e pietra, un racconto visivo capace di emozionare.

Il presidente del gruppo, Roberto Celi, ha sottolineato   l’importanza del lavoro collettivo che il gruppo nel suo insieme cerca di fare dialogando con le altre realtà del territorio sia pubbliche che private. Il poeta Giancarlo Guani ha letto commosso una poesia dello stesso Celi mentre Giuseppe Rudisi ha spiegato come si è arrivati a selezionare le 22 foto della mostra tra le tante scattate dai soci e tutte meritevoli di essere esposte: «È stato un lungo e appassionante percorso di documentazione. La selezione finale delle 22 opere è stata complessa: ci siamo fatti guidare da criteri di qualità fotografica, ma anche da un intento didascalico, per diffondere e valorizzare i monumenti più iconici e soprattutto quelli scolpiti dal maestro Angiolo Del Santo».

La scelta dei soggetti è stata supportata anche dalla bibliografia specialistica, in particolare dal volume Templa Serena di Aldo Venga, Fabrizio Mismas e Adriana Beverini, che ha fornito un riferimento importante per l’identificazione storica e artistica delle opere funerarie.

I monumenti fotografati

Tra le tombe e cappelle raffigurate nella mostra, spiccano autentici capolavori di arte funeraria, alcuni dei quali già oggetto di approfondimento durante il convegno tenutosi a dicembre 2024 alla Biblioteca Beghi.

Cappella Beverini
Dominata da un intenso Cristo deposto in bronzo, opera di Angiolo Del Santo di grande raffinatezza espressiva, è una delle testimonianze più alte dell’arte sacra spezzina.

Tomba della Rosa

Tomba della Rosa
Scolpita da Angiolo Del Santo, è considerata da Fabrizio Mismas una delle tre statue più belle dell’intera città. Una figura di un’adolescente, ritratta nell’atto di offrire una rosa: simbolo di amore e perdita.

Tomba Fasce
Celebre per l’imponente angelo scolpito, spesso definito “il più bello” tra quelli presenti nel cimitero. Le sue ali sollevate e lo sguardo sereno evocano una spiritualità silenziosa ma intensa.

Tomba Cima-Bertonati
Un’opera straordinaria, anch’essa attribuita ad Angiolo Del Santo, in cui una coppia di sposi emerge lateralmente da un blocco marmoreo, tenendosi per mano in un gesto d’amore eterno.

Tomba Bordigoni
Caratterizzata da una figura femminile in posa contemplativa, di autore ignoto, che esprime una silenziosa meditazione sul tempo.

Il Ciabattino (old e new)
Due versioni della celebre scultura amata dagli spezzini, recentemente restaurata. Raffigurano con realismo e affetto una figura popolare e umile, simbolo di vita quotidiana e memoria cittadina.

Tomba Rossi, Tomba Sabatini, Tomba Roisecco, Tomba Violi-Torre, Tomba Bargiacchi, Tomba Pellosini, Tomba Doria, Tomba Acquaviva, Esedra delle vittime di Pagliari, Cappella Cozzani
Completano il percorso espositivo altre tombe e cappelle di pregio storico-artistico, ciascuna delle quali custodisce non solo la memoria dei defunti, ma anche tracce dell’identità culturale spezzina tra Ottocento e Novecento.

I fotografi che hanno realizzato la mostra:

Ognuno dei seguenti autori e autrici ha donato uno sguardo personale su questi monumenti, tra rigore documentario e libertà creativa: Giulia Gili, Marco Raffaellini, Giada Guastini, Giuseppe Rudisi, Sabrina Vasoli, Roberto Celi, Thomas Ferragina, Maria Pia Pozzi, Alessandro Zavanella, Stefania Acquaviva, Tiziana Pieri.

Sono annunciate visite guidate dedicate alle scuole, durante le quali esperti accompagneranno gli studenti alla scoperta delle opere ritratte, degli scultori e degli aneddoti che attraversano un secolo e mezzo di storia cittadina. L’iniziativa rappresenta quindi un’opportunità culturale per i più giovani ma anche un invito per chi, in visita alle tombe dei propri cari, alzi lo sguardo e si accorga di quante opere d’arte, un museo a cielo aperto, sono disseminate lungo il suo percorso.

La mostra sarà visitabile gratuitamente fino al 10 maggio presso la Mediateca Regionale “Sergio Fregoso”, via Firenze 37A.

 Bibliografia: Templa Serena di Aldo Venga, Fabrizio Mismas, Adriana Beverini

(Riproduzione Riservata)

Foto in copertina e nell’articolo by Associazione Fotografica Obiettivo Spezia

 

 

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