
La geologa e divulgatrice scientifica spezzina Sabrina Mugnos riceverà il XXX Premio Porto Venere Donna il 26 luglio a Portovenere. Un premio che celebra una carriera internazionale e il legame profondo con la sua terra d’origine.
Dalla Spezia al mondo, dai vulcani più estremi del pianeta ai misteri del Cosmo. Il percorso scientifico e umano di Sabrina Mugnos arriva a uno dei riconoscimenti più importanti dedicati alle eccellenze femminili.
La geologa, scrittrice, divulgatrice scientifica ed esploratrice nata alla Spezia sarà la protagonista della XXX edizione del Premio Porto Venere Donna 2026, assegnato dalla Consulta Provinciale Femminile della Spezia.
L’annuncio è stato dato mercoledì 1° luglio nella Sala Trasparenza della Regione Liguria a Genova, durante la conferenza stampa di presentazione della manifestazione, promossa dalla Consulta Provinciale Femminile in collaborazione con Regione Liguria, Provincia della Spezia e Comune di Porto Venere.
La presentazione dell’evento ha visto susseguirsi la Vicepresidente della Regione Liguria Simona Ferro, la presidente della Consulta Provinciale Femminile della Spezia Roberta Pomo, il direttore artistico Oreste Valente con il collegamento in remoto della stessa premiata.
La cerimonia di consegna si svolgerà domenica 26 luglio 2026 alle ore 21 in Piazza Spallanzani a Porto Venere, nella suggestiva cornice ai piedi della chiesa di San Pietro, luogo simbolo del Premio fin dalla sua nascita.
Una scelta dal forte valore simbolico: Sabrina Mugnos è infatti una scienziata affermata a livello nazionale, ma anche una figlia della Spezia, città dove è nata e alla quale ha sempre mantenuto un legame profondo attraverso collaborazioni, incontri pubblici e attività di divulgazione.
La dichiarazione della Vicepresidente della Regione Simona Ferro.
“La trentesima edizione del Premio Porto Venere Donna è un traguardo davvero prestigioso per questa rassegna, che ormai rappresenta un punto di riferimento consolidato a livello nazionale – commenta il vicepresidente di Regione Liguria con delega alla Cultura e Spettacolo Simona Ferro – Da tre decenni questo Premio celebra donne che si distinguono per talento, impegno e valore professionale: Sabrina Mugnos merita il riconoscimento di quest’anno per la sua capacità di rendere accessibili temi complessi senza rinunciare alla solidità dei contenuti, incarnando alla perfezione l’accezione moderna di divulgatrice scientifica. La sua sensibilità verso le questioni ambientali, la cultura scientifica e lo sviluppo sostenibile, dà un impulso fondamentale per le nuove generazioni a osservare il mondo con spirito critico, curiosità e attenzione alle sfide future”.

Una spezzina che racconta la scienza a tutti
Il Premio Porto Venere Donna 2026 riconosce il percorso di una professionista che negli anni ha saputo costruire un ponte tra il mondo della ricerca e il grande pubblico.
Laureata in geologia con indirizzo geochimico-vulcanologico all’Università di Pisa, Sabrina Mugnos è autrice di oltre quindici libri e due DVD dedicati alla geologia, alla vulcanologia, all’astronomia, all’astrobiologia e ai fenomeni naturali estremi.
La sua attività divulgativa l’ha portata a essere ospite di numerose trasmissioni televisive e radiofoniche italiane, dove ha raccontato eventi naturali e temi scientifici con un linguaggio capace di coinvolgere anche chi non possiede una formazione specialistica.
La sua caratteristica più riconosciuta è proprio quella di rendere accessibili argomenti complessi, trasformando la scienza in un racconto fatto di immagini, domande e curiosità.
Nella recente intervista rilasciata a Spezia Mirror, aveva spiegato il suo approccio alla conoscenza con una frase che racchiude la sua filosofia divulgativa:
“Il segreto per comprendere l’universo è ascoltarlo e osservarlo.”
Per la scienziata spezzina, osservare la natura significa recuperare un rapporto più diretto con il mondo che ci circonda, proprio come facevano le antiche civiltà che studiavano il movimento del Sole e degli astri per comprendere i ritmi della Terra.
La scienza come meraviglia: “Siamo polvere di stelle”
Nel dialogo con Spezia Mirror, Sabrina Mugnos aveva affrontato anche il rapporto tra i giovani e il cielo, spiegando come spesso l’universo possa apparire distante o addirittura intimidatorio. La sua risposta parte da un concetto capace di unire rigore scientifico e meraviglia: la materia di cui siamo composti ha origine dalle stelle.

Raccontando il modo in cui avvicina gli studenti all’astronomia, aveva spiegato di utilizzare spesso un’immagine semplice e immediata:
“Ragazzi, vorreste avere in mano un pezzo di stella? Eh beh, ce l’avete!”
Un esempio che sintetizza il suo modo di comunicare la scienza: mostrare come l’universo non sia qualcosa di lontano, ma qualcosa che riguarda direttamente ogni essere umano.
Il Premio Porto Venere Donna: trent’anni di eccellenze femminili
Il riconoscimento a Sabrina Mugnos arriva in un’edizione particolarmente importante: il Premio Porto Venere Donna raggiunge infatti la XXX edizione.
Istituito nel 1996 dalla Consulta Provinciale Femminile della Spezia, il Premio nasce con l’obiettivo di valorizzare figure femminili che si sono distinte nei campi della cultura, della scienza, dell’arte, del giornalismo, dello spettacolo, dello sport e dell’impegno sociale.
La Consulta Provinciale Femminile rappresenta da decenni un punto di riferimento nel territorio per la promozione della partecipazione delle donne alla vita sociale e culturale, e attraverso il Premio ha costruito negli anni un vero e proprio patrimonio di storie e testimonianze.
L’albo d’oro della manifestazione comprende personalità femminili autorevoli del panorama italiano tra cui: Elena Gianini Belotti, Margherita Hack, Dacia Maraini, Daniela Poggi, Rita Levi Montalcini, Franca Valeri, Fiona May, Milena Gabanelli, Donatella Bianchi, Giovanna Botteri, Amalia Ercoli Finzi, Michela Matteoli e nel 2025 alla cantautrice Mariella Nava.

Il legame con La Spezia e Monte Viseggi
Uno degli aspetti più significativi della scelta della Consulta è il rapporto che Sabrina Mugnos ha mantenuto con la sua città natale.
Nonostante una carriera che l’ha portata in molte parti del mondo, la divulgatrice è rimasta legata alla Spezia attraverso incontri pubblici e collaborazioni scientifiche.
Tra queste spicca il rapporto con l’Associazione Astrofili Spezzini, impegnata nella gestione dell’osservatorio astronomico di Monte Viseggi e nella diffusione della cultura astronomica sul territorio.
Dall’Egitto al nuovo libro: il viaggio continua

Il riconoscimento arriva in una fase ricca di nuovi progetti per Sabrina Mugnos. Come aveva raccontato nelle due interviste pubblicate da Spezia Mirror, la scienziata era pronta a partire per l’Egitto per una missione di studio finalizzata alla raccolta di materiale per il suo prossimo libro. Un progetto ancora avvolto dal riserbo, ma che conferma il filo conduttore del suo lavoro: mettere in relazione scienza, storia, archeologia e conoscenza delle grandi civiltà del passato.
Dopo aver raccontato vulcani, stelle, fenomeni naturali estremi e le domande sull’origine della vita nell’universo, Sabrina Mugnos continua così il suo percorso di ricerca e divulgazione. Il 12 agosto sarà inoltre nelle Asturie per osservare un’eclissi solare totale di particolare interesse scientifico.
Una polena per una donna in viaggio
Alla premiata sarà consegnata la tradizionale scultura in marmo di Carrara raffigurante una polena, realizzata dal maestro Francesco Vaccarone per il Premio Porto Venere Donna. Un simbolo della figura femminile come guida e forza capace di affrontare il viaggio.
Un’immagine che sembra rappresentare perfettamente anche il percorso di Sabrina Mugnos: una donna partita dalla Spezia e arrivata a raccontare il pianeta e l’universo attraverso la lente della scienza. Un viaggio fatto di ricerca, curiosità e meraviglia, che il 26 luglio farà ritorno nella sua terra d’origine.
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