Chi è Simona Albano: la poetessa spezzina tra Liguria e Sicilia
La poesia della spezzina Simona Albano sgorga da fondali marini, riverberi e scintillii abbaglianti, pietre calde che racchiudono stratificate ere primordiali. Donna ligure-sicula di gran carattere fonde in sé una passionalità multiforme, manifesta le sue idee senza remore, non tralascia critiche, ricerca verità e proposte costruttive.
Dopo la silloge SOTTO SALE ecco la copertina rosso fiammante della seconda raccolta VOSTRA (Casa Editrice Il Filo di Arianna, ottobre 2025).
La nascita di “VOSTRA” e la collaborazione con artisti visivi
L’azzeccata scelta editoriale e l’accurata analisi critica di Davide Pugnana invitano all’immersione nelle pagine, dove l’essenzialità delle composizioni poetiche si avvale di una sinfonia d’immagini pittoriche e fotografiche. Palese l’apertura di Simona alla condivisione artistica, accattivante il richiamo ai lettori affezionati e nuovi. I suoi versi, intrisi di musicalità, simboli, neologismi, di fatto duettano col pennello di Benedetta De Benedetti, Silvia Musso, Nicola Perucca, Loredana Salzano e con l’obiettivo di Marco Aliotta, Sara Baj, Ivano Colombo, Simone Conti, Paolo Cursoli, Bruno Ghirarduzzi, Totò Indelicato, Monica Leo, Eleonora Rossi, Francesco Tassara, Roberto Vendasi. Da folgoranti intuizioni, percepite in attimi ora irreali, ora riflessivi, prendono così forma abbracci palpabili che più arti, nel magico lavoro di squadra, sovente producono.
Da “Tra i binari” a “Malaconta”: i versi che scuotono le coscienze
Il senso della vita, le sue compagini, l’alternanza di buio e luce, di bene e male vengono inquadrate e fatte percepire anche attraverso minuscoli dettagli, sufficienti a emozionare, riflettere, deplorare e condannare, gioire e sognare. Infatti, la realtà esterna o interiore, raccontata da Simona Albano, può essere deliziosamente leggera oppure divenire, all’improvviso, tanto, troppo gravosa, mentre la bellezza dell’infanzia perduta, e sempre vagheggiata, è un tesoretto da cui attingere per trovare il rifugio che conforta e lenisce. VOSTRA racchiude anche la rivalsa della vita, caparbia e fragile, che esplode di colore là dove mai avremmo immaginato.
TRA I BINARI
Tra i binari
Simone Conti
sbocciano
spavaldi
fiori di sangue
arrossiscono
tra i binari
cornucopie fragili
ballerine di vento
versano Primavera
vendono
gioia scarlatta
a viandanti distratti.
Mare, infanzia, amore e denuncia sociale nella poesia di Simona Albano
foto di: Ivano Colombo
VOSTRA è poesia di sintesi, con tocchi di parole che colgono percezioni in rapido fluire ma penetranti, come quando la calura estiva fiacca le membra e, in metafora, annega cuore e mente nell’impossibile risposta all’interrogativo VORREI? VORRESTI? Poiché il tempo ha trasformato corpo e spirito, questo titolo ripetuto nel corso della lirica dissolve la speranza di ricomporre e concretizzare, nel presente, petali di felicità lontana. Vorrei ciò che non sei / Vorrei ciò che non sarai / Vorrei ciò che amai. / Vorrei indietro Noi! Tuttavia l’amore dato e ricevuto mai si cancella, è parte integrante di noi, si contempla oggi come una radiosa fotografia dei dolci vent’anni.
Se la poetessa manifesta il dolore personale con le sue ferite in forma molto composta, asciutta, priva di orpelli, l’impatto con l’ingiustizia sociale e la violenza provoca tensione, rabbia e amplifica i toni. La filastrocca-canto MALACONTA raggiunge un climax, emotivo e verbale, che martella e pungola le coscienze: è inaccettabile l’inerzia di fronte alla sorte degli innocenti inghiottiti da quel mare che doveva rappresentare ponte di salvezza.
Fuggo / Pago / Cado / Pluff / Il mio corpo / sul barcone /non c’è più / Blu / Blu / Non ci son più / Lo vuoi tu! / Io sono Blu / Giro girotondo / quant’è ipocrita il mondo /…
Simona Albano si racconta: vita, arte e libertà creativa
A chi avvicina Simona Albano non sfugge il dono dell’empatia, che rende piacevole l’ascolto. Le chiedo:
Simona Albaro
La scrittura rappresenta anche il tuo percorso di vita, ritieni che quanto ricevuto e conquistato pareggi il conto con ciò che hai perduto o ti è stato sottratto?
Per dirla con Trilussa, ora che sono nell’ultima parte della stringa, posso dire di aver avuto un’esistenza mai piatta, banale o prevedibile, ma, sempre sorprendente e straordinaria. Penso che un bel pareggio possa essere un equo risultato. Durante il mio accidentato quanto originale percorso esistenziale sono andata spesso a braccetto con il dolore e ho ripetutamente inciampato, ma anche e soprattutto grazie alle lacerazioni, alle cadute, ho scoperto di avere risorse insospettabili.
Dove attingi la positività che comunichi a chi dialoga con te e traspare in alcune composizioni?
Da sempre cerco, mi nutro e mi circondo di Bellezza, di Arte. Credo nel potere salvifico dell’Arte. Pittura, fotografia, scrittura, cinema, teatro, musica sono il mio balsamo, talvolta la mia ispirazione.
In VOSTRA rievochi tre importanti figure: tua madre, tuo padre, tua figlia. Con un essenziale ritratto tratteggi che cosa rappresentano per te?
Ho avuto un rapporto molto conflittuale con entrambi i miei genitori, ma non sarei la Simona di oggi senza di loro. Da mio padre credo di aver appreso il senso del dovere, la serietà sul lavoro, da mia madre la capacità di fiutare e scovare Bellezza, lo spiccato senso estetico che ci accomuna. Mia figlia è la mia Luce, la mia bussola, Elena mi ha resa migliore, Elena è l’Amore incondizionato.
Vita e morte si fronteggiano nei tuoi versi. Come ti attrezzi e reagisci al loro pensiero?
Vivo, da sempre, tutto intensamente, animata da grande curiosità. Alla morte penso spesso, fin da bimba. Non la temo, mi angosciano invece la sofferenza che l’annuncia o lo stato vegetativo che crocifigge. Non essendo credente, cerco di godermi tutte le esperienze terrene con slancio ed entusiasmo, sperando di poter restare vicina agli affetti il più a lungo possibile, costruendo insieme ricordi. Noi tutti siamo memoria. Comunque, se potessi essere esaudita io Vorrei morire con i piedi salati / seduta / davanti al mare /…
Simona Albaro
Nelle tue Opere il riferimento all’Amore è costante. A questa parola abusata, resa banale e vuota, dai un significato che ti rispecchi?
L’Amore è presenza, ascolto, condivisione, rispetto dell’altro, della sua diversità, unicità. Non cessiamo mai di imparare ad amare… Ho amato molto e sono stata molto amata. Sono grata a tutti gli incontri sempre vissuti senza freni o inibizioni, come la mia natura comandava e comanda.
La scelta di pubblicare i tuoi pensieri induce a proseguire in questo cammino?
Ho iniziato a scrivere poesia come autoanalisi. La poesia mi ha permesso di farmi palombara di me stessa, di conoscermi meglio. Per me la scrittura poetica è un grande, sincero esercizio di libertà che mi ha indotto a “vomitare” su carta ciò che ribolliva dentro. La stessa libertà che potrebbe farmi decidere di prendere una pausa o – perché no? – di smettere, quando voglio. Sono una donna, una scrittrice libera, non chiedo di più!
opera di: Loredana Salzano
VOSTRA, una silloge che unisce emozione, impegno e bellezza
L’approccio poetico con Simona Albano su realtà, psiche, ricordi fornisce un bagno emozionale. Il lettore imprime nella mente i versi intensi di NOSTOS GIRGENTI. L’ Artista li scrive di getto quando, inaspettatamente, In un rettangolo di carta impressionata /lingotti d’infanzia / riaffiorano / dal fondo di un trumeau /Mi sveglio / mani zuppe di nostalgia / blindano il cassetto /riposa / sul fondo / sabbia di cuore. Il passato ha bisogno di decantare, il futuro lancia il suo richiamo. Vita e natura con nuove scoperte vengono incontro a questa Donna determinata che respira il salmastro del Mar Ligure sorseggiando vino di Luni, brinda al Mediterraneo di Girgenti con Chardonnay.
Il suo CHANDELIER, un tempo integro e così brillante, ha ricevuto colpi… è precipitato a terra… e dà ancora luce! È la luce dei colori mediterranei, materici e vibranti, che Simona assorbe con gli occhi, tradotti in emozioni o riferimenti culturali, accostati con manualità sartoriale e azzardo innovativo.
By Marisa Vigo
Chi è Simona Albano: ligur-sicula, formazione umanistica è stata trend-reporter per riviste di costume e società, ha scritto per la fanzine d’arte “OTIVM” e per la rivista di poesia internazionale “TAM,TAM, BUM,BUM”di Milano. Promoter anche culturale nonché correttrice di bozze, collabora da anni con il Salotto letterario Caracci di Milano. Dal 2014 partecipa a festival, reading, eventi di poesia performativa. Le sue liriche sono state pubblicate da Pagine, Ferdeghini, Effigie, Di Felice edizioni. Nel 2021 esce “SottoSale”, Tempra Edizioni, la sua, seconda raccolta. Nel 2024 con il racconto “Déjàvu” partecipa alla raccolta di racconti “Giallo come il Golfo”, Gammarò edizioni.