Lo Spezia riemerge due volte. Un pareggio che pesa, un’identità da ritrovare
Due a due. Un risultato che racconta una partita combattuta, tesa, viva. Ma soprattutto il momento di uno Spezia che non molla, pur faticando a ritrovare la brillantezza dei giorni migliori. A Frosinone, sul campo dove pochi anni fa si era scritto un pezzo di storia, la squadra di D’Angelo riesce a rimettere in piedi una gara per due volte sfuggita di mano. Lo fa con orgoglio, con sprazzi di bel calcio e con due firme importanti: Bandinelli e Pio Esposito.
La fotografia della partita si riflette nel gol di Bandinelli: un sinistro violentissimo, sotto la traversa, che non lascia scampo. Un lampo che arriva nel momento più difficile, dopo il primo vantaggio ciociaro. Il secondo pareggio è invece un marchio di garanzia: il cross di Kouda e lo stacco imperioso di Pio Esposito, che trova il quindicesimo gol stagionale e salva lo Spezia da una sconfitta che sarebbe stata pesante.

Il Frosinone, squadra in salute e con una striscia positiva che si allunga a undici partite, ha confermato solidità e organizzazione. Ma è lo Spezia a uscire con più domande che certezze. Nelle ultime nove gare solo due vittorie: troppo poco per una squadra che ha assaporato a lungo il sogno del secondo posto ma il Pisa mentre scriviamo è già in vantaggio in quel di Brescia avvicinandosi sempre di più alla promozione diretta in serie A. Il pareggio di Mantova, ora quello di Frosinone nelle ultime due partite: i segnali di stanchezza sono evidenti, e la rosa corta comincia a pesare come un macigno. Come sempre gli aquilotti ce l’hanno messa tutta e Mister D’Angelo nel secondo tempo non ha avuto remore nello schierare una formazione a trazione anteriore con ben 4 punte: oltre Lapadula e Pio Esposito anche Falcinelli e Kouda; quest’ultimo è stato determinante sulla fascia sinistra ed è stato l’autore del perfetto cross pennellato sulla testa di Pio Esposito finito in rete. Ci si aspettava molto da lui e forse in questa volata finale potrà dimostrare il suo valore.
Da registrare, soprattutto, è il dato impietoso dei legni: ventuno in stagione, l’ultimo ancora colpito da Esposito nel finale, a portiere battuto. Piccoli dettagli che spesso fanno grandi differenze.

La classifica, ora, va letta con attenzione. Il Pisa può portarsi a +9, la Cremonese può avvicinarsi pericolosamente a -4. E lo Spezia, che resta terzo, deve guardarsi le spalle mentre prepara mentalmente (e fisicamente) la volata playoff con la penultima partita al Picco proprio contro la Cremonese.
A Frosinone, davanti a 300 tifosi spezzini arrivati per sostenere la squadra, c’è stata almeno una risposta d’orgoglio. Due volte sotto, due volte a reagire. Non è poco. Ma per sognare ancora, serve di più. Serve ritrovare lucidità, energia, fame. Serve, in fondo, ritrovare quello Spezia del girone di andata che alla 14° partita del girone di andata macinava 2,14 punti a partita oggi scesi a 1,82 ma se consideriamo solo le partite del girone di ritorno si scende ad una media di 1.46.
Pisa nel pomeriggio e la Cremonese in serata hanno entrambe vinto, terzo posto è a rischio.
Solo la matematica non certifica la promozione diretta del Pisa in serie A ma dal prossimo turno i pisani potranno festeggiare il ritorno in serie A forti dei 9 punti di vantaggio sullo Spezia con quattro partite a disposizione. Il terzo posto che lo Spezia detiene solitario da 16 giornate (nelle partite precedenti più volte aveva assaporato la seconda piazza) comincia a vacillare. La Cremonese ha vinto in casa con il Mantova per 4-2 portandosi a meno 4 punti dagli aquilotti. Ci sono ancora in palio 12 punti e uno scontro diretto, tutto può succedere anche se i quattro punti di vantaggio sono un tesoretto non indifferente. Mantenere il terzo posto non garantisce la promozione, ma aumenta sensibilmente le chance: meno partite da giocare, più riposo, fattore campo e vantaggio in caso di parità.
SpeziaMirror ha eletto come miglior giocatore dello Spezia: Pio Esposito.

