Un passo avanti contro la violenza: l’Italia riconosce il reato autonomo di femminicidio
Mentre a livello nazionale, ci attestiamo come primo Paese in cui viene riconosciuto il reato di femminicidio, come reato indipendente punito con l’ergastolo, traguardo importante, che segna un nuovo tassello alla lotta contro la violenza sulle donne, nello specifico del nostro territorio, oggi, Martedì 29 Luglio 2025, si è chiuso ufficialmente il progetto curato dalla consigliera per le pari opportunità, Daniela Carli.
“Passi leggeri2”: un progetto per accompagnare le donne oltre la violenza
Il progetto “Passi leggeri2” nato per rafforzare il centro antiviolenza Irene per accompagnare le donne dall’uscita della violenza e perché i loro passi siano sempre più leggeri, per combattere il cancro della violenza contro le donne. Il progetto è alla sua seconda edizione e ha visto il coinvolgimento attivo di diverse associazioni della città.
Saluti istituzionali e sinergie operative
Ha aperto l’incontro un video messaggio di saluto dell’assessore Simona Ferro, rappresentante della Regione e delegata Cultura e Spettacolo, Sport, Scuola, Università, Formazione, Orientamento al Lavoro, Politiche dell’Occupazione, Pari opportunità, Tutela e Valorizzazione dell’infanzia, Animali d’affezione, Tutela dei consumatori, Politiche giovanili e Cittadinanza responsabile.

Sono seguiti i saluti dell’Assessore Comunale alla Pari opportunità, Daniela Carli e l’intervento della funzionaria Valeria Fanfani che ha sottolineato quanto il progetto debba alla sinergia creatasi tra associazioni, Comune, Provincia e Regione. Ha anche sottolineato l’auspicio che venga introdotto in questa rete di aiuti, l’Ordine dei giornalisti perché ciò che si comunica e come lo si comunica, costituisce un elemento di grande importanza all’interno di una società che deve prevenire l’espandersi del disagio.
Formazione, accoglienza e strumenti concreti
Particolare attenzione anche a tutte le situazioni di violenza assistita che gravano sui minori spesso a carico delle stesse vittime della violenza domestica. Un crescendo di collaborazioni per realizzare passi concreti che partono con la formazione: un corso di volontarie (19 presenti) per il centro Irene che si occupino, con sempre maggiore competenza, della prima accoglienza per le vittime di violenza. Seguiranno altre ore di formazione ed approfondimento. Corso di aggiornamento per operatrici che già lavorano attivamente nei centri di accoglienza con la partecipazione di 16 persone che proseguiranno con il progetto di seminari, da nove sessioni, per fare sempre più rete comunicativa tra un servizio e l’altro, tra un ente di aiuto e l’altro e per rendere questo accompagnamento sempre più competente sia a livello umano che legale amministrativo.
Convenzioni e supporto territoriale
Oltre ai corsi di formazione, degni di nota sono: la convenzione con la farmacia della stazione per cui le donne possono rivolgersi in caso di necessità. Il rinnovo della convenzione con il consorzio radiotaxi, della nostra città, in modo tale che le vittime possano usufruire anche della rete taxisti per essere accompagnate in sicurezza, qualora la situazione lo richiedesse.
Multilinguismo e orientamento: una brochure per l’emergenza e oltre
Un altro frutto nato dalla sinergia comune delle associazioni protagoniste del progetto, si è concretizzato in una brochure in 5 lingue, che segnala i principali organi di riferimento a cui la donna in difficoltà può riferirsi, sia nella fase di emergenza: ospedale, pronto intervento, carabinieri, questura, centri antiviolenza; sia nel post-emergenza per mediazione abitativa, alfabetizzazione, inserimento lavorativo.
Il futuro dopo la violenza: indipendenza e accompagnamento
Ma come prevenire la violenza? Quali strumenti dare alle donne, spesso madri con minori al seguito, per evitare di ricadere nella spirale di tale violenza?
Fare in modo che queste donne abbiano dei riferimenti che le seguano anche dopo la violenza, nel cammino di recupero, affinché proprio loro possano costruire Passi leggeri: referenti che le formino per un futuro di indipendenza economica e lavorativa

Un respiro regionale: mappature, app, e nuove figure professionali
Da segnalare diverse iniziative anche a livello regionale: Rete partecipata comunità donna, amplia il respiro del progetto Passi leggeri grazie alla mappatura su tutti i comuni da Sarzana a San remo. Mappatura di ospedali, associazioni, comunità per cui è in progetto anche la creazione un app capace di gestire e raccogliere tutti questi enti di aiuto. A livello regionale, si sta lavorando anche per istituire la figura professionale ed istituzionale di operatrice per accoglienza delle vittime. Questo pone la Regione Liguria al primo posto, a livello nazionale, per sensibilità formativa rispetto alla violenza sulla donna.
FEMMESLibres: la rete interregionale per la formazione e il lavoro
Il progetto FEMMESLibres, nato dalla rete tra l’Università di Genova, indirizzo architettura e Design, Isforcoop e Minianego Soc.Coop. Collaborazione che coinvolge anche la Sardegna, la Corsica e punta sulla formazione del modello Casa-Lavoro affinchè ogni vittima di violenza, possa trovare uno spazio utili anche per progettare concretamente il proprio futuro nel mondo del lavoro.
Il teatro come voce delle vittime: “Quadri” di Elisabetta Salvatori
In chiusura di questo intenso incontro, l’attrice Elisabetta Salvatori, ha regalato ai presenti un momento molto toccante e coinvolgente, come solo il teatro sa fare, attraverso la lettura di un’opera da lei scritta ed intitolata: Quadri. Si focalizza in modo particolare sulla violenza subita dai minori, dalle bambine che tacciono, cercano di vivere oltre un muro di incomprensione o, peggio, di omertà famigliare che le disattende, le sottovaluta rendendole doppiamente vittime, come nel ‘500 con Beatrice Cenci, Artemisia Gentileschi e oggi con Franca, Ilaria e tantissime altre.
By Erika Pisacco
In copertina PH Assessore Daniela Carli By Roberto Celi Obiettivo Spezia
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