
SeaFuture 2025 al via: l’Arsenale apre la nona edizione della fiera internazionale. All’Arsenale Militare sono giunte delegazioni da 90 paesi, oltre 370 aziende in un mix tra ricerca civile e tecnologie militari.
Cristiana Pagni “The Queen” of Blue Economy: “Il mare deve unire, non dividere”
La Spezia 29 settembre – È stata inaugurata questa mattina la nona edizione di Seafuture, la fiera internazionale dedicata alla blue economy e alla tecnologia navale, ospitata come di consueto all’interno dell’Arsenale militare della Spezia. Una giornata di sole ha fatto da cornice all’arrivo di delegazioni, espositori, visitatori e rappresentanti delle forze armate, che fino al 2 ottobre animeranno i padiglioni della base spezzina.

All’inaugurazione hanno preso parte il ministro della Difesa Guido Crosetto, il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Enrico Crescendino. Ma la vera protagonista è stata Cristiana Pagni, presidente di Italian Blue Growth, che ha voluto ricordare come Seafuture sia cresciuta di edizione in edizione fino a diventare oggi una delle principali piattaforme mondiali del settore.
“Siamo sempre di più e questo è il segno concreto della forza e della vitalità della nostra comunità. SeaFuture è nato dalla consapevolezza dell’importanza del mare e della blue economy per l’Italia. Ma oggi, in un contesto internazionale complesso, il mare deve essere visto anche come strumento di stabilità, dialogo e pace. Per questo abbiamo scelto come tema il motto Il mare che unisce”, ha dichiarato Pagni.
La presidente ha poi ringraziato le istituzioni, le forze armate, gli sponsor – tra cui Fincantieri, Leonardo e MBDA – e il suo team organizzativo, sottolineando come la manifestazione si fondi su una rete di collaborazioni tra pubblico e privato.
I numeri confermano la crescita: oltre 370 aziende partecipanti, 90 paesi rappresentati, 80 delegazioni estere, 55mila metri quadrati espositivi e circa 4mila incontri già programmati. Accanto ai settori tradizionali della cantieristica e della subacquea, trovano spazio robotica, intelligenza artificiale, droni e proiettili per neutralizzarli, nuove tecnologie per la difesa e la sicurezza marittima.

Seafuture, infatti, non è solo una vetrina civile dedicata alla sostenibilità e all’innovazione del mare, ma anche una fiera militare, con una forte presenza di aziende leader nel comparto difesa e polizia con la partecipazione attiva delle marine di decine di paesi. Un equilibrio che rispecchia la duplice natura della blue economy: da un lato sviluppo e ricerca, dall’altro la dimensione strategica e militare.
“Da cittadina – ha aggiunto Pagni – mi auguro che i nostri figli e nipoti non debbano mai conoscere le crudeltà di un conflitto. Le forze armate e le forze di polizia hanno il compito di garantire la nostra sicurezza, i nostri confini e la nostra libertà. SeaFuture non è solo tecnologia: è anche futuro per i giovani, opportunità di formazione, lavoro e crescita”.

Per maggiori info e per il programma delle giornate clicca qui.
(Riproduzione Riservata)

