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un passo dalla Serie A: lo Spezia elimina il Catanzaro e vola in finale
Spezia – Con il cuore, con la testa, con il gruppo. Lo Spezia batte il Catanzaro 2-1 anche nella semifinale di ritorno davanti a uno stadio “Picco” vestito a festa e conquista con pieno merito la finale dei playoff di Serie B. L’ultimo ostacolo verso la Serie A si chiama Cremonese. Un sogno che sembrava impossibile ad agosto, oggi è a un passo dalla realtà.
La squadra di Luca D’Angelo completa un cammino straordinario e si prepara alla doppia sfida decisiva: giovedì a Cremona, domenica 1 Giugno prossima alla Spezia. In palio, la terza e ultima promozione nella massima serie. E mai come ora, tutto è possibile.
La partita: gestione e reazione, poi l’affondo decisivo
Il 2-0 conquistato all’andata al “Ceravolo” dava allo Spezia un vantaggio prezioso, ma tutt’altro che scontato da difendere. Lo sapeva bene il mister D’Angelo, che ha impostato la gara con equilibrio e pragmatismo, puntando su una formazione operaia, solida, pronta a battagliare con i due spezzini doc Cassata e Vignali a metterci cuore e tacchetti.
Nonostante alcune assenze pesanti (su tutte quella di Salvatore Esposito), i bianchi hanno approcciato bene la gara, cercando di spegnere sul nascere le velleità offensive dei calabresi. Ma al 32’ il Catanzaro trova il gol che riapre i giochi: punizione velenosa, Stefano Gori respinge da campione, la palla resta viva in area e Cassandro la spinge in rete. Silenzio e tensione al “Picco”.
La risposta però non si fa attendere: bastano quattro minuti allo Spezia per rimettere in chiaro le cose. Al 36’ una bella iniziativa di Kouda sulla destra crea scompiglio in area, la respinta della difesa finisce sui piedi di Giuseppe Aurelio, che fredda Fulignati da due passi: 1-1, esplosione di gioia sugli spalti.
Il gol taglia le gambe al Catanzaro, che avrebbe dovuto segnare altri tre gol per qualificarsi. Nella ripresa gli ospiti provano a reagire, ma lo Spezia è attento, compatto, cinico. Al 61’ arriva il colpo del KO: ancora Kouda protagonista, guadagna una punizione sulla sinistra. E’ quasi un corner ravvicinato. Batte Pio Esposito con precisione chirurgica: sul pallone svetta Wisniewski, che di testa, spalle alla porta, alza quanto basta per battere il portiere sotto la traversa. È il 2-1, è il sigillo che vale la finale.
Un campionato da sogno, ora serve l’ultimo passo
La partita si chiude tra gli applausi di un “Picco” stracolmo, con oltre 12.000 spettatori e incasso da record. Una serata memorabile, l’ennesima di una stagione incredibile. Nessuno, a inizio campionato, avrebbe scommesso su uno Spezia così in alto. Reduce da una salvezza in extremis l’anno scorso, la squadra ha saputo cambiare pelle, costruire certezze, frantumare record.
Il gruppo, forgiato da D’Angelo con pazienza e tenacia, ha trovato il suo equilibrio, ha saputo vincere con stile e soffrire quando necessario. Ha saputo crederci sempre, e ora si ritrova a 180 minuti dal traguardo più ambito.
Ora la Cremonese: dentro o fuori
Giovedì 29 maggio andrà in scena l’andata della finale allo stadio “Zini” di Cremona, mentre il ritorno è fissato per domenica 1° giugno al “Picco”. La Cremonese, quarta in classifica, ha eliminato in semifinale la Juve Stabia ribaltando il risultato dopo la sconfitta interna dell’andata. È una squadra tosta, solida, e lo Spezia lo sa bene: poche settimane fa i grigiorossi avevano espugnato il Picco, minacciando il terzo posto degli aquilotti.
Ma oggi i ruoli sono invertiti. È lo Spezia ad avere il destino nelle proprie mani. È lo Spezia ad aver costruito un sogno collettivo che la città intera vuole trasformare in realtà. Due partite, due battaglie, due occasioni per scrivere una pagina indelebile nella storia recente del club.
Forza, coraggio e orgoglio
È il momento della verità. Non c’è più spazio per i calcoli, solo per il cuore. In campo si sono rivisti Reca e Bandinelli e Salvatore Esposito tenuto a riposo dopo l’infortunio muscolare sembra pronto per il rientro. L’intera città è pronta a spingere i suoi ragazzi verso un traguardo che sarebbe il giusto premio per un percorso esaltante, sorprendente, meritato. La Serie A non è mai stata così vicina.
Forza Spezia. Tutto è ancora da scrivere.

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