Nel centenario della Meccanica Quantistica proclamato dall’ONU, la scienziata e divulgatrice riceve il riconoscimento spezzino, incantando il pubblico con passione e intelligenza.
“Ho scritto poesie e per questo sono stato premiato, ma sono stato anche traduttore, critico letterario e musicale e persino disoccupato per riconosciuta insufficienza di fedeltà a un regime che non poteva rappresentarmi.”
Con questa citazione di Eugenio Montale si è aperta, la sera del 2 ottobre alla Mediateca Sergio Fregoso, alla presenza del sindaco Peracchini, la cerimonia di premiazione del Premio Montale Fuori di Casa alla “rockstar” della fisica quantistica: Gabriella Greison. Una figura che viene premiata non solo per la sua valenza scientifica e culturale ma anche per sottolineare più aspetti: intanto l’importanza di una disciplina sconosciuta ai più, ma senza la quale i nostri cellulari, per fare un esempio pratico, neppure esisterebbero o avrebbero potenzialità enormemente ridotte. Nello stesso tempo viene rimarcata la potenza del genio femminile anche nelle materie scientifiche che, per luogo comune, vengono attribuite solo a capacità maschili.

Ad aprire i lavori è stato il Sindaco Pierluigi Peracchini, per sottolineare quanto, mai come ora, la società evolva a ritmi frenetici e quanto l’impatto della fisica quantistica sia fondamentale, anche nella nostra quotidianità più spicciola.
È seguito l’intervento della presidente Adriana Beverini, che ha collegato il premio conferito alla Greison con il concomitante centenario della nascita della Meccanica Quantistica, proclamato per il 2025 dall’ONU. “Siamo in un periodo storico molto importante ed è nostro dovere cercare di capire la fisica quantistica con tutti i risvolti socio-culturali che porta con sé”.
La presidente ha poi lanciato un accorato appello a tutti per affacciarsi con curioso interesse verso una materia tanto difficile quanto affascinante, che può aprire anche orizzonti di spiritualità in chi vi si accosta:

La fisica quantistica ha dato origine a una vera e propria rivoluzione nella storia del pensiero, descrivendo particelle subatomiche in movimento mediante leggi proprie, che si discostano da quelle della fisica tradizionale. Coloro che hanno compreso la bellezza e l’importanza della tecnologia quantistica possano condividerla con le persone che ne hanno meno familiarità o un retroterra culturale differente. Per questo Gabriella Greison è certamente la figura più indicata, poiché, con un curriculum di grande livello, riesce comunque a rendere fruibile la fisica quantistica per tutti.”
A chiusura del suo intervento la Beverini ha lanciato al Sindaco della Spezia presente insieme a Rosanna Ghirri e a Marino Toma’ una proposta: perché non realizzare alla Spezia un Festival su Fisica Quantistica e Spiritualità? La Greison avendo già avuto esperienze analoghe potrebbe essere coinvolta come Direttore scientifico.
Come di consueto nelle cerimonie del Premio Montale, la parola è stata data alla destinataria del premio, Gabriella Greison, che in una sorta di lectio magistralis ha intrattenuto i presenti raccontando di sé, del suo percorso di scienziata ma soprattutto di divulgatrice:
“Ho deciso di accettare il vostro invito per l’amore che nutro per la terra di Liguria, dove cerco di stare il più possibile, pur vivendo a Milano. Mi sono laureata a Milano in Fisica, poi sono andata a lavorare a Parigi; sono tornata in Italia e ho cominciato a voler raccontare la fisica quantistica, perché non lo fa nessuno e non è mai stato fatto prima. L’ho imparato in Francia, dove invece la fisica quantistica era divulgata in una maniera diversa e da tutti, soprattutto.
Ho cominciato anch’io, scrivendo il mio primo libro: L’incredibile cena dei fisici quantistici. Ma le case editrici mi rimbalzavano; non era come oggi, che se volevi ti facevi conoscere sui social network. Non volevano pubblicarlo, dicendo che la fisica quantistica è una disciplina di nicchia, con zero interesse sul mercato.
Se pensiamo che oggi siamo dentro la seconda rivoluzione quantistica… La prima ha fatto nascere i lettori, e quindi computer e telefonini che sono nelle mani di tutti: entriamo per la centesima volta su Facebook, ecco, sono tutte applicazioni della fisica quantistica. E oggi siamo dentro la seconda rivoluzione quantistica, con l’intelligenza artificiale e tutto ciò che comporta.
La mia ossessione è sempre stata la fisica quantistica, perché lì dentro ci sono delle storie belle, che nessuno racconta, e quindi mi sono messa io a farlo: ogni libro una storia diversa, dall’Incredibile cena in poi. Tutte le storie che hanno a che fare con la grande scienza sono storie straordinarie, perché hanno a che fare con qualcosa — un’idea, una scoperta, una trovata — che prima non c’era e poi esiste. E quando è davvero grande, cambia per sempre il futuro del mondo, la vita delle persone. Ma soprattutto, le storie dei grandi scienziati sono straordinarie…”
Dalle parole della premiata, che ha affascinato il pubblico anche grazie alla sua empatica oratoria, traspariva quanto la materia della fisica quantistica fosse importante, ma anche quanto sia fruibile se trasmessa con le parole giuste e l’entusiasmo di chi ci crede, non solo per gli addetti ai lavori ma anche per il pubblico più vasto.
Ancora una volta il Premio Montale questa volta con il patrocinio del Comune della Spezia e di Enel è riuscito a individuare e proporre personaggi veri ed essenziali, come la Greison — ma solo poche settimane fa a Milano con Massimo Recalcati — consentendo loro di mettersi a disposizione del pubblico in modo autentico e sincero.
La Greison è attualmente impegnata in un tour teatrale divulgativo, in cui scienziati e fisica quantistica vengono umanizzate e rese fruibili a spettatori sempre più numerosi. Domenica 12 ottobre sarà a Sarzana, alle 17.30, nella sala consiliare, con lo spettacolo teatrale tratto dal suo libro La donna della bomba atomica.
Per saperne di più su Gabriella Greison e sulle motivazioni del premio leggi La rockstar della fisica quantistica conquista la Spezia
Servizio fotografico by Maria Pia Pozzi PH
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“Ho deciso di accettare il vostro invito per l’amore che nutro per la terra di Liguria, dove cerco di stare il più possibile, pur vivendo a Milano. Mi sono laureata a Milano in Fisica, poi sono andata a lavorare a Parigi; sono tornata in Italia e ho cominciato a voler raccontare la fisica quantistica, perché non lo fa nessuno e non è mai stato fatto prima. L’ho imparato in Francia, dove invece la fisica quantistica era divulgata in una maniera diversa e da tutti, soprattutto.