Gio 14 Mag 2026

Mariella Nava protagonista al Premio Porto Venere Donna 2025

Nella suggestiva Piazza San Pietro di Porto Venere, illuminata da una luna piena, per la 29ª edizione del Premio Porto Venere Donna la protagonista assoluta Mariella Nava, che ha incantato il pubblico con le sue canzoni e riflessioni profonde, aprendo con “Come mi vuoi”, brano scritto per Eduardo De Crescenzo e poi ripresa da Mina Segue l’interpretazione di “Spalle al muro”, brano scritto per Renato Zero che resterà nella memoria con il nome di: “Vecchio”. Si arriva allo zenith della serata quando, cantando il brano: “Questi figli”, primo testo scritto da una giovanissima Nava per Gianni Morandi, Mariella introduce il cammeo dello spettacolo teatrale: “Figlio, non sei più giglio.” Sale sul palco Daniela Poggi, regista ed attrice, che recita una parte del monologo della madre che parla al figlio ritenuto colpevole di femminicidio…questo figlio che non è più un giglio, questo figlio che macchia di colpa la maternità stessa. In chiusura l’inedito: “Non mi capirai mai!”

Prima dell’esibizione, abbiamo avuto il privilegio di intervistare Mariella Nava: nelle sue parole, un ritratto autentico di sé stessa, del suo percorso artistico e dell’impegno che accompagna la sua musica.

PH Mariella Nava By Cristiano Andreani

Stai per entrare in scena di fronte a tante donne, come ti senti?

Essere al centro dell’attenzione… non ne sono abituata: anche se faccio l’artista e dovrei essere avvezza a questi momenti, ogni volta il mio lato più riservato e timido mi sfida sempre. Con gli anni, certo, sono riuscita a superare la “paura” dei riflettori, ma ho anche conservato quella parte di timidezza buona che reputo salvifica nella vita di un artista.

Come vivi questo premio, in particolare?

Capisco quanto sia importante questo riconoscimento: ho visto che storicamente è stato consegnato a persona chiaramente illustri, personalità importanti della scienza, della politica. Accidenti, se in mezzo a questi nomi c’è anche il mio, allora vuol dire che qualcosa ho fatto nella vita. Mi ha dato certezza, mi ha dato autostima. Sono quelle conferme che ogni artista ha bisogno nel suo percorso, specie se, come me, si pone in modo alternativo al farsi vedere, all’apparire sempre e ad ogni costo anche a discapito dell’essere. Io preferisco Essere e poi, eventualmente, mostrarmi. Mostrarmi come personaggio dello spettacolo, nella mia esperienza, è stata una conseguenza della mia arte che è: scrivere musica. Comporre frasi sia musicali che di concetto, meglio: riuscire, attraverso la musica, a far penetrare meglio un concetto espresso con le parole. Nel tempo ho imparato a stare sotto i riflettori, ho amato sempre più riuscire a trasmettere ciò che provo attraverso la mia vocalità e le mie note ed è questo, per me, il vero modo di fare spettacolo e il pubblico mi ha seguito, ha risposto al mio messaggio: nel mio modo di pormi, nel mio modo di essere, riempio qualche altro tipo di appagamento della gente che mi vuole bene, che mi stima spronandomi a stare sulla scena.

PH Mariella Nava By Cristiano Andreani

Qual è la “musica guida” di Mariella Nava?

La mia musica è tanta: sicuramente quella che ho studiato, la musica classica, la musica dei grandi che è stata scritta per l’eternità, quella che non muore mai, che è sempre da riscoprire, da capire, da analizzare, perché dentro contiene delle forme di perfezione assoluta. Poi i grandi cantautori con i loro altrettanto grandi testi che hanno fornito una luce sul come si possano spiegare le cose anche con semplicità ma con profondità. In quelle metafore, con quelle immagini, attraverso le quali io ho sempre pensato che poesia è questa: arte allo stato puro. Quando si parla del nuovo genere dei rapper, la musica Trap, sento che qualcuno la difende e dice che non si può fermare l’arte, che anche quella è una forma d’arte. Sicuramente può essere, però quello che a me piacerebbe, guardando questi musicisti e il loro pubblico, è che capissero che lo scopo di un’opera è quello di far andare oltre sé stessi, di andare oltre il tempo che si vive, quindi oltre il linguaggio che si adopera per comunicare oggi. L’arte, per potersi chiamare con questo nome, deve essere eterna, deve poter comunicare sempre e comunque qualcosa, nonostante l’evolversi del pensiero e del linguaggio.

Questa sera, insieme a te sul palco, ci sarà anche l’attrice Daniela Poggi con “Figlio non sei più giglio”. Come vivi questa tematica?

PH Mariella Nava By Cristiano Andreani

Prima di tutto, va detto che Daniela è molto brava perché è una figura che non ha distanza da ciò che vive a ciò che interpreta. Fa assaporare tutto il dramma di una madre delusa dal proprio figlio e tradita due volte: come genitrice e come donna. Si chiede come mai un figlio messo al mondo da lei, donna, allattato al suo seno, educato al rispetto, ad un certo punto possa trasformarsi così. Il dramma delle madri dei carnefici: vogliamo sottolineare questo aspetto. Non si parla mai, quasi mai, delle madri dei carnefici, donne che non riusciranno a liberarsi di un unico atroce dubbio: dove ho sbagliato? Per la vita il loro tormento sarà quello di accusarsi di aver fallito come donne, ma ben più come madri. Prendere consapevolezza che per loro non ci sarà perdono, loro stesse lo negheranno al figlio e a sé stesse. Sappiamo che tutto quello che noi portiamo in scena è verità, anche ultimamente abbiamo visto il dramma di quella madre siciliana che, davanti alla trasformazione del figlio, non riesce a capacitarsi: pensava di conoscere così bene l’uomo che aveva portato in grembo. La mia musica deve accompagnare le parole di Daniela, sottolineandone tutta la carica emotiva, un dramma nel dramma che sembra senza rimedio, una condanna a vita per tutte quelle donne che resteranno madri di un assassino.

PH Mariella Nava By Cristiano Andreani

Raccontaci Mariella Nava donna.

Esattamente quella che vedete e sentite sul palco: la mia musica, i miei testi, sono la mia anima, la medesima apertura, una ricerca costante di senso e di autenticità. Non c’è niente che non torni nel vedermi, nel sentirmi: sono sempre io anche come persona nella vita, con la stessa disponibilità e la stessa voglia di senso. Per questo amo il mio lavoro: è la mia missione.

L’augurio di Mariella alle donne?

Siate capaci di prendere sempre più consapevolezza del Vostro valore. Impugnate le redini della storia e del mondo per riuscire a costruire un’umanità migliore!

Ha condotto la cerimonia la giornalista Maria Cristina Sabatini e particolarmente emozionante  è stato l’intervento di Gabriella Peroni, vedova del maestro Francesco Vaccarone, che ha autenticato la scultura-premio, come da tradizione. Anche la XXIX edizione del Premio Porto Venere Donna si avvale della collaborazione dell’attore e regista Oreste Valente, direttore artistico della manifestazione dal 1996.

Hanno presenziato alla cerimonia autorità e rappresentanti della consulta provinciale, tra cui il sindaco di Porto Venere Francesca Sturlese, il presidente del Consiglio comunale della Spezia Salvatore Piscopo, la rappresentanza del Comune di Lerici con Lisa Saisi, il tenente della Guardia di Finanza Elisabetta Natale, la vice consigliera di parità regionale Irene Mercuri, la consigliera di parità Eliana Bacchini, la presidente della Consulta Provinciale Femminile Roberta Pomo, la giornalista Maria Cristina Sabatini, Oreste Valente e la polistrumentista Ilaria Biagini, a rappresentare il Premio Lunezia la direttrice artistica Loredana D’Anghera e il patron Stefano De Martino.

(Riproduzione Riservata)

Servizio fotografico gentilmente concesso da Cristiano Andreani

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