Dom 12 Lug 2026
Marco Grondacci Giurista Ambientale

Il Golfo dei Poeti si prepara a un’importante trasformazione nel suo già intenso e variegato traffico marittimo. Come emerge dalla Determinazione motivata con prescrizioni in pubblicazione entro il 5 aprile sull’Albo Pretorio ADSP Mar Ligure Orientale, GNL Italia (società controllata da Snam) ha accettato le condizioni poste dal Comune della Spezia riguardanti la viabilità nell’area di Fossamastra, in prossimità del molo ex Enel, dove attraccheranno le navi Ro-Ro per il trasporto di autocisterne cariche di gas naturale liquefatto (GNL). Un passo avanti che sblocca l’iter per la realizzazione delle infrastrutture necessarie all’avvio del servizio di traghettamento denominato Small Scale GNL.

I punti chiave su cui è stato trovato un accordo con il Comune includono:

  • Lo stop alle operazioni di imbarco e sbarco delle autocisterne dalle ore 08 alle 14, una misura volta a limitare l’impatto sul traffico locale.
  • Il divieto di sosta e fermata degli automezzi nella zona prospiciente l’abitato di Fossamastra, per garantire la sicurezza e ridurre le interferenze con la viabilità urbana.
  • Una costante attività di monitoraggio dei transiti degli automezzi, assicurando un controllo attento del flusso dei mezzi destinati al trasporto del GNL.

Ma cosa significa, in concreto, l’arrivo del Small Scale GNL nel Golfo spezzino? L’area portuale, già crocevia di un’intensa attività che vede la convivenza di navi portacontainer, militari, passeggeri, traghetti e imbarcazioni da diporto, si prepara ad accogliere anche le navi Ro-Ro (roll-on/roll-off). Queste caricheranno camion e autocisterne criogeniche su ruote che faranno la spola da Fossamastra al terminal di Panigaglia e ritorno, da dove si dirigeranno sulla viabilità autostradale per la distribuzione del gas naturale liquefatto in zone non collegate alla rete nazionale.

Per approfondire questi aspetti e comprendere meglio le implicazioni ambientali e logistiche, abbiamo intervistato il giurista ambientale Dottor Marco Grondacci, che ci aiuterà a fare chiarezza su come questa nuova rotta possa impattare il Golfo dei Poeti.

Era davvero necessario ricorrere a questa soluzione, considerando che il traffico nel Golfo dei Poeti è già molto congestionato?

Sulla necessità in generale di utilizzare il gnl non c’è molto da aggiungere visto che si tratta di un combustibile promosso da norme europee e nazionali che riduce le emissioni inquinanti dei combustibili tradizionali da trasporto su gomma e su nave. Tuttavia ogni scelta che può impattare su un territorio deve tenere conto delle specificità ambientali e sociali dello stesso. Nel caso specifico l’attraversamento di navette con a bordo autocisterne cariche di gnl in pieno golfo spezzino e il successivo sbarco in un’area portuale già affollata e attraversamento di strade pubbliche con presenza di traffico giornaliero intenso per non parlare delle numerose residenze limitrofe, aumenterà notevolmente il rischio incidentale anche, potenzialmente di natura catastrofica. Lo stesso rigassificatore di Panigaglia da cui proverrà il gnl trasportato se fosse costruito ora nel sito attuale non supererebbe le rigide normative intervenute dopo l’installazione dell’impianto nel secolo scorso. Per questo deve essere evitato prima di tutto ogni ulteriore aumento del rischio incidentale già ora non secondario. Non a caso i nuovi rigassificatori italiani esistenti sono stati realizzati (Rovigo e Livorno) al largo delle coste e non in piena area urbana e portuale.

Dal punto di vista autorizzativo, come valuta l’iter che ha portato all’approvazione di questo sistema di trasporto? Ci sono stati passaggi critici o lacune nel processo?

La procedura che ha portato ad approvare questo progetto a mio avviso presenta molte criticità che sintetizzo di seguito:

  • non è stata applicata la più rigida procedura di Valutazione di Impatto Ambientale che avrebbe permesso una verifica più approfondita degli impatti ambientali al golfo di questo progetto compresi quelli legati al rischio incidentale, visto che il rigassificatore da cui partiranno le navette con le autocisterne è vicinissimo ad aree protette da varie normative europee e nazionali
  • non si è tenuto conto dell’impatto cumulativo che questo progetto comporterà all’aumento del gnl che arriverà e verrà trattato dal rigassificatore di Panigaglia con l’altro progetto denominato VESSEL RELOADING che prevede ulteriori navi spola, di capacità fino a 30.000 mc ormeggiate presso il pontile del terminale di rigassificazione di Panigaglia. In aggiunta, il progetto, prevede la possibilità di fornire il servizio di approvvigionamento o rifornimento di combustibile Gnl a bordo di navi nel mercato del Mar Tirreno del Nord.
  • Il piano di emergenza esterna in caso di incidente al rigassificatore, recentemente approvato dalla Prefettura, rimuove completamente il rischio del trasporto di gnl via navi spola (Vessel Reloading) e di navette con autocisterna (Small Scale).
  • Il punto di sbarco delle autocisterne nel porto spezzino secondo il piano regolatore portuale vigente non prevede questo tipo di attività relative a merci pericolose come il gnl, quindi, la concessione da parte della Autorità di sistema portuale non poteva essere rilasciata se non dopo un iter di variante al piano regolatore portuale e relativa valutazione ambientale strategica dei nuovi impatti di detta variante.
  • Non si è tenuto conto del rischio attentati che, come dimostra il recentissimo caso della petroliera al largo del porto di Savona, purtroppo possono accadere e la normativa che li dovrebbe prevenire non è dato sapere, come ho spiegato nel mio blog anche recentemente, quanto e come venga applicata.

 

Quali rischi potrebbero derivare per la città e per l’ecosistema del Golfo da questo metodo di trasporto?

I rischi principali sono le possibili collisioni con rilascio di GNL, che può incendiarsi e produrre incidenti catastrofici con effetti domino, vista l’intensa attività portuale e la vicinanza a centri abitati. Inoltre, il cambiamento climatico introduce nuove variabili di rischio che non sono state adeguatamente valutate anche in relazione al rigassificatore di Panigaglia.

Le misure di sicurezza adottate saranno sufficienti a scongiurare eventuali pericoli per  la navigazione che per le realtà imprenditoriali che costituiscono il cd. Miglio Blu?

Attualmente il nostro porto non ha un piano di emergenza esterna portuale generale che tratti il rischio incidentale non solo delle attività legate al rigassificatore di Panigaglia ma a tutte le attività marittime e industriali presenti. Questo grazie a una modifica della legislazione in materia di qualche anno fa. Questa lacuna non la denuncio solo io ma emerge da un documento di qualche anno fa prodotto dal Sistema Nazionale delle Agenzie per la Protezione dell’Ambiente nonché dal Comando nazionale dei Vigili del Fuoco.

C’è chi sostiene che il rigassificatore di Panigaglia dovrebbe essere smantellato. È un’ipotesi realizzabile? Quali le eventuali alternative?

A breve termine è difficile pensare ad un allontanamento del rigassificatore visto il ruolo strategico che ha attualmente nelle politiche energetiche nazionali. Intanto occorreva impedire un suo potenziamento cosa che sta invece avvenendo. Nel 2011 si era riusciti a bloccare un primo tentativo di potenziamento, ora GNL Italia  sta riuscendo, grazie alla “scusa” della emergenza Ucraina, a realizzare quel vecchio progetto. Questo nonostante la vigente pianificazione urbanistica e paesaggistica e accordi di anni fa con il Comune di Portovenere prevedano lo spostamento del rigassificatore in altro sito.  Di certo se non si fossero rilasciate le autorizzazioni ai nuovi progetti in precedenza descritti si poteva cominciare a pensare a una data di scadenza per la rimozione dell’impianto, ora diventa tutto più difficile. Si poteva impedire questo ampliamento? Diciamo che ci sono nella legge gli strumenti a cominciare dalla obbligatoria intesa con la Regione senza la quale qualsiasi autorizzazione si blocca. Questo strumento non è stato usato dall’attuale amministrazione regionale, ne è stato chiesto dalla Provincia di Spezia e dai Comuni interessati (Spezia e Portovenere quanto meno).

Quali soluzioni propone per ridurre l’impatto sul Golfo e sulle attività economiche e turistiche della zona?

La soluzione più semplice sarebbe stata quella di applicare correttamente la vigente normativa nazionale e locale per impedire le nuove autorizzazioni, poi la realizzazione di un piano generale di sicurezza di tutta l’area portuale come richiesta dagli organi tecnici (Sistema Nazionale per la protezione dell’ambiente e VV.FF) come ricordato in precedenza.

Qualcuno ha definito una “vittoria di Pirro” l’accordo tra il Comune e GNL Italia. È d’accordo?

L’ accordo in pubblicazione sull’albo pretorio dell’Autorità Portuale Italia non garantisce un’adeguata riduzione del rischio incidentale perché l’intensità del traffico stradale in Viale San Bartolomeo non esiste solo al mattino ma anche nel pomeriggio e sera. Inoltre, occorre considerare che lo sbarco delle autocisterne avverrà a pochi metri da abitazioni civili, scuole materne, attività commerciali e industriali presenti in tutta la zona di Fossamastra e Pagliari.  Io insisto ad affermare che questo sbarco non andava autorizzato in nessun punto dell’area di demanio portuale visto che la città è troppo prospiciente. Nessun accordo potrà dare garanzie assolute per la sicurezza dei cittadini.

(Riproduzione riservata)

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