Gio 14 Mag 2026
Inaugurazione SeaFuture 25

SeaFuture 2025 al via: l’Arsenale apre la nona edizione della fiera internazionale. All’Arsenale Militare sono giunte delegazioni da 90 paesi, oltre 370 aziende in un mix tra ricerca civile e tecnologie militari.

Cristiana Pagni “The Queen” of Blue Economy: “Il mare deve unire, non dividere”

La Spezia 29 settembre – È stata inaugurata questa mattina la nona edizione di Seafuture, la fiera internazionale dedicata alla blue economy e alla tecnologia navale, ospitata come di consueto all’interno dell’Arsenale militare della Spezia. Una giornata di sole ha fatto da cornice all’arrivo di delegazioni, espositori, visitatori e rappresentanti delle forze armate, che fino al 2 ottobre animeranno i padiglioni della base spezzina.

Capo di Stato Maggiore MM Enrico Crescendino

All’inaugurazione hanno preso parte il ministro della Difesa Guido Crosetto, il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Enrico Crescendino. Ma la vera protagonista è stata Cristiana Pagni, presidente di Italian Blue Growth, che ha voluto ricordare come Seafuture sia cresciuta di edizione in edizione fino a diventare oggi una delle principali piattaforme mondiali del settore.

“Siamo sempre di più e questo è il segno concreto della forza e della vitalità della nostra comunità. SeaFuture è nato dalla consapevolezza dell’importanza del mare e della blue economy per l’Italia. Ma oggi, in un contesto internazionale complesso, il mare deve essere visto anche come strumento di stabilità, dialogo e pace. Per questo abbiamo scelto come tema il motto Il mare che unisce”, ha dichiarato Pagni.

La presidente ha poi ringraziato le istituzioni, le forze armate, gli sponsor – tra cui Fincantieri, Leonardo e MBDA – e il suo team organizzativo, sottolineando come la manifestazione si fondi su una rete di collaborazioni tra pubblico e privato.

I numeri confermano la crescita: oltre 370 aziende partecipanti, 90 paesi rappresentati, 80 delegazioni estere, 55mila metri quadrati espositivi e circa 4mila incontri già programmati. Accanto ai settori tradizionali della cantieristica e della subacquea, trovano spazio robotica, intelligenza artificiale, droni e proiettili per neutralizzarli, nuove tecnologie per la difesa e la sicurezza marittima.

Seafuture, infatti, non è solo una vetrina civile dedicata alla sostenibilità e all’innovazione del mare, ma anche una fiera militare, con una forte presenza di aziende leader nel comparto difesa e polizia con la partecipazione attiva delle marine di decine di paesi. Un equilibrio che rispecchia la duplice natura della blue economy: da un lato sviluppo e ricerca, dall’altro la dimensione strategica e militare.

“Da cittadina – ha aggiunto Pagni – mi auguro che i nostri figli e nipoti non debbano mai conoscere le crudeltà di un conflitto. Le forze armate e le forze di polizia hanno il compito di garantire la nostra sicurezza, i nostri confini e la nostra libertà. SeaFuture non è solo tecnologia: è anche futuro per i giovani, opportunità di formazione, lavoro e crescita”.

 

 

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(Riproduzione Riservata)

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