
Nel Teatro degli Impavidi si è tenuto un incontro di presentazione del dossier sulla candidatura di Sarzana a capitale italiana della cultura 2028. Una città di 22.000 abitanti, crocevia storico tra Europa e Mediterraneo, che affonda le sue radici nella Via Francigena e nel paesaggio fluviale del Magra, che da tempo ha scelto la cultura come motore di trasformazione civile, sociale ed economica.
La candidatura nasce dalla consapevolezza delle sfide attuali: la frammentazione delle risorse culturali, la necessità di reintegrare il fiume Magra nella vita urbana, la crisi delle arti manifatturiere e il rischio di un turismo omologato e poco sostenibile. La risposta di Sarzana è racchiusa in una parola chiave: impavidità. Un tratto identitario che attraversa la storia cittadina – dal Teatro degli Impavidi alla Fortezza Firmafede – e che oggi diventa visione per il futuro.
Impavidità: identità storica e visione per il futuro
E’ un progetto articolato che mette al centro la capacità di connettere persone, saperi, patrimonio e ambiente. La candidatura di Sarzana, diretta da Umberto Croppi, è guidata da un comitato scientifico multidisciplinare, caratterizzato al contempo da un forte radicamento territoriale e da un’apertura internazionale.
Alla presentazione hanno partecipato: Cristina Ponzanelli, sindaca di Sarzana, affiancata dai sindaci delle valli del Vara, del Magra e del Golfo dei Poeti, membri del comitato promotore della candidatura; Giorgio Borrini, assessore alla Cultura; Egidio Banti, presidente del Comitato Scientifico, storico, giornalista e scrittore; Andrea Cerri, direttore artistico del Teatro degli Impavidi e presidente AGIS Liguria (neo direttore del Teatro Stabile di Bolzano), Luca Vivona ed Eleonora Onghi, storici dell’arte e membri del team di progettazione Pan-Speech.
Una candidatura che unisce territorio, comunità e innovazione
Il programma 2028 prende forma grazie alla partecipazione attiva di istituzioni, associazioni, imprese e stakeholder locali, nazionali e internazionali. Accanto a progetti firmati da artisti di rilievo internazionale, il cuore dell’iniziativa sarà costituito da progetti di comunità, espressione di un tessuto culturale diffuso, dinamico e collaborativo.
I tre pilastri del progetto: vivente, comunità e intelligenza
- Verso il vivente, per ricucire cultura e natura e ripensare il rapporto tra città, ambiente e paesaggio fluviale;
- Verso la comunità, per promuovere una cultura della cura, dell’inclusione e della partecipazione attiva degli abitanti;
- Verso l’intelligenza, per valorizzare il pensiero in tutte le sue forme – umane, tecniche e creative – come leva di innovazione.
Questi temi si traducono in una strategia articolata in tre direttrici operative: “Esperienze del bello”, con un ampio programma di arti, mostre, festival e produzioni culturali; “Made in Italy – Laboratorio Sarzana”, dedicato alla formazione e all’incubazione di nuove economie della cultura; “La città che cura”, con interventi di rigenerazione urbana, accessibilità e rafforzamento delle reti sociali.

Le parole della sindaca Cristina Ponzanelli al Teatro degli Impavidi
“Ogni amministratore ha il dovere di ascoltare il battito profondo del luogo che rappresenta, di accordare il proprio passo al respiro antico della propria comunità. Siamo al Teatro degli Impavidi, nato secoli fa dalla visione audace di nostri concittadini sarzanesi che, senza esitazione, scelsero di investire nella cultura come seme di crescita e promessa di futuro. Sono quegli Impavidi che hanno dato il nome al nostro teatro. In quel gesto c’era già tutto: coraggio, fiducia, appartenenza. C’era l’idea che un territorio possa fiorire attraverso la bellezza, la conoscenza, l’incontro. Da questa prospettiva avviare la nostra candidatura non è stato solo un atto amministrativo: è stato un richiamo inevitabile. Quasi un destino scritto nelle pietre della Città, nelle sue storie, nelle sue luci. È bastato mettersi in ascolto, connettersi alla sua anima, per comprenderlo fino in fondo. A Roma porteremo questo racconto. Lo faremo con la forza gentile di chi conosce le proprie radici, con l’orgoglio di una comunità che sa da dove viene e con la consapevolezza di essere, qui e ora, gli eredi di quello stesso slancio visionario. Siamo noi, oggi, i nuovi Impavidi.”
Il sostegno di 25 Comuni e oltre 200 realtà culturali
Unica città ligure candidata e unica finalista dell’intero Nord-Ovest, Sarzana si candida per connettere. La candidatura coinvolge venticinque comuni, oltre ottanta grandi istituzioni culturali, cinque università e duecento realtà culturali che hanno contribuito alla redazione del dossier, con il supporto della città di Procida, Capitale Italiana della Cultura 2022. Una rete in continua espansione.
By Erika Pisacco
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