Gonfalone del Palio Femminile: la polemica continua. Le vogatrici chiedono ascolto
Non si placa la querelle attorno al nuovo gonfalone del Palio Femminile, realizzato in collaborazione con la Soroptimist International e l’artista Federico Scippa. Dopo la prima ondata di reazioni critiche da parte di molte vogatrici, che hanno anche avviato una petizione per chiederne il ritiro, continuano a susseguirsi prese di posizione e interventi pubblici.
L’assessora Frijia: “Questione non di competenza comunale”
A margine della discussione è intervenuta anche l’assessora al Palio, On. Mariagrazia Frijia, la quale ha fatto sapere — in dichiarazioni rilasciate al Secolo XIX — che la scelta del nuovo gonfalone non è competenza dell’Amministrazione comunale, bensì del Comitato delle Borgate, al quale ribadisce piena fiducia. Frijia ha poi sottolineato il valore del gesto da parte dell’associazione Soroptimist e l’impegno dell’artista coinvolto, precisando di non voler entrare nel merito di una polemica che considera solo legata a questioni di gusto.

Le vogatrici: “Non è solo una questione di gusto”
Le parole dell’assessore non hanno lasciato indifferenti le protagoniste di questa vicenda. Ancora una volta Lucia Curci, tra le prime promotrici della petizione, interviene anche a nome di altre sue colleghe:
“Noi eravamo grate del gesto e delle intenzioni nel trovare un punto di incontro, ma l’amministrazione ci sembra abbia risposto sottolineando che si può andare avanti con il nuovo gonfalone al di là dei gusti estetici personali. Il Palio si muove e vive grazie al sacrificio e alla passione che mettiamo in gioco tutti i giorni, così come nel promuovere tutte le svariate iniziative comprese al suo interno.”
In riferimento a quanto sottolineato dal Comitato Borgate, Soroptimist e artista: ‘Fatto con amore’”, le vogatrici replicano con fermezza:
“Altrettanto amore nutriamo noi per il Palio e l’importanza che gli conferiamo ci spinge ad impegnarci a livello agonistico non solo durante la gara, ma tutto l’anno: durante la preparazione praticamente costante, gli allenamenti, i molti sacrifici che ci imponiamo, anche a livello personale, per questa nostra passione, per questo amore che ha sapore di appartenenza identitaria.”
Il nodo della rappresentanza femminile
Una voce ulteriore si aggiunge al coro, quella della vogatrice Amelia Ferrara, che sottolinea un aspetto forse trascurato: la composizione del Comitato delle Borgate femminili. Pur essendo presieduto da una donna, conta ben sette componenti maschili.

“Il Palio è una competizione dalla storia centenaria. Quest’anno, più che mai, lo celebriamo. Sarebbe dunque doveroso lasciare che siano proprio le agoniste che lo rendono vivo a scegliere il Gonfalone che le rappresenta.”
Ferrara evidenzia inoltre un aspetto estetico e simbolico:
“La forma fumetto, a mio parere, non è appropriata al contesto, per quanto sia stato magistralmente eseguito. Da vogatrice in sospeso, non ritengo che rappresenti molto le donne che praticano questo nobile sport, vedendole filare sull’acqua con il ritmo e l’eleganza, che riescono a conferire allo sforzo fisico.”
Effettivamente l’arte ha il potere di toccare corde molto profonde, intime, e quando si parla di femminile… beh, il campo diventa davvero insidioso. Ci chiediamo se, magari per il futuro, sarà possibile riflettere sull’opera di un’artista donna che rappresenti le agoniste donne; addirittura, una vogatrice stessa. Perché, si sa, un conto è raccontare il Palio femminile, un conto è lottare contro onde, vento e mare per conquistare il Gonfalone.”
Il video di SpeziaMirror sulla vittoria del Palio Femminile 2024
(Riproduzione Riservata)




