La scrittrice spezzina racconta a SpeziaMirror il suo universo narrativo: l’ironia nel noir, Sherlock Holmes, il rapporto con gli editori e il confine tra autore e personaggi.
Lo scorso 6 ottobre la scrittrice spezzina Susanna Raule ha dialogato al Centro anziani di piazza Brin con l’ex libraio e organizzatore culturale Angelo Ciccio Delsanto. Un incontro dedicato soprattutto al libro Minerva in fiamme, pubblicato da Mondadori, ma anche l’occasione per approfondire un percorso di scrittura che per l’autrice spezzina è cominciato da molti anni.
Scrittrice e psicologa, Raule si muove tra romanzi e fumetti, noir, ironia e incursioni nel fantastico. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con la sceneggiatura del fumetto Ford Ravenstock – specialista in suicidi, disegnato da Armando Rossi, con il quale realizzerà anche la graphic novel Inferno. Nel 2011 arriva L’ombra del commissario Sensi, pubblicato da Salani, primo romanzo di una serie che ha per protagonista Ermanno Sensi, commissario della Squadra Mobile della Spezia decisamente fuori dagli schemi.
Poi altri libri, altri editori, altri personaggi. Fino a Minerva Blanc, psicologa come la sua autrice e protagonista di Minerva in fiamme.
Susanna Raule
Ma quanto c’è di Susanna Raule nei suoi personaggi? E come convivono nelle sue storie il noir, l’umorismo, Sherlock Holmes, la psicologia e persino un demone?
Ne abbiamo parlato con lei.
Nei romanzi del commissario Sensi riesci a inserire momenti di comicità anche nelle situazioni più cupe. Penso, per esempio, alla scena in cui Sensi, con ai piedi delle improbabili ciabatte giapponesi, irrompe nel rifugio di un serial killer annunciandosi come il garzone che consegna una pizza. Quanto c’è del tuo umorismo personale in questo continuo passaggio dal nero all’ironia?
Credo che faccia parte di me. Potremmo forse definirla la mia cifra stilistica, mescolare tragedia e commedia fino a rendere indistinguibili i confini. Non è una decisione che ho preso in modo cosciente, è successo e basta. Gli anglofoni definiscono “comic relief” ogni espediente volto a sollevare gli animi durante una narrazione cupa, o molto serrata, e comunque drammatica. Un istante di ironia che serve a far respirare il lettore e a rendere digeribili scene che senza un pizzico di humour sarebbero terribili, feroci, crudeli. Credo che l’ironia ci salvi anche nella vita di tutti i giorni, figuriamoci nei libri.
La prima volta in cui conversammo in chat, mi dicesti della tua passione per Sherlock Holmes. Tra i libri dedicati al personaggio ma non scritti da Arthur Conan Doyle, quali ti hanno colpito maggiormente?
Susanna Raule
Non tutti, via. I cosiddetti apocrifi holmesiani sono migliaia, molti piuttosto mediocri. È raro trovare romanzi che si avvicinano agli originali. Tra i miei preferiti c’è Vita privata di Sherlock Holmes, di Mollie e Michaele Hardwick, che poi è la novelization del film di Billie Wilder. Esilarante. Ho poi trovato molto interessanti storie che non sono apocrifi in senso stretto, ma che si svolgono in un universo narrativo simile a quello holmesiano: The League of Extraordinary Gentlemen di Alan Moore e Anno Dracula di Kim Newman. In nessuno dei due, per inciso, compare Holmes.
E poi c’è il tuo pseudonimo Vanessa S. Riley, con il quale hai pubblicato nel 2025 La signora Holmes. Che rapporto ha questo romanzo con l’universo holmesiano?
Questo sì è un apocrifo. Un’avventura – non gialla – che si svolge nei punti ciechi del Canone, o che ne re-interpreta delle parti. È anche una scusa. Sherlock Holmes è il coprotagonista, ma non è il fulcro della narrazione, che invece riflette sulle dinamiche di genere e sui diritti delle donne.
Da Salani a Mondadori: il rapporto con gli editori
Susanna Raule
Nel corso della tua carriera hai pubblicato con Salani, Fanucci, Mondadori e Piemme, oltre ad avere esperienze nel fumetto e nel self publishing. Come funziona concretamente il rapporto di una scrittrice con editori diversi?
Non pensarlo come un passaggio. Come scrittrice sono stata pubblicata da diversi editori. Salani è stato il primo, quello che mi ha fatta esordire, poi ho lavorato con Fanucci, Mondadori e Piemme, senza nominare gli editori di fumetti. Salani mi ha scelta tra i partecipanti al concorso Io Scrittore, agli altri ho inviato (direttamente o tramite agenzia letteraria) dei manoscritti, che loro hanno poi deciso di pubblicare. Non ho un contratto in esclusiva con nessuno di loro, tant’è che il mio prossimo libro uscirà con Fanucci. A questo si affiancano alcuni romanzi che ho pubblicato in self, tramite StreetLib e con regolare distribuzione libraria. È una scelta dettata dalla necessità, perché i diritti dei primi tre romanzi del commissario Sensi sono tutt’ora proprietà di Salani.
Minerva Blanc e Susanna Raule: «La scrittura è proiezione»
Arriviamo a Minerva Blanc di Minerva in fiamme. Autobiografia e fantasia: come giocano fra loro?
Susanna Raule
Autobiografia è un termine forte. Minerva non sono io e io non sono Minerva, anche se abbiamo diversi punti in comune. Siamo entrambe psicologhe, abbiamo entrambe la sclerosi multipla (con sintomi diversi) e ci sono altre affinità, ma anche molte differenze. È buffo, perché in questo caso le somiglianze si vedono, ma ogni personaggio è un riflesso del suo autore. Nel mio caso, il personaggio che più mi assomiglia è probabilmente il commissario Sensi. Per dire. Ma tutti, protagonisti e comprimari, eroi e avversari, giovani, vecchi, uomini, donne, rappresentano una parte di me – a volte una parte molto piccola, che nella vita di tutti i giorni esprimo poco. Ma la scrittura è proiezione, questa è una realtà ineludibile.
Puoi anticiparci qualcosa dei tuoi nuovi progetti? A cosa stai lavorando?
No! Porta male! Posso però dire quale nuovo libro uscirà a fine novembre (tranne imprevisti), ossia l’omnibus con i tre romanzi del ciclo dei cantanti morti: Il guardiano dell’aldilà – La trilogia di Monday. Con questo la serie è conclusa, sui nuovi progetti non mi sbilancio.
Chi è Susanna Raule: tra fumetto, noir e letteratura.
Scrittrice e psicologa spezzina, Susanna Raule ha esordito nel mondo del fumetto vincendo nel 2005 il Lucca Project Contest con la sceneggiatura di Ford Ravenstock – specialista in suicidi, disegnato da Armando Rossi, con il quale ha realizzato anche la graphic novel Inferno.
In Ford Ravenstock, commedia nera e grottesca, compare Marlene Moore, ispettrice della polizia di New York: una detective donna molto diversa dalla successiva Minerva Blanc, ma già indicativa dell’interesse dell’autrice per personaggi fuori dagli schemi e per la contaminazione tra generi.
Susanna Raule
Nel 2011 arriva L’ombra del commissario Sensi, pubblicato da Salani, che inaugura la serie dedicata a Ermanno Sensi, commissario della Squadra Mobile della Spezia decisamente atipico: look gothic-dark, immancabili occhiali scuri, carattere indolente e soprattutto un segreto soprannaturale, il demone Astarotte che vive dentro di lui. Al primo romanzo seguono Satanisti perbene. Un nuovo caso per il commissario Sensi (2012), L’architettura segreta del mondo (2015), Perduti Sensi. Sette avventure per il commissario Sensi (2017), I ricordi degli specchi. L’indagine più oscura del commissario Sensi (2018) e Furiosi Sensi. La quinta indagine del commissario Sensi (2024). La convivenza di Sensi con Astarotte permette alla Raule di introdurre il soprannaturale dentro la struttura del giallo e, nello stesso tempo, di alternare atmosfere molto cupe a improvvise aperture comiche. È quella contaminazione fra tragedia e commedia che nell’intervista l’autrice stessa definisce una possibile «cifra stilistica». Il percorso di Susanna Raule, tuttavia, non si esaurisce nel commissario Sensi. Nel corso degli anni ha pubblicato con Salani, Fanucci, Mondadori e Piemme, oltre ad avere continuato l’attività nel fumetto e ad aver scelto, per alcuni titoli, il self publishing attraverso StreetLib. Nel 2025, con lo pseudonimo Vanessa S. Riley, ha pubblicato La signora Holmes, rilettura dell’universo creato da Arthur Conan Doyle che utilizza Sherlock Holmes anche per affrontare le dinamiche di genere e il tema dei diritti delle donne. Con Minerva in fiamme, pubblicato da Mondadori, entra in scena Minerva Blanc, psicologa che condivide con la sua autrice alcuni elementi biografici ma che, come Raule precisa nell’intervista, non ne rappresenta un alter ego. E il percorso continua: per la fine di novembre è annunciato Il guardiano dell’aldilà – La trilogia di Monday, omnibus che riunisce i tre romanzi del ciclo dei cantanti morti e ne conclude la serie.