Gio 22 Gen 2026

Francesco Tonelli, il poeta-fornaio che ha segnato l’immaginario di una Lerici scomparsa, torna a vivere nel ricordo del suo borgo. A cent’anni dalla nascita, il Comune celebra una delle figure più popolari del suo Novecento: un uomo capace di unire la durezza del lavoro in bottega alla leggerezza dei versi, consegnando — si racconta — poesie nascoste tra le forme di pane alle clienti che più lo colpivano. Un poeta popolare, istintivo, radicato nei “sentieri” del suo borgo e al tempo stesso già proiettato nel futuro lasciando il testimone poetico al figlio Angelo anche lui poeta e tanto altro.

Il centenario di Francesco Tonelli verrà celebrato venerdì 12 dicembre alle ore 17 nella Sala Consiliare del Comune di Lerici, in un incontro promosso dalla Città di Lerici e dall’Associazione Culturale Arthena. L’appuntamento, intitolato “Il Bardo del Golfo dei Poeti”, riunirà amministratori, studiosi, artisti, amici del poeta e tanti lericini.

Interverranno il sindaco Leonardo Paoletti e il giornalista Pierluigi Ghiggini, seguiti dalle testimonianze di Antonietta Aprile, Eliana Bacchini, Raffaele Cavaliere, Patrizia Lombardo, Rosanna Mattera, Isabella Tedesco Vergano e Donatella Zanello.

Francesco Tonelli By Angelo Destro

La serata sarà arricchita dalla proiezione del video di Mario Tamberi, “Francesco Tonelli, poeta di sentiero”, e dalle letture dei testi del poeta affidate a Angelo Tonelli, accompagnate dagli interventi musicali di Enrico Bardellini.

In esposizione anche fotografie e ritratti dedicati a Tonelli, firmati dagli amici pittori Angelo Destri, Vittorio Sopracase, Giancarlo Testa, Mirelle Ribaud e Mario Tamberi.

Il ricordo del figlio Angelo Tonelli: il poeta e l’uomo

Abbiamo chiesto proprio al figlio, Angelo, di raccontarci suo padre poeta:

“Mio padre nasce come poeta in maniera spontanea, scrivere in versi è stata sin da bambino la sua passione, il suo rifugio. Mi raccontava che, già da piccolino, mentre andava a raccogliere le olive, portava con sé il suo taccuino su cui tracciare versi. La radice di tutto, probabilmente, è stata sua mamma che cantava la Divina Commedia di Dante. Con il tempo, affina la sua tecnica leggendo i Poeti maledetti che avevano una sorta di rifugio nel panificio di suo padre che era conosciuto come il poeta fornaio: aveva il panificio a Lerici ed era diventato un punto di ritrovo per vari artisti, principalmente pittori: Angelo Destri, Vittorio Sopracase, Giancarlo Testa, il Maestro Vaccarone, ma anche intellettuali come: Aldo Rescio”

Angelo Tonelli

Quali sono gli aspetti che ti uniscono a tuo padre?

“Fondamentalmente, la figura del land’s poet: il poeta legato alla sua terra, mio padre, infatti, era conosciuto come il poeta di Lerici e ci teneva molto. La figura del bardo, rimanda alla figura del poeta pre-intellettuale, rispetto a quello che si è affermato in seguito. Era proprio questa la figura a cui si rivolgeva il popolo, la gente del paese che andava a lui per farsi scrivere i discorsi nelle feste, nei matrimoni, come nei funerali, cresime, battesimi.”

La sua poesia tra amore, pace e impegno civile

Quali erano i temi che caratterizzavano la sua poesia?

“Principalmente l’amore: lui aveva una Musa speciale a cui ha dedicato molti libri. Il tema della pace era centrale, assoluto rifiuto della guerra. Lui era stato un partigiano, uno di quelli che ha scavallato le linee riuscendo a salvare dalle rappresaglie del dopo guerra, alcune figure di spicco del fascismo lericino particolarmente miti durante l’esercizio del loro potere.”

Quindi Angelo Tonelli oggi, porta avanti questa grande eredità?

Francesco Tonelli by Angelo Destro

“Ovviamente io sono nato respirando questo clima di poesia: in casa avevamo una sala piena delle innumerevoli coppe che mio padre vinse un po’ in tutta Italia. Tutti i quadri dei pittori che frequentavano la nostra famiglia. Mio padre era poetante sempre, molto particolare nell’ambito della poesia contemporanea.”

Un poeta tra la gente: il legame con la comunità di Lerici

La produzione editoriale di tuo padre?

“Mio padre, non ha mai cercato sbocchi editoriali, in realtà, probabilmente non era neppure un mondo confacente alla sua sensibilità, eppure posso affermare che è il poeta che ha venduto più libri di tutti: sono pochi quelli che non possiedono un libro delle poesie di mio padre. Per lui era fondamentale la pubblicazione diretta della poesia. Faceva anche parte di accademie significative come membro onorario delle stesse.”

By Erika Pisacco

(riproduzione riservata)

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