Sab 9 Mag 2026

Da Diletta Bufo riceviamo e volentieri pubblichiamo:

DALLA SPEZIA A GENOVA, “STORIE SCONFINATE” RACCONTA L’EMIGRAZIONE E DÀ UN NOME ALLA MEMORIA

La Spezia, 16 aprile 2026 – C’è un Mediterraneo che divide e uno che unisce. “Storie Sconfinate” sceglie di raccontare il secondo: un mare aperto, attraversato da storie, da speranze e da diritti che chiedono di essere riconosciuti.

Ieri, al Galata Museo del Mare, questo racconto ha preso forma attraverso le “zine”, piccoli libri nati dalle parole e dagli sguardi di bambini e di ragazzi del Levante ligure. Storie di migrazione scritte da chi osserva, immagina, accoglie. Storie che sono arrivate a Genova via mare, a bordo della goletta Oloferne dell’associazione La Nave di Carta, custodite in una vecchia valigia, simbolo universale di chi parte, spesso senza sapere se e quando tornerà.

Simona Ferro e Marco Ansaldo

Tre giorni di navigazione, dalla Spezia a Genova, per consegnare non solo pagine, ma vite raccontate. A portarle al museo sono stati gli studenti della Spezia, di Rapallo e i giovani ospiti del centro di accoglienza “La Cittadella della Pace”: insieme, senza confini, come dovrebbe essere ogni approdo.

Ad aspettarli, oltre 200 studenti, la vicepresidente di Regione Liguria Simona Ferro, il presidente del Mu.MA Marco Ansaldo, ma soprattutto le parole e l’impegno di Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 Ottobre. La sua testimonianza ha dato voce a chi nel Mediterraneo l’ha persa. Con il documentario “Senza nome”, Tareke ha ricordato che la tragedia più grande non è solo la morte, ma l’anonimato. Per questo, il suo impegno è tanto semplice quanto potente: restituire un nome alle vittime dei naufragi, raccogliendo il DNA dei dispersi, affinché le famiglie possano riconoscerli, piangerli, ricordarli. Perché nessuno dovrebbe scomparire senza lasciare traccia.

Tareke Brhane e ospiti Cittadella della Pace

Il Mediterraneo, allora, non può essere una frontiera chiusa. È, per sua natura, una porta aperta. E ogni porta aperta chiede responsabilità: accogliere chi fugge da guerre, da persecuzioni, da Paesi dove i diritti sono negati non è solo un gesto di solidarietà, ma un dovere umano.

La giornata di ieri è proseguita con il reading “La strada fino a qui” del Kraken Teatro, trasformando il Galata in uno spazio vivo di ascolto, di memoria e di condivisione. Un luogo dove le storie non si osservano soltanto, ma si incontrano. Tra le scuole partecipanti, anche il CPIA Alberto Manzi e l’Istituto Alberghiero Casini.

Il programma continua stamani al Capellini-Sauro con laboratori tematici, offerti agli alunni in collaborazione con realtà del territorio, tra cui Amnesty International, Emergency, Caritas diocesana.

Nel pomeriggio, alle ore 17:30, appuntamento al SUNSPACE con la conferenza “Sapori Sconfinati – Racconti di cibo e di migrazione”, tenuta dallo chef Mario Vangeli, perché anche il cibo è memoria, viaggio, incontro.

Zine Galata Museo del Mare

“Storie Sconfinate” si concluderà venerdì 17 aprile in Piazza Brin, con una grande festa, tra stand di associazioni del Terzo settore, musica con il Liceo Cardarelli, Gloria Clemente, Francesca Coppelli e Chiara Kihlgren, una cena solidale preparata dagli studenti del Casini. I proventi contribuiranno alla costruzione di una scuola in Angola.

Giunto alla quinta edizione, “Storie Sconfinate” è un invito a guardare il Mediterraneo non come un limite, ma come uno spazio di relazione. A ricordare che dietro ogni viaggio c’è una persona. E che ogni persona ha un nome, una storia, un diritto: quello di essere accolta.

By Diletta Bufo

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