Velaria accende il Golfo della Spezia: tra velieri storici, memoria marinara e nuove esperienze nel borgo delle Grazie
Dal 20 al 22 marzo il Golfo della Spezia si prepara a trasformarsi in un suggestivo palcoscenico sul mare. Arriva infatti Velaria, il primo Festival internazionale dei velieri della città, un evento che promette di colorare l’orizzonte con alberi maestri, vele spiegate e storie di navigazione provenienti da tutta Europa.
Per tre giorni il mare del cosiddetto “Grande Golfo” ospiterà alcuni dei velieri più amati e familiari per chi vive queste acque, come Pandora e Amore Mio, affiancati da imbarcazioni storiche che giungeranno appositamente da Spagna, Francia, Portogallo e Repubblica Ceca. Un incontro di tradizioni marinare che restituisce al Golfo quella dimensione internazionale che il mare, da sempre, porta con sé. Ma tra le vele e le rotte che si intrecciano nel panorama del festival emerge anche un luogo speciale, piccolo e discreto, capace di custodire secoli di cultura marittima: il borgo de Le Grazie, affacciato sul Golfo e ricco di storia.
Un borgo tra mare e storia
Le Grazie non è solo uno degli scorci più suggestivi del Golfo. La sua importanza affonda le radici nell’antichità: già a partire dal II secolo a.C., grazie all’influenza romana, il borgo divenne un punto strategico per il commercio e per la produzione e l’esportazione dell’olio d’oliva. Qui, in una naturale insenatura protetta che faceva parte di un antico sistema di approdi, si è sviluppata nei secoli la figura dei maestri d’ascia, gli artigiani che costruivano e riparavano le imbarcazioni in legno. Un mestiere antico, fatto di gesti tramandati di generazione in generazione, celebrato anche nella letteratura. Lo racconta Dante Alighieri nell’Divina Commedia, quando descrive il lavoro dei cantieri navali:

“…a rimpalmare i legni lor non sani,ché navicar non ponno […]
chi ribatte da proda e chi da poppa;
altri fa remi e altri volge sarte,
chi terzeruolo e artimon rintoppa”.
Il Cantiere della Memoria
Proprio per rendere omaggio a questo sapere antico, nel borgo è nato un piccolo ma prezioso museo: il Cantiere della Memoria. Si tratta di uno spazio intimo e coinvolgente, dove i visitatori possono scoprire l’evoluzione della costruzione navale e immergersi, attraverso un percorso interattivo, nel lavoro dei maestri d’ascia. È un viaggio nella manualità e nella passione di chi ha costruito barche, modellato remi, riparato vele e sarte, contribuendo a mantenere viva la tradizione marittima del territorio.
Dall’antica Roma al Golfo moderno

Le Grazie conserva anche un legame diretto con l’epoca romana. Il borgo era collegato a uno dei porti più importanti del tempo: la colonia romana di Luni, che possedeva un approdo privato sul mare e faceva parte delle grandi proprietà terriere romane nel Golfo spezzino. Proprio qui si trova quella che le fonti archeologiche indicano come una delle unità abitative più antiche dell’intero Golfo: una villa sviluppatasi tra la fine del II secolo a.C. e il I secolo a.C., rimasta in uso fino al VI secolo d.C. Gli scavi hanno restituito tracce di una residenza prestigiosa: terme private, pavimenti decorati, cisterne per l’acqua e persino il più antico frantoio oleario della Liguria.
Un’esperienza diversa tra storia e benessere
In occasione di Velaria e in avvicinamento alla Giornata del Mare, che quest’anno si celebrerà il 10 aprile 2026, l’associazione Breathe Liguria propone un modo originale per scoprire questo angolo di Liguria. L’iniziativa prevede una visita guidata al borgo delle Grazie con uno sguardo attento alla storia e al paesaggio, accompagnati da una guida esperta. A rendere l’esperienza ancora più particolare sarà la presenza di una personal trainer: una camminata che unisce cultura e attività fisica, pensata per prendersi cura allo stesso tempo della mente e del corpo. Un’occasione diversa per vivere il Golfo della Spezia, tra il fascino dei velieri storici e la scoperta di luoghi dove il tempo sembra scorrere più lentamente.
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