Mer 14 Ott 2026

I racconti di Elisabetta Amoroso prendono voce in Piazza Brin con i “Magnifici Lettori”

Martedì 22 settembre cinque brani tra vita di coppia, tradimenti, rapporti familiari e ironia spezzina saranno interpretati dal vivo. E la scrittrice racconta il suo modo di trasformare la realtà in storie.

Martedì 22 settembre 2026 alle ore 18, al centro anziani di Piazza Brin in via Filippo Corridoni 7 nel quartiere umbertino, i “Magnifici Lettori” (tra cui Ana Paula Sena, Chiara Giordano, Franca Rapallo, Loredana Mirra, Massimo Giorda, Maurizio Ricevuto, Roberto Maggi, Raffaele Praia) interpreteranno alcuni racconti tratti dai libri di Elisabetta Amoroso, insegnante di matematica spezzina, scrittrice e sceneggiatrice teatrale. La Amoroso ha presentato le sue letture sceniche al Teatro Civico e si è ripetuta in alcune sedi di associazioni.

L’incontro di lettura prevede cinque brani ironici molto divertenti sulla vita di coppia, il tradimento, il conflitto madre-figlia, i problemi dell’età che avanza ed i Magnifici Lettori che li animeranno in questa occasione saranno: Franca Rapallo, Chiara Giordano, Loredana Mirra, Roberto Maggi e Raffaele Praia.

SpeziaMirror aveva già incontrato il lavoro di Elisabetta Amoroso nell’ottobre scorso, in occasione de “La padella”, lo spettacolo benefico portato al Teatro Civico della Spezia dalla compagnia Nadar e nato proprio da un testo della scrittrice spezzina che ricordiamo è tra le premiate del Gran Galà della Letteratura organizzato dall’Associazione Spezia Mirror Evolution.

Cinque racconti tra ironia, coppia e vita quotidiana

Elisabetta Amoroso by Stefania Acquaviva PH

Saranno letti ed interpretati i brani: “Mamma e figlia”, “Cin cin”, “Dalla dottoressa”, “La torta di riso è finita”, tratti da “Duetti” (KDP, 2025), e “Come desideri cara” tratto da “Omicidi a fin di bene ed altre nefandezze” (GD edizioni, Sarzana, 2021).

Per stuzzicare la nostra curiosità, Elisabetta anticipa che in “Madre e figlia” la mamma, nella sua solitudine tra i calzini scompagnati, è un pochino avanti con gli anni ed affetta da una mania del controllo. Duetta con la figlia che la mette continuamente alla prova crescendo attraverso l’infanzia, l’adolescenza e la giovinezza.

In “Cin Cin” affronta il tema del tradimento scoperto proprio nel giorno del ventesimo anniversario delle nozze, quelle di porcellana che, in frantumi, offre ai due coniugi l’occasione del kintsugi, l’arte di ricomporre i pezzi rotti con l’oro del brindisi riconciliatore.

“La torta di riso è finita” è un altro duetto di confidenze tra liguri che ha il gusto amaro e duro di un’accoglienza tradita, tra muscoli e cozze. Cozze non si può dire…

“Dalla dottoressa” è un confronto tra una signora che affronta i fastidi della menopausa e una dottoressa perennemente in calore, dalle fantasie sessuali sfrenate.

“Come desideri cara” è invece un noir della condiscendenza che sfocia nella tragedia.

Quattro domande a Elisabetta Amoroso

Elisabetta, come riesci a trovare i tuoi aneddoti spiritosi e indagatori dell’animo dei tuoi personaggi che suonano così spezzini? Come intendi la spezzinità?

I miei personaggi e le mie storie prendono spunto dalla realtà. Alcuni vengono rielaborati, altri sono completamente autobiografici. La spezzinità fa parte di me e si rivela in un’ironia e autoironia schietta e dissacratoria che non è mai offensiva e volgare e in un forte legame con il territorio.

Quanto conta per te la tua famiglia per giocare con la razionalità matematica e l’assurdità delle situazioni che racconti?

La mia famiglia direttamente ed indirettamente è l’origine di tutto quello che scrivo.

I miei genitori, mamma spezzina verace e papà napoletano, entrambi insegnanti di matematica, erano persone molto intelligenti ed ironiche che mi hanno cresciuto con i valori del rispetto e della libertà.

I miei figli mi hanno dato tanti spunti per i miei racconti ma il protagonista indiscusso, suo malgrado, è mio marito.

La logica matematica mi aiuta ad esprimermi in modo essenziale, sintetico e non ripetitivo. Se per svolgere un esercizio o dimostrare un teorema occorrono tre passaggi perché usarne di più?

Mentre prendi spunto dal reale che osservi, ti lanci con la fantasia per creare sensazione e situazioni esilaranti. Cos’è la fantasia? Cos’è per te?

Non credo che il mio punto di forza sia la fantasia ma piuttosto la capacità di rielaborare la realtà in chiave ironica e comica. Un mio amico mi ha definito “Woody Allen in gonnella”, un complimento che non merito ma che mi ha fatto ugualmente piacere.

Elisabetta Amoroso

La divulgazione dei fedeli Magnifici Lettori degli sketch che proponi non rallenta i tuoi progetti di scrittura? Forse li rivivifica?

I Magnifici Lettori, che ringrazio di cuore perché mettono a disposizione con entusiasmo il loro tempo e il loro talento per interpretare le mie letture, mi accompagnano da anni e valorizzano i miei lavori con le loro interpretazioni.

Apro una parentesi: il nome “Magnifici Lettori” è quello del gruppo WhatsApp che utilizziamo per organizzare i nostri eventi, con diversi iscritti che partecipano con più o meno frequenza. Ho proposto io che diventasse anche il nome con il quale presentarsi pubblicamente, loro non erano d’accordo per timore di apparire immodesti, mi sono imposta perché questi lettori sono davvero magnifici come persone e come interpreti.

Le letture sono tratte dai miei racconti e rielaborate per essere più godibili nella lettura a voce alta. I Magnifici sono per me uno stimolo a creare nuove storie nelle quali i personaggi si rivelano attraverso i dialoghi e il finale a sorpresa stupisce il lettore o l’ascoltatore.

Chi sono i “Magnifici Lettori”

Franca Rapallo, ex insegnante, ora felicemente nonna, ha iniziato a recitare con la compagnia “I semplici sognaTTtori” qualche anno prima del pensionamento. Fra i diversi spettacoli messi in scena molti sono stati tratti dai racconti ironici e canzonatori di Elisabetta Amoroso. Ha fatto parte di diverse compagnie: Gli Evasi, Nadar, lo Scantinato e, attualmente, con la compagnia “Comme ci, comme ça” è impegnata nello spettacolo “La signora del Mare”. Quando Elisabetta chiama, accorre subito, per dare vita, attraverso le letture, ai suoi ironici personaggi.

Incontri di lettura Piazza Brin

Chiara Giordano nasce a Taranto e si trasferisce per amore alla Spezia. Si definisce una pugliese fiera delle proprie origini e innamorata della Liguria. Da sempre ama l’arte in tutte le sue forme e si avvicina al teatro circa dieci anni fa quando entra a far parte della compagnia de “I Semplici SognaTTori”. Da allora ha partecipato a diversi lavori teatrali anche con altre compagnie amatoriali locali (Evasi e Scantinato). Afferma: “Mi piace recitare e mi sento molto a mio agio sulla scena”.

Loredana Mirra concilia il suo impegno lavorativo con la passione per il teatro amatoriale, che pratica da dieci anni nel gruppo “Lo Scantinato”. Unisce l’amore per la recitazione a quello per lo sport, dedicandosi alla camminata veloce. Sul territorio spezzino ha inoltre collaborato come modella per il progetto culturale “La Spezia in Liberty” dell’associazione fotografica “Liberi di Vedere”, indossando splendidi abiti d’epoca.

Raffaele Praia fin da piccolo è un amante della musica, del canto e dello sport (è allenatore di calcio con patentino UEFA C). Ha avuto esperienze come attore, cantante e tecnico in alcune compagnie teatrali della Spezia, attualmente collabora con la compagnia teatrale “Comme ci, comme ça”. Vincitore della prima edizione della “Corrida” spezzina “Er borbogion” nell’Agosto del 2019 insieme a Franca Rapallo e Mara Bramapane. Orgoglioso di entrare a far parte dei “Magnifici Lettori” di Elisabetta Amoroso.

Roberto Maggi nasce a Camogli e si considera l’ultimo rappresentante di un’antica tradizione marinara. È un attore amatoriale che ha iniziato tardi a seguire la sua passione a causa d’impegni familiari e lavorativi. Ha recitato con la compagnia Nadar e attualmente fa parte della compagnia “Comme ci, comme ça”. Dichiara: “Faccio orgogliosamente parte dei “Magnifici Lettori” di Elisabetta Amoroso e ogni volta mi emoziono nell’interpretare i suoi testi.

By Paolo Luporini

© Riproduzione riservata – SpeziaMirror

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