Un incontro nella Sala Caduti di Nassirya, promosso dal senatore Lorenzo Basso, per rileggere il pensiero di Montale tra Europa, tecnologia e profezie sull’uomo del futuro, con un’intervista ad Adriana Beverini, presidente del Premio Montale Fuori di Casa.Per l’occasione abbiamo rivolto alcune domande alla Presidente del Premio Adriana Beverini:
Il Premio Montale Fuori di Casa per il doppio anniversario montaliano del 2025 (50 anni dal conferimento del premio Nobel e i 100 anni dalla pubblicazione di Ossi di Seppia) è stato molto attivo e sta per concludere le sue celebrazioni approdando in Senato il 15 gennaio per una conferenza sul poeta. Come si è arrivati a questa prestigiosa occasione e quali sono state le principali iniziative del 2025?
Innanzitutto ringrazio Spezia Mirror per l’occasione che mi dà di ripercorrere le tappe che hanno portato il Premio Montale fuori di casa a raggiungere nel 2025 tutti i traguardi che ci eravamo prefissati in un anno importante per noi e per l’Italia. E’ stato impegnativo ma ci siamo riusciti dal momento che – così come avevo pianificato- siamo riusciti a celebrare questi due anniversari dapprima a Bruxelles poi a Sanremo. Ci siamo recati a Bruxelles nel mese di maggio su invito degli eurodeputati Brando Benifei e Marco Tarquinio. In quell’occasione ho incentrato il mio intervento sul tema “Montale e l’Europa” presentando il piccolo saggio che ho pubblicato con questo stesso titolo e parlando appunto dell’interesse dimostrato da Montale anche come giornalista sulla tematica europea. L’altro proposito era quello di realizzare un convegno su Montale nella Villa Nobel a Sanremo esattamente nello stesso giorno, 100 anni dopo, in cui il nostro grande poeta ligure ricevette il Nobel a Stoccolma. Devo ringraziare il Comune di Sanremo per aver ospitato tale convegno a cui hanno partecipato quattro grandi critici letterari che si sono confrontati sul tema di Montale e la musica: Alberto Casadei (Università di Pavia), Gianfranca Lavezzi (Università di Pavia), Stefano Verdino (Università di Genova ) e Antonio Zollino (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e il poeta Giuseppe Conte. Il terzo traguardo che volevo raggiungere era ricordare Eugenio Montale anche nel Senato della Repubblica a Roma, ricordo che Montale è stato anche Senatore a vita. Anche questo sogno sta per avverararsi, il prossimo 15 gennaio saremo nella sala Nassirya.
QUALI ARGOMENTI TRATTERETE IN SENATO?
ll tema portante sarà l’Intelligenza Artificiale. Proprio per questo motivo in apertura non sarò io ma il mio avatar ad evidenziare alcuni dei punti che ritengo tra i più importanti del discorso pronunciato da Montale a Stoccolma nel quale si soffermò anche sui rischi di una crescita troppo veloce della tecnologia. Già dal 1951 però, Montale, in una conferenza a Parigi aveva profetizzato se non l’Intelligenza Artificiale “l’avvento del totale uomo nuovo , del robot , che avrebbe sconfitto “il vecchio uomo”. Su questo concetto ritornò in molte altre occasioni, particolarmente in un’opera del 1972 intitolata “Nel nostro tempo” in cui descrive lucidamente il futuro della condizione umana nel suo rapporto con il progresso su cui egli nutriva forti dubbi. Montale pensava infatti che l’ inesorabile avanzata della tecnologia che stava rendendo tutto più veloce, meno ragionato, meno pensato, avrebbe finito per portare ad un inevitabile appiattimento dell’uomo sempre di più ridotto a mero numero, parte di una massa informe.
PERCHE’ TALE SCELTA ” DIROMPENTE” DI FAR PARLARE IL SUO AVATAR IN SENATO ?
Per sottolineare come oggi l’Intelligenza Artificiale sia presente sempre di più nella nostre vite e come sia necessario conoscerla e saperla “usare” per non esserne “usati”. Nel fare questa scelta ho voluto anche rendere omaggio a chi ci ospita, al senatore Lorenzo Basso e al dottor Marco Bani che insieme hanno scritto il libro “Il secolo dell’IA – Capire l’intelligenza artificiale, decidere il futuro”, edito da Il Mulino.
ANCHE IL 2026 SEGNA UN IMPORTANTE ANNIVERSARIO PER LA SUA ASSOCIAZIONE DEDICATA A MONTALE: 30 ANNI DALLA SUA COSTITUZIONE. E’ STATO UN BEL VIAGGIO? COSA LE È RIMASTO PIÙ IMPRESSO?
Trent’anni trascorsi in un baleno, sempre alle prese con nuove sfide e sempre alla ricerca dei mezzi finanziari con cui realizzarle. Nei primi venti anni infatti, dal 1996 al 2016, il Premio Montale Fuori di casa si è svolto solo in provincia della Spezia ma da quell’anno ho deciso che doveva diventare nazionale e dunque ho realizzato premiazioni nelle tre città in cui Montale aveva vissuto: oltre a Genova, Firenze Milano e Roma dove era stato nominato Senatore a vita. I ricordi sono tanti, troppi e tutti eccezionali .Non dimenticherò mai la volta che si sono state aperte per noi le porte di Palazzo Giustiniani a Roma per la premiazione del senatore Rutelli, e le premiazioni svoltesi sempre a Roma a Palazzo Altemps, ma anche la prima volta che siamo stati ospitati a Palazzo Manzoni a Milano per la premiazione di Carla Fracci e le scale del Corriere della Sera percorse insieme al Direttore Fontana per arrivare al secondo piano del giornale di Via Solferino dove Montale ha svolto la sua attività di giornalista. E a Firenze il Gabinetto Vieusseux che ogni anno ci accoglie per le premiazioni della sezione “Il Genio delle Donne”. E poi Palazzo Ducale a Genova dove abbiamo assegnato molti premi e le Università che ci hanno ospitato per premiazioni eccezionali: La Cattolica a Milano, l’Alma Mater a Bologna, l’Università di Ca’ Foscari a Venezia dove abbiamo assegnato il Premio al più grande poeta spagnolo Luis Garcia Montero e da ultimo, nel 2025 l’Università di Udine dove abbiamo premiato il grande poeta cinese: Zhao Lihong. Troppi ricordi, impossibile sintetizzarli.
COME INTENDE CELEBRARE NEL 2026 QUESTO 30° ANNIVERSARIO?

Innanzitutto questo 30° anniversario coincide con i 130 anni dalla nascita di Eugenio Montale e vuole anche ricordare la data per noi importante del 2016.Come ho detto, sino a quell’anno siamo stati legati alla Provincia della Spezia e vorrei che con il 2026 ritornasse anche una nostra presenza maggiore in questa città dove intendo continuare ad assegnare almeno una volta all’anno un premio a un grande personaggio ma anche creare occasione di incontri per approfondire argomenti di interesse generale. Posso solo anticipare che in Liguria premieremo due personaggi di spicco e di fama europea: Matteo Focassati curatore della Wolfsoniana troppo poco conosciuta da noi spezzini e Marco Ansaldo nuovo presidente del MuMa, il Museo del Mare e che a Milano il 21 marzo inizieremo una nuova sezione dedicata a Poesia e Psicologia partendo proprio da una poesia di Montale. In quell’occasione insieme allo psicologo junghiano dottor Marco Garzonio, partendo dall’analisi di una poesia di Montale dove compare il tema dell’ “ombra” che viene analizzato dalla psicologia junghiana. Ogni anno il vincitore esaminerà una poesia di Montale ma anche di altri poeti interpretandola in chiave psicanalitica. Il resto è top secret

Secondo lei alla Spezia e provincia i due anniversari sono stati celebrati in modo adeguato?
Spezia ha fatto quanto ha potuto compatibilmente alle sue possibilità .Il sindaco Pierluigi Peracchini è stato sensibile alle nostre richieste e grazie a lui e alla sua giunta abbiamo potuto realizzare una splendida premiazione speciale a favore della “rockstar” della fisica quantistica Gabriella Greison. Altrettanto desidero ringraziare il sindaco di Levanto Luca del Bello che da cinque anni ci assicura il suo aiuto per la sezione “Ambiente” che nel 2025 ha premiato la vulcanologa Sabrina Mugnos.
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