L’incontro interreligioso alla Spezia: obiettivi e contesto
Nella cornice istituzionale della Sala multimediale della Provincia, si è tenuto, lunedì 2 febbraio, l’incontro interreligioso promosso dall’Associazione Spezia Mirror Evolution, a tema: “L’essere umano custode del Creato” con patrocinio della Regione Liguria e del Comune della Spezia. Una riflessione condivisa guidata da Erika Pisacco e interpretata da quattro diverse rappresentanze di Tradizioni religiose: Dott.ssa Silvia Haia Antonucci per la Tradizione ebraica; Dott.ssa Franca Landi per la Tradizione Cattolica; Dott.ssa Cinzia Forma per la Tradizione Valdese Metodista; Ven. Kusalananda per la Tradizione Buddista.
La vocazione dell’uomo come custode del Creato
La vocazione dell’uomo a custodire ogni forma vivente che lo circonda lo rende a Immagine e Somiglianza dell’Essere che ha dato vita a tutte le cose. La spiritualità come respiro profondo dell’anima che tra dalla Natura il suo ossigeno senza il quale non potrebbe vivere. Il rispetto per la natura non è solo un puro dovere ecologico, ma diventa una necessità spirituale che travalica epoche, spiritualità e regole. L’essere umano ha il compito di custodire e coltivare se stesso in ogni forma vivente poiché ognuno di noi è parte del Tutto.

Ha aperto l’incontro il direttore del giornale Spezia Mirror che ha sottolineato quanto l’associazione Spezia Mirror Evolution, nonostante i pochi mesi dalla sua costituzione, si stia adoperando per creare contenuti importanti nello scenario culturale del Territorio.
Significato spirituale della natura nelle tradizioni ebraica e cattolica
Per una felice coincidenza, la data del 2 febbraio vedeva in primo piano due festività relative l’una alla Tradizione ebraica: Il Capodanno degli alberi. Come sapientemente descritto dalla dottoressa Antonucci, nella tradizione mistica ebraica questa ricorrenza assume un significato ben più profondo e viene celebrata attraverso un Seder particolare, durante il quale si leggono brani biblici e cabalistici che descrivono le qualità spirituali dei diversi tipi di frutti e il valore simbolico degli alberi che li generano. La natura diventa così un linguaggio, un sistema di segni capace di parlare del rapporto tra l’uomo, il mondo e il divino. L’uomo, creato a immagine di Dio, non è padrone assoluto del mondo ma suo custode. “Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino dell’Eden perché lo coltivasse e lo custodisse” (Genesi 2,15). Due verbi che indicano un compito duplice: sviluppare la creazione attraverso l’intelligenza e il lavoro, ma al tempo stesso preservarla dal degrado e dallo sfruttamento indiscriminato. Libertà e dignità umane sono inseparabili da una grande responsabilità etica.
Per la Tradizione Cattolica, il 2 febbraio si celebra la “Presentazione di Gesù al Tempio” e, come ricordato dalla Dottoressa Landi, una festa squisitamente ebraica in cui il bimbo appena nato viene presentato al cospetto dell’Altissimo, come nuova luce che appare nel mondo, un nuovo custode nel Giardino di Eden.
Il contributo delle scrittrici Rosa Luxemburg e Elsa Morante
A questo profondo insegnamento biblico e sociale, si è collegata la Dottoressa Forma che ha declinato il tutto al femminile attraverso le esperienze di due scrittrici: Rosa Luxemburg: Ebrea polacca, analizzando una lettera indirizzata alla sua amica Sonja Liebknecht tratta da un breve piccolo libro polifonico, fondato sull’affinità delle voci e convergente verso un punto: la muta sofferenza degli animali, dal titolo: Un po’ di compassione.

Della Ortese analizza due testi: Corpo Celeste che contiene una serie di scritti fra cui un’ intervista da cui emerge la visione del mondo dell’autrice e Le Piccole Persone , costituito da una serie di saggi di denuncia dei delitti contro la Terra da parte dell’uomo definito “ padrone e torturatore di ogni anima della vita in nome di una “cultura d’arroganza” ; l’autrice addita nello sfruttamento e nel massacro degli animali, nella Natura offesa e distrutta il nostro più grande peccato che lei coglie nella propria “coscienza profonda”, la memoria, riservata a pochi e supremamente impopolare “delle prime cose” preesistenti l’universo, quello che in termini evangelici potremmo chiamare la Parola, il Logos giovanneo, interpretata dalla Ortese in termini di religione della fraternità con la Natura.
Il messaggio della tradizione buddista: armonia e consapevolezza
Dalla Compassione alla Tradizione Buddista con le parole del Ven. Kusalananda che ha augurato lo sbocciare di un fiore in ogni cuore. L’Essere umano come il Tutto e parte del Tutto vive la Natura e se stesso in base alla propria consapevolezza interiore. Più questa si accresce, più l’essere umano sa di poter scegliere e di poter aiutare gli altri a comprendere le sue scelte. Azzerando il giudizio e la relativa condanna, si purifica lo sguardo per trovare nell’Altro, che sia uomo, animale o vegetale, la bellezza della condivisione.
Questo l’augurio più bello e importante per la consapevolezza di ogni coscienza libera e custodente.
By Erika Pisacco
🔗 Leggi anche l’articolo su SpeziaMirror di presentazione della conferenza: link
Servizio fotografico by Stefania Acquaviva PH




