Dom 12 Lug 2026

Il successo della seconda edizione di “Parla con me”

Si è conclusa la valutazione della giuria del concorso per monologhi teatrali Parla con me, edizione 2025.

La qualità e la quantità dei partecipanti ha tenuto impegnati i giurati ben oltre il termine previsto; segno del successo di un’iniziativa lanciata lo scorso anno dall’associazione culturale B52 con lo scopo di promuovere il monologo come forma espressiva teatrale e narrativa, e che già in occasione della prima edizione aveva ottenuto un’immediata risposta da parte di tantissime realtà operanti nel campo del teatro.

Un palco vuoto, una sedia isolata da un cono di luce, il sipario rosso che incornicia lo spazio scenico. È l’immagine scelta per la locandina di “Parla con me”, il concorso nazionale per monologhi teatrali promosso dall’associazione culturale B52, che il 5 e 6 dicembre porterà al SunSpace della Spezia le opere più meritevoli selezionate tra oltre cento candidature arrivate da tutta Italia.

In appena un anno, l’iniziativa si è imposta come uno degli appuntamenti più vivaci dedicati alla scrittura scenica breve. La risposta degli autori è stata ampia e trasversale: monologhi lunghi, brevi e, da quest’edizione, anche testi di drammaturgia. Un afflusso tale da richiedere un lavoro di selezione più impegnativo del previsto, confermando la vitalità di un genere che spesso resta ai margini dei circuiti più visibili, ma che continua a essere praticato ed esplorato da attori, compagnie e autori.

Elisabetta Dini

Un concorso che valorizza il monologo teatrale

La giuria, composta da Francesco Burroni, Maria Grazia Chilosi, Elisabetta Dini e – per la nuova sezione drammaturgica – Fabio Nardini, ha individuato i lavori più meritevoli di segnalazione.

Le opere selezionate

  • Monologhi lunghi
    “Il paradiso nelle viscere della terra” di e con Diego Ciarloni ex aequo con
    “Donna AD H(alta) D(igeribilità)” di e con Francesca Falchi
  • Monologhi brevi
    “Elisabeth Bathory. The end” di Gabriella Ghilarducci
    “Ortensia” di Antonella Tofani
    “Una vita senza compromessi” di Barbara Urli
  • Drammaturgia
    “Telemokori” di Carmine Bianco – ex aequo con
    “31” di Andreina Sabatini
  • Menzione speciale drammaturgia
    “L’arte del padre” di Lucia Di Maro

Una menzione speciale è stata dedicata alla memoria di Lucrezia Baccichet, giovane finalista della sezione monologhi brevi con “Annarella”, scomparsa il 21 agosto in un tragico incidente.

Le interviste

Katia La Galante

Abbiamo chiesto alla direttrice artistica Katia La Galante:

Cosa rivela questa seconda edizione sullo stato del monologo teatrale?

«Il monologo è un genere teatrale molto particolare, spesso è un teatro di parola, senza grandi apparati scenografici, un teatro “povero” ma anche più vero, in un certo senso. Un teatro che può circolare anche in spazi non istituzionali, e quindi anche più libero. Anche per questo abbiamo deciso di lanciare questo concorso dedicato appunto al monologo, sia lungo (di durata superiore ai 50 minuti) che breve (durata massima 15 minuti). Devo dire che la risposta da parte della scena teatrale italiana è stata al di sopra delle aspettative, abbiamo colto nel segno dando spazio a una forma espressiva molto sentita soprattutto dalle realtà più piccole, tagliate fuori dai grandi circuiti.»

La nuova sezione dedicata alla drammaturgia come è stata accolta?

«Abbiamo voluto caratterizzare questa seconda edizione del concorso con una nuova sezione dedicata alla drammaturgia. Chi scrive per il teatro difficilmente ha sbocchi editoriali e non sempre i testi possono essere messi in scena, e in ogni caso la figura del drammaturgo viene a volte messa in ombra da quella dell’attore o del regista. Con questa sezione del concorso abbiamo voluto puntare sulla scrittura teatrale, e la risposta mi pare ci sia stata.»

Anche Fabio Nardini, curatore della sezione drammaturgia ha risposto alle nostre domande:

Com’era il panorama dei testi ricevuti?

«Quest’anno abbiamo deciso di affiancare alle due sezioni di monologhi teatrali (lunghi e corti) anche una sezione di drammaturgia, dedicata a monologhi scritti indipendentemente dalla loro messa in scena. Si è trattato di un esperimento che direi perfettamente riuscito. Sono stati inviati testi di buon livello, che spaziano dai toni ironici a quelli drammatici, con virate sul surreale e sul grottesco. Direi che la forma del monologo, che si pone un po’ a cavallo tra narrativa e drammaturgia, ha stimolato molti scrittori ad avvicinarsi all’espressione teatrale.»

Quali elementi vi hanno guidato nella selezione?

«La selezione dei testi, dato il livello medio piuttosto alto, non è stata facile. Alla fine, abbiamo scelto due lavori molto diversi tra loro, che però rispecchiano abbastanza bene i diversi orientamenti dei partecipanti. Uno è un forte dramma storico – “31” di Andreina Sabatini – ispirato a un fatto realmente accaduto della Venezia del ‘600. L’altro – “Telemokori” di Carmine Bianco – è una rappresentazione, a metà tra realismo e mito, della condizione dei giovani d’oggi.

Abbiamo anche deciso di assegnare una menzione speciale a “L’arte del padre” di Lucia Di Maro: un monologo in forma forse più narrativa che drammaturgica, ma ben scritto e di sicuro impatto.»

La terza edizione è già confermata: cosa aspettarsi

E per il futuro è già confermata per il prossimo anno la terza edizione, che manterrà le tre sezioni introdotte quest’anno. Un segnale chiaro: la scrittura teatrale breve sta vivendo una stagione di rinnovata attenzione. Scrittori, tenetevi pronti!

Il programma delle 2 serate

presso SunSpace – via Sapri 68, La Spezia

Venerdì 5 dicembre, ore 21
– Letture dalle drammaturgie finaliste (Telemokori, L’arte del padre, 31)
– A seguire: Donna AD H(alta) D(igeribilità) di Francesca Falchi

Sabato 6 dicembre, ore 21
– In scena Il paradiso nelle viscere della terra di Diego Ciarloni
– A seguire i tre monologhi brevi selezionati: Elisabeth Bathory, Ortensia, Una vita senza compromessi
– Chiusura con premiazione ufficiale

In copertina i premiati della 1° edizione

By Catia Cidale

(Riproduzione Riservata)

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