Accanto al buon risultato ottenuto nella classifica dedicata ai giovani, la provincia spezzina si ferma al 67° posto nell’indagine del Sole 24 Ore sui bambini. Pesano natalità bassa, poco verde attrezzato e servizi ancora insufficienti.
La provincia della Spezia si piazza infatti al 67° posto nazionale nell’indice dedicato alla qualità della vita degli under 14, con 408,5 punti: un risultato che colloca il territorio spezzino nel terzo quartile della graduatoria nazionale, più vicino alle province in difficoltà che alle eccellenze italiane.
Un dato che inevitabilmente ridimensiona l’entusiasmo mostrato dalla comunicazione di Palazzo Civico dopo il 20° posto ottenuto dai giovani. Perché se nel primo caso il Sole 24 Ore aveva certificato un risultato lusinghiero — pur con i dubbi metodologici legati agli indicatori scelti — nel caso dei bambini emerge una situazione decisamente meno brillante.
La Spezia riesce comunque a fare meglio di Imperia, ferma all’87° posto con 368,5 punti, ma resta distante sia da Savona, 34ª con 453,7 punti, sia soprattutto da Genova, ottava provincia italiana con 514,9 punti. Il divario con Firenze prima provincia Italiana è di 165 punti quindi il gap è pittosto elevato anche se rispetto a Trapani ultima in graduatoria si registrano 130 punti di vantaggio.
Un miglioramento dopo anni difficili
Il dato del 2026, pur non esaltante, rappresenta comunque il miglior piazzamento degli ultimi anni.
La classifica del Sole 24 Ore mostra infatti un lento recupero dopo un lungo periodo di arretramento:
- 2021: 69° posto – 379,3 punti
- 2022: 78° posto -359.9 punti
- 2023: 77° posto -376,7 punti
- 2024: 80° posto – 336 punti
- 2025: 72° posto – 426 punti
- 2026: 67° posto – 408,5 punti
Paradossalmente, pur perdendo punti rispetto al 2025, La Spezia riesce comunque a guadagnare cinque posizioni in graduatoria, segno che molte altre province italiane hanno registrato un peggioramento ancora più marcato.
Dove La Spezia arranca
L’analisi dei singoli indicatori racconta una provincia che continua a mostrare fragilità importanti quando si parla di famiglie e infanzia.
Il dato più significativo è probabilmente quello relativo al tasso di fecondità: La Spezia è appena 89ª in Italia. Un indicatore che va ben oltre il semplice numero medio di figli per donna e che sembra piuttosto fotografare le difficoltà delle giovani coppie nel costruire un progetto familiare stabile, tra precarietà lavorativa, costo delle abitazioni e poche certezze sul futuro.
Molto negativo anche il dato sul verde attrezzato, con la provincia spezzina addirittura 94ª. Un risultato che contrasta con la narrazione di territorio a misura di famiglia e che apre interrogativi sulla reale disponibilità di spazi pubblici dedicati ai bambini, soprattutto nei quartieri più densamente abitati.
Pesano inoltre l’84° posto per il costo della mensa scolastica e il 72° per numero di pediatri, due indicatori che incidono direttamente sulla quotidianità delle famiglie.
Va invece interpretato diversamente il dato relativo ai delitti denunciati a danno di minori, dove La Spezia figura al 94° posto: in questo caso la posizione arretrata sembrerebbe rappresentare un elemento positivo, indicando un numero inferiore di reati denunciati rispetto alle province che occupano le prime posizioni della graduatoria.
Nel complesso emerge dunque una realtà fatta di luci e ombre: da una parte alcuni servizi scolastici in miglioramento, dall’altra un territorio che continua a mostrare segnali di debolezza sul piano demografico, sociale e dell’attrattività per le giovani famiglie.
Le note positive: mense, palestre e asili
Non mancano però alcuni elementi incoraggianti. La Spezia è decima in Italia per presenza di edifici scolastici dotati di mensa e 27ª per quelli con palestra. Buono anche il dato relativo alla copertura degli asili nido, dove la provincia si colloca al 38° posto nazionale mentre è 33° per il numero di servizi di prossimità a 15 minuti dalla residenza.
Sono risultati che in parte riflettono i progetti realizzati negli ultimi anni dall’amministrazione comunale, soprattutto sul fronte delle scuole, degli impianti sportivi e della riqualificazione di parchi e aree dedicate all’infanzia.
Ed è probabilmente proprio qui che si gioca la sfida dei prossimi anni: capire se gli interventi annunciati e quelli già avviati riusciranno davvero a trasformarsi in un miglioramento strutturale della qualità della vita delle famiglie spezzine.
Ma gli indicatori raccontano davvero il benessere?
Come già osservato nell’analisi dedicata ai giovani (leggi qui), anche la graduatoria sui bambini solleva più di una domanda sui criteri utilizzati dal Sole 24 Ore.
Alcuni indicatori sembrano certamente utili — come la presenza di pediatri, il costo delle mense o gli spazi verdi — mentre altri rischiano di offrire una fotografia soltanto parziale della realtà.
C’è poi un limite strutturale evidente: la classifica prende in esame l’intera provincia e non soltanto il comune capoluogo. Una distinzione tutt’altro che secondaria in un territorio molto eterogeneo come quello spezzino, dove centro città, periferie e comuni interni vivono condizioni profondamente diverse.
Per questo il 67° posto non può essere liquidato né come un fallimento né come un incidente statistico. È piuttosto un campanello d’allarme che racconta una provincia ancora fragile quando si parla di famiglie, infanzia e servizi per i più piccoli.
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