
“Poses”, la nuova mostra di Gloria Giuliano curata da Giovanna Riu. Un omaggio alle donne e un approfondimento sul percorso dell’artista, dal figurativo a Perseveranza.
Venerdì 6 marzo alle ore 18, presso il Sunspace di via Sapri 68 alla Spezia, si inaugura Poses, la nuova mostra della pittrice spezzina Gloria Giuliano, aperta al pubblico fino a venerdì 13 marzo 2026 dalle 15 alle 19. La mostra, inserita nel ciclo di esposioni “MERAVIGLIARTI”, è curata dalla critica d’arte Giovanna Riu e si presenta come un omaggio intenso e partecipato all’universo femminile e alla sua forza vitale e non a caso abbraccia temporalmente la Festa della donna dell’8 Marzo.
Le donne di Poses: energia, complicità, verità
Come sottolinea Giovanna Riu nella sua presentazione, le interpreti della mostra sono le donne, soggetto e oggetto privilegiato dell’arte di Gloria Giuliano. Non icone astratte né simboli ideologici, ma presenze vive, immerse nella quotidianità e nella pienezza dell’esistere: donne che ballano, suonano, amano, pensano. Donne sole, insieme ad altre donne, accanto agli uomini.

È un femminile lontano da ogni retorica o rivendicazione malevola: l’atmosfera che attraversa le opere è di complicità e di festa. Eppure, in filigrana, permane una riflessione sottesa sulla realtà – su ciò che è e su ciò che potrebbe essere. L’artista, infatti, non smette mai di cercare, attraverso il suo “altrove estetico”, altre verità.
Ogni opera è autonoma e significativa, ma insieme alle altre costruisce una narrazione coerente, una storia aperta e godibile. Le linee di forza oblique, i contorni acuti e spezzati, i segni circolari non chiusi imprimono dinamismo alle scene: le immagini sembrano potersi scomporre e ricomporre come in un caleidoscopio, restituendo il senso di una realtà in continuo movimento.

Cinquant’anni di ricerca tra figurazione e sperimentazione
La mostra si inserisce in un percorso artistico che attraversa oltre cinque decenni. Gloria Giuliano, che ha debuttato con la sua prima esposizione nel 1982, è oggi alla sua 34° mostra personale. Figura peculiare del panorama artistico spezzino, ha saputo reinterpretare con originalità la figurazione, dialogando con suggestioni che spaziano dal fumetto al futurismo.
Negli anni della formazione, in una stagione in cui il figurativo tradizionale era quasi obbligato, Giuliano ha progressivamente sviluppato una nuova figurazione influenzata anche dal linguaggio del fumetto, collaborando con testate come Lancio Story. Negli anni Novanta ha esplorato tonalità monocromatiche – blu, bianco, violetto – per poi approdare, nei Duemila, a un’esplosione cromatica più audace e vibrante.
La sperimentazione, per lei, non è mai stata un esercizio formale fine a sé stesso, ma uno strumento per trovare coerenza tra linguaggio e contenuto. Nel tempo ha affinato le proprie abilità nel disegno, nella composizione, nell’uso consapevole del colore, sintetizzando nella ricerca attuale i lasciti di un lungo apprendistato tecnico e umano.
Temi centrali della sua produzione sono il lavoro e la dignità dell’agire umano: pescatori, mitilicoltori spezzini, musicisti, danzatori, figure immerse in uno sforzo o in un gesto creativo. Per Giuliano l’arte è dialogo con la realtà, un ponte tra esperienza individuale e memoria collettiva.
Perseveranza: il mare, la memoria, l’identità
Emblematica, in questo senso, è l’opera Perseveranza, realizzata nel 2025 su un’autentica vela in olona dismessa del veliero scuola Amerigo Vespucci. Un lavoro imponente (2 metri per 2,70), nato da un lungo processo di recupero e trasformazione della materia: lavaggio, sterilizzazione, cuciture, trattamento con caffè per ravvivare la fibra, quindi l’intervento pittorico con acrilico e grafite.
L’opera raffigura tre marinai colti in uno sforzo collettivo. I corpi robusti, delineati da tratti netti e decisi, emergono con forza plastica; le espressioni, pur stilizzate, comunicano concentrazione e tenacia. Una cima originale attraversa fisicamente la tela, intrecciandosi alle mani dipinte: un elemento tridimensionale che fonde arte e realtà, pittura e memoria.
Il titolo richiama il motto del Vespucci – “Non chi comincia ma quel che persevera” – e sintetizza lo spirito dell’opera: un omaggio alla marineria, al lavoro condiviso, alla continuità tra passato e presente. Esposta in numerosi eventi marinari nel Golfo della Spezia e in contesti di rilievo come Yacht & Garden a Genova, Perseveranza ha riscosso grande successo, diventando una sorta di simbolo cittadino.
In essa si ritrovano i tratti distintivi della poetica di Giuliano: l’attenzione al corpo in azione, la tensione dinamica delle linee, la materia che racconta una storia, la volontà di comunicare. “È lì che l’arte incontra la vita”, ha dichiarato l’artista.
Comunicare, insegnare, condividere
Comunicare è, infatti, la grande finalità di Gloria Giuliano, nei diversi ruoli che le competono: artista, insegnante, persona. Da oltre dieci anni anima il progetto “Gloria Ensemble”, luogo di incontro e crescita per allievi – in particolare donne – che desiderano avvicinarsi al disegno e alla pittura figurativa. Il suo obiettivo non è creare epigoni, ma trasmettere amore per l’arte e offrire strumenti tecnici e libertà espressiva.
In questo senso, Poses non è soltanto un’esposizione tematica dedicata al femminile, ma un ulteriore capitolo di un percorso coerente, in cui la riflessione sulla realtà si intreccia alla ricerca formale. Le donne che popolano le tele della mostra sono, al tempo stesso, celebrazione e interrogativo, festa e pensiero, presenza concreta e simbolo di possibilità.
L’appuntamento del 6 marzo al Sunspace rappresenta dunque non solo l’inaugurazione di una nuova mostra, ma un’occasione per approfondire la figura di un’artista spezzina che, da oltre cinquant’anni, continua a sperimentare con rigore e passione, intrecciando memoria, lavoro, mare e umanità in un linguaggio personale e riconoscibile. Ricordiamo che “MERAVIGLIARTI” è un format espositivo artistico nato dall’idea di quattro appassionati d’arte contemporanea – Beppe Mecconi, Marzia Ratti, Cristina Bisà e Nicholas Figoli (quest’ultimi fondatori di Suntimes) – per sopperire alla diminuzione di gallerie d’arte in città e offrire agli artisti contemporanei la possibilità di esporre, rigenerando l’offerta artistica e culturale locale.
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