
Il futuro del Sito UNESCO della Liguria al centro del workshop del progetto europeo RESCUE: confronto tra istituzioni, ricerca e territorio La Spezia / Portovenere – Il futuro del Sito UNESCO ligure che comprende il Parco Nazionale delle Cinque Terre, Portovenere e le isole di Palmaria, Tino e Tinetto è stato al centro di un importante momento di confronto tra istituzioni, enti di ricerca e stakeholder locali nell’ambito del progetto europeo RESCUE, finanziato dal programma Horizon Europe. L’incontro si è tenuto giovedì 12.03.2026 presso la sede dell’Ufficio del sito UNESCO alla Spezia, in Viale Mazzini n. 47 con l’organizzazione di Nicoletta Portunato.

Il workshop ha riunito attorno allo stesso tavolo numerosi attori che operano quotidianamente sul territorio: Riccardo Balzarotti, Consigliere con delega alla Cultura del Comune di Porto Venere / Rappresentante del Parco Naturale Regionale di Porto Venere, Dott.ssa Giulia Bianchi, rappresentante del Parco Nazionale delle Cinque Terre, Daniele Virgilio, rappresentante del Comune della Spezia e membro nel Gruppo di lavoro tecnico-amministrativo del sito Patrimonio Mondiale Porto Venere, Cinque Terre e le Isole (Palmaria, Tino e Tinetto), Veronica Forzoni, membro del direttivo di AGAEL – Associazione Guide Ambientali Escursionistiche Liguria, Carlo Mazza, presidente di CAI – Sezione La Spezia, Marcello Schiaffino, presidente e rappresentante dell’Associazione Salvaguardia Vallata di Levanto.
L’incontro si inserisce nelle attività del progetto europeo RESCUE, iniziativa che mira a sviluppare strumenti e strategie innovative per aumentare la resilienza dei paesaggi culturali europei di fronte ai cambiamenti climatici, ai rischi naturali e alle pressioni antropiche. Il progetto, finanziato nell’ambito di Horizon Europe, promuove un approccio partecipativo che coinvolge istituzioni, comunità locali, ricercatori e operatori economici per individuare soluzioni condivise capaci di proteggere e valorizzare i territori di alto valore culturale e ambientale. Tra le aree pilota europee individuate rientra proprio il sistema territoriale Portovenere – Cinque Terre – Isole, uno dei paesaggi culturali costieri più iconici del Mediterraneo.

Il sito, riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio mondiale, rappresenta un esempio straordinario di interazione tra uomo e natura: un paesaggio modellato in oltre mille anni di storia attraverso terrazzamenti agricoli, borghi costieri e sistemi produttivi tradizionali che hanno permesso alle comunità locali di vivere in un ambiente naturale particolarmente impervio.
Durante il workshop, i diversi stakeholder hanno discusso in maniera aperta e costruttiva della situazione attuale del sito UNESCO ligure, con particolare attenzione alle criticità legate alla pressione turistica, alla fragilità del territorio e alla necessità di trovare nuovi modelli di gestione sostenibile. Un confronto che ha portato anche a riflettere sul cosiddetto “status ghepardizzato” del sito, ovvero la forte polarizzazione dei flussi turistici in alcune aree e periodi dell’anno, con conseguenze sulla qualità della vita dei residenti e sull’equilibrio del paesaggio.
Numerose le idee emerse durante la giornata di lavoro: dagli strumenti per una migliore gestione dei flussi turistici, al rafforzamento delle attività agricole tradizionali, fino allo sviluppo di strategie di valorizzazione del territorio capaci di integrare tutela ambientale, economia locale e fruizione consapevole.
Un contributo significativo è arrivato anche dal mondo della ricerca, con le analisi e gli studi presentati dall’Università di Bologna, che sta collaborando al progetto fornendo dati e modelli utili a supportare le decisioni future.

«È stato un momento di confronto molto importante – commenta Veronica Forzoni – perché ha permesso di mettere allo stesso tavolo chi studia il territorio, chi lo amministra e chi lo vive e lo percorre ogni giorno. Mi auguro che le politiche di cui si è discusso, nate dall’ascolto degli stakeholder che operano realmente sul campo, possano avere un seguito concreto ed essere prese in carico dai responsabili delle politiche di attuazione».
Il workshop rappresenta dunque un primo passo verso la costruzione di strategie condivise per il futuro del sito UNESCO ligure, con l’obiettivo di garantire la tutela di uno dei paesaggi culturali più preziosi d’Europa e, allo stesso tempo, assicurare uno sviluppo sostenibile per le comunità che lo abitano.
RescueME è un’azione di ricerca finanziata dal programma Horizon Europe, incentrata sul miglioramento della resilienza dei paesaggi culturali costieri in Europa. Il progetto sviluppa strumenti e metodi innovativi per valutare rischi e opportunità, nonché per progettare strategie di resilienza inclusive ed eque a sostegno delle comunità locali nell’affrontare l’adattamento ai cambiamenti climatici e la gestione del rischio di catastrofi. Questi risultati sono stati ottenuti in collaborazione con cinque casi-studio: Psiloritis a Creta (Grecia), Neuwerk ad Amburgo (Germania), Portovenere, Cinque Terre e le Isole (Italia), L’Horta a Valencia (Spagna) e la città di Zara (Croazia).
In copertina foto di Maria Pia Pozzi PH
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