Sab 9 Mag 2026

Un progetto di welfare per restituire il sorriso alle persone fragili

Ridare serenità, restituire fiducia, accompagnare le persone più fragili in un percorso concreto di benessere e di nuova inclusione. È questo il cuore di “Sorrisi di comunità”, il progetto promosso dalla Associazione San Francesco, risultato vincitore di un bando welfare della Fondazione Carispezia, realizzato in stretta sinergia con il Convento dei Frati di Gaggiola.

L’iniziativa nasce con un obiettivo chiaro: offrire percorsi di cura del cavo orale e dispositivi protesici dentali a persone in condizione di grave fragilità, tra cui senza dimora e persone detenute, restituendo una funzione essenziale insieme al valore simbolico del sorriso, inteso come segno di dignità, relazione e possibilità.

Sorrisi di comunità: come funziona il percorso di cura

«Il progetto prende forma a partire dal bando promosso dalla Fondazione Carispezia, che ha riconosciuto la solidità dell’idea e la capacità dell’Associazione di costruire una rete di collaborazioni adeguata, – osserva Cristina Giovannetti, volontaria della San Francesco.- Un lavoro di progettazione attento, condiviso e strutturato, che ha permesso di rispondere pienamente ai requisiti richiesti e di trasformare un bisogno diffuso in un’azione concreta e sostenibile.»

Il ruolo della Fondazione Carispezia nel sostegno al progetto

Il budget complessivo ammonta a circa 37 mila euro: esattamente, 29 mila 600 euro provengono dal contributo della Fondazione Carispezia, mentre circa 7 mila euro sono messi a disposizione direttamente dall’organizzazione di volontariato, titolare del progetto. Tutte risorse che consentiranno di accompagnare tante persone fragili lungo un percorso di cura personalizzato.

Fondamentale il partenariato istituzionale che sostiene il progetto. Collaborano infatti il Comune della Spezia, che ha concesso il patrocinio, ASL 5, la Casa circondariale della Spezia e l’associazione ‘Buon Mercato’. ASL e Casa circondariale operano in modo coordinato per la prevenzione e la valutazione delle priorità sanitarie delle persone detenute, mentre ‘Buon Mercato’ contribuisce a intercettare ulteriori beneficiari tra le persone più vulnerabili del territorio.

La rete solidale: istituzioni, volontari e professionisti coinvolti

Il progetto si avvale inoltre della disponibilità generosa di dentisti e odontotecnici volontari, che mettono a disposizione competenze ed esperienza come autentico gesto di dono. A loro vengono rimborsate esclusivamente le spese vive per i materiali, mentre l’attività professionale resta un contributo gratuito. Una scelta precisa, accompagnata dalla volontà di mantenere l’anonimato, in linea con lo spirito dell’iniziativa.

“Sorrisi di comunità” è nella sua fase iniziale e si completerà all’interno di un arco temporale massimo di 18 mesi previsto dal bando. In questi giorni si stanno definendo gli elenchi dei beneficiari e predisponendo i materiali, così da iniziare ad intervenire concretamente.

La selezione avviene secondo criteri di priorità e urgenza. Per gli ospiti della Casa circondariale, la valutazione è affidata al professionista ASL già operante all’interno della struttura. Per le persone senza dimora, l’associazione effettua un primo ascolto attraverso il centro dedicato, presso il convento di Gaggiola, su base volontaria, seguito da visite mediche finalizzate a individuare i casi più delicati.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno quotidiano dell’Associazione San Francesco, che sostiene le attività dei frati e numerose azioni solidali: dalla mensa, animata da tanti volontari a rotazione, al servizio vestiario, fino alle missioni e alle proposte culturali. Un tessuto umano che coinvolge complessivamente circa un centinaio di volontari.

Frate Almiro Modonesi

Volontariato e solidarietà: il cuore dell’Associazione San Francesco

«Il valore di Sorrisi di comunità va oltre l’aspetto sanitario. Prendersi cura della bocca, alleviare il dolore, ricostruire un sorriso significa rafforzare l’autostima, migliorare le relazioni e rendere più accessibile anche un percorso di reinserimento sociale e lavorativo. Un beneficio che ricade sull’intera comunità spezzina.», sottolinea fra Almiro Modonesi, guardiano del convento dei frati minori francescani di Gaggiola, che prosegue: «Sorrisi di comunità si presenta così come un esempio concreto di welfare di prossimità, un’alleanza tra istituzioni, volontariato e professionisti, capace di trasformare un gesto di cura in un atto di giustizia sociale, restituendo alle persone fragili una funzione essenziale e la possibilità di tornare a sorridere

By Erika Pisacco

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