
Dalla Spezia ai misteri dell’universo: l’intervista alla divulgatrice scientifica pronta a partire per una nuova ricerca in Egitto.
C’è chi osserva il cielo per sognare e chi lo fa per decifrare i segreti dell’Universo. Sabrina Mugnos, scienziata di fama e orgoglio spezzino, appartiene decisamente alla seconda categoria. La Mugnos si è laureata in geologia con indirizzo geochimico-vulcanologico presso l’Università degli Studi di Pisa ed è autrice di oltre quindici libri e due DVD che affrontano temi che spaziano dalla geologia, alla vulcanologia, all’astronomia e all’astrobiologia. Grazie alla sua spiccata comunicatività, è spesso ospite di trasmissioni televisive e radiofoniche italiane, incluse diverse apparizioni su Rai 3 (la rete del programma Kilimangiaro, tra gli altri) e su Rai5, dove commenta fenomeni naturali e cosmici con linguaggio chiaro e accessibile.
Nel corso degli anni le sono stati conferiti importanti riconoscimenti per la sua attività: tra questi il Premio “Montale Fuori di Casa” – Sezione Ambiente, assegnato a Levanto nel 2025 in onore della sua capacità di coniugare rigore scientifico e sensibilità culturale, e la sua candidatura come finalista al Premio COSMOS 2025, prestigioso premio di divulgazione scientifica nei campi dell’astronomia, della fisica e della matematica. In passato ha anche ricevuto il premio “Donna dell’anno” dalla Provincia di Vercelli per il suo impegno nella divulgazione scientifica e nell’educazione.

La sua attività non conosce confini disciplinari. Se da un lato è una profonda conoscitrice della vulcanologia – avendo studiato i “giganti di fuoco” in ogni angolo del pianeta – dall’altro la sua curiosità spazia dalle luci ipnotiche delle aurore boreali ai misteri dell’esobiologia.
Mentre molti esperti tendono a complicare ciò che è semplice, Sabrina fa l’esatto opposto. La sua capacità di tradurre il linguaggio difficile della geologia o dell’astrobiologia in immagini chiare è ciò che la definisce una vera “portatrice di bellezza”. Per lei, la scienza non è un elenco di formule fredde, ma un racconto vivo. Che parli di vita extraterrestre o di magma, lo fa con una passione che demistifica la paura dell’ignoto, trasformandola in puro desiderio di sapere.
Proprio in questi giorni Sabrina è pronta a una nuova, entusiasmante partenza. La destinazione è l’Egitto. Non si tratta però di un viaggio di piacere, ma di una missione di studio sul campo per raccogliere elementi cruciali per il suo prossimo libro.
L’Egitto, con le sue piramidi che puntano al cielo e i segreti sepolti nella sabbia, rappresenta il terreno ideale per la ricerca della Mugnos. Cosa bolle in pentola? C’è ancora il massimo riserbo, ma chi la segue sa che, quando Sabrina scava nel passato, ne riemerge sempre con una chiave di lettura inedita per il nostro passato. Abbiamo raggiunto Sabrina poco prima della partenza per porle alcune domande:
Sabrina, sei definita una “portatrice di bellezza” accessibile a tutti. Qual è il segreto per spiegare l’Universo a chi non ha una laurea in fisica o in geologia?
“Il segreto per comprendere l’universo è ascoltarlo e osservarlo. La laurea in fisica, in matematica, in una materia scientifica poi ti permette di comprenderne i meccanismi. E noi questa cosa l’abbiamo un po’ persa nel corso del tempo: ci guardiamo intorno in maniera distratta, non osserviamo. Anche perché tante volte il funzionamento della natura, è un po’ una metafora di quella che è la nostra vita.
E quindi, per esempio, gli stessi antichi hanno costruito dei monumenti incredibili, pazzeschi, perché si sono dati il tempo di osservare. Si mettevano lì nel corso dell’anno, guardavano il sole dove sorgeva in una stagione o in un’altra, come si muoveva sull’orizzonte nel corso dell’anno, come si spostava nel cielo, e seguivano il movimento delle stelle e degli gli astri.
E quindi, anche se alla fine vi hanno associato delle cose astratte, mitologiche — però hanno compreso i loro meccanismi e movimenti.
Tanto è vero che io anche a scuola, ai ragazzi, per spiegare gli equinozi, i solstizi e altre cose, li porto fuori e dico loro: «Guardate dove sorge oggi il sole. Guardate quanto vi dà fastidio dalla tapparella in questo periodo dell’anno e quanto invece non ve ne accorgete in un altro periodo dell’anno», perché è più basso sull’orizzonte, perché sorge più a sud-est e tramonta più a sud-ovest.

Quindi, ecco, il segreto — ribadisco — è osservare, ascoltare in un qualche modo. L’osservazione è una sorta di ascolto, ma è anche necessario ascoltare fisicamente proprio i suoni della natura.”
Oggi molti ragazzi guardano alla scienza con timore. Cosa consiglieresti a un giovane che osserva per la prima volta le stelle?
“Le stelle possono fare molta paura perché sono delle macchine chimiche termiche violentissime, degli enormi reattori nucleari, ma di fusione nucleare, quindi non di fissione come quelli che abbiamo noi. La fusione nucleare è quella in cui si fondono degli elementi chimici — nella fattispecie l’idrogeno — si produce un elemento chimico più pesante e la liberazione di un’enorme quantità di energia.
Quindi, la cosa che forse ci può avvicinare maggiormente alle stelle è sapere che noi siamo polvere di stelle, siamo cenere di stelle. Che la cenere di quelle stelle, di talune di quelle stelle morte — perché alcune, quelle molto grandi, esplodono — in un qualche modo si è organizzata per formare la vita e diventare quello che noi oggi siamo.
Quindi, anche questa è una cosa che spesso dico ai ragazzi: «Ragazzi, vorreste avere in mano un pezzo di stella? Eh beh, ce l’avete!». E loro: «Sì, sì, prof, perché, no?». Un bicchiere, per esempio, è silicio, e si è formato all’interno di una stella. Un pezzo di ferro, la grafite della matita, l’oro, l’argento e tutti gli elementi chimici di cui siamo fatti — il carbonio, l’ossigeno, l’azoto — è sono polvere, cenere di stelle esplose miliardi e miliardi di anni fa in ogni angolo dell’universo.
Che poi, in un qualche modo, sono diventati tutto quello che ci circonda e, soprattutto la vita, siamo diventati noi. Quindi, il modo migliore per non aver paura di quei puntini e anche di quelle violente macchine termiche, è sapere che scorrono nelle nostre vene, che noi siamo fatti della loro sostanza.”
Sabrina Mugnos con i suoi libri e i suoi video ha il potere di rendere semplice ciò che ci sembra ignoto. L’attesa ora è per il suo prossimo lavoro. Con il suo sguardo già rivolto alle piramidi continuerà a rivelarci che la natura, il cosmo e la storia sono davvero alla portata di tutti, basta solo darsi il tempo di fermarci e osservare.
By Catia Cidale
Per approfondire l’universo vulcanico, astronomico e umano di Sabrina Mugnos, vi invitiamo a visitare il suo sito ufficiale un portale ricco di contenuti, suggestioni, immagini spettacolari e aggiornamenti sui suoi progetti, libri ed eventi. Leggi anche l’articolo di Spezia Mirror: Dalla Spezia ai vulcani del mondo: a Sabrina Mugnos il Premio Montale Ambiente
📚 Alcuni Libri di Sabrina Mugnos:
- L’universo che sussurra. Come cercare la vita aliena sulla Terra 2025 Un viaggio tra scienza e filosofia per esplorare la possibilità di vita extraterrestre e le connessioni con la Terra.
- Atlante del Grande Nord. Alla scoperta di aurore, miti e paesaggi misteriosi 2022 Un’esplorazione affascinante delle terre artiche, tra fenomeni naturali e culture ancestrali.
- Draghi sepolti. Viaggio scientifico e sentimentale tra i vulcani d’Italia 2020 Un racconto appassionato delle esperienze dell’autrice tra i vulcani italiani, combinando scienza e emozioni.
- Il fattore C. L’uomo al centro dell’universo 2019 Un’analisi del ruolo dell’essere umano nell’universo, tra scienza e spiritualità.
- Vulcani: Così il pianeta cambia pelle 2017 Un approfondimento sui vulcani e il loro impatto sulla geologia terrestre.
- Terra inquieta: Il fenomeno sismico in Italia 2013 Un’indagine sui terremoti in Italia, analizzando cause e conseguenze.
- I Maya e il 2012 Una riflessione sul calendario Maya e le teorie legate al 2012.
- Cosa si cela sotto i mari italiani. I grandi vulcani sommersi: pericoli e potenzialità 2010 Un’esplorazione dei vulcani sommersi nel Mar Mediterraneo e dei rischi associati.
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