Sandra Micheli e Margherita Bertella presentano “Paolo Bertolani – I siti della memoria”
Martedì 10 febbraio, alle ore 17.30, presso il Centro Anziani di piazza Brin, via Corridoni 7 alla Spezia, Sandra Micheli e Margherita Bertella presenteranno l’evento “Paolo Bertolani – I siti della memoria. L’incanto della semplicità”.
Si tratta di un omaggio a Paolo Bertolani, poeta e scrittore, testimone del proprio tempo, profondo conoscitore e amante della propria terra, cantore della memoria. Nato alla Serra, piccolo paese non lontano dal mare – la costa sottostante ‘dona allo sguardo’ perle come Lerici e un Golfo dei Poeti disseminato di isole e promontori spettacolari – ma il paese lassù, quello cantato da Bertolani, rimane un mondo a sé, aspro e rude come il carattere dei suoi abitanti e del padre del poeta, che si spaccava la schiena, curvo a testa china, nella fatica del vangare, dissodare, zappare una terra difficile, lavorando sotto il sole cocente nei “siti” coltivati a olivi, per rendere fertile una terra che succhiava il sangue e spezzava le ossa.
Poesia, memoria e identità ligure.
Bertolani è considerato uno dei maggiori poeti dialettali del secondo Novecento. Ha esordito come poeta in lingua nel 1960 con la raccolta “Le trombe di carta” e ha guadagnato riconoscimento con “Incertezza dei bersagli” nel 1976. La sua poesia è caratterizzata da un uso ricco e musicale del dialetto ligure, che ha elevato a dignità letteraria, affrontando temi come la memoria, la morte e il legame con la terra. Frequentò figure come Vittorio Sereni, Mario Soldati, Attilio Bertolucci, Luciano Erba, Charles Tomlinson, e fu giurato in premi prestigiosi come il LericiPea che dal 2009 ha intitolato a suo nome una sezione del premio stesso che ogni anno si svolge a La Serra di Lerici, casa del poeta, e si avvale della consulenza dell’illustre critico dialettale Manuel Cohen.
Attilio Bertolucci lo descrisse come un autore capace di “scrivere con un livello raro di integrità e forza”, grazie alla sua lingua materna recuperata alle origini più remote. Franco Brevini sottolineò la maturità del suo dialetto poetico, capace di esprimere una “spirale dolorosa di consapevolezza umana”.
Uno dei temi ricorrenti nella poesia di Bertolani è il dialogo con i morti, un modo per mantenere viva la memoria delle persone care. La sua scrittura riflette una profonda sensibilità verso la vita quotidiana e le esperienze umane, utilizzando un linguaggio semplice ma evocativo.
Paolo Bertolani rimane ancora oggi, una figura centrale nella poesia italiana contemporanea, il cui lavoro ha saputo catturare l’essenza della vita e della cultura ligure attraverso un linguaggio poetico unico e profondo. La sua eredità continua a ispirare lettori e scrittori, mantenendo viva la tradizione poetica della sua terra.
Custode della memoria
Durante l’evento, verranno lette liriche tratte non solo dai testi in lingua italiana, ma anche dalla sua vasta produzione dialettale, nel dialetto “serrese” molto particolare, che si discosta dallo spezzino.
Saranno inoltre estrapolati stralci da alcuni testi di narrativa, da cui traspare vivissimo – accanto a una vena ironica – il culto delle memorie, tramandato tramite le voci di coloro che quella terra hanno popolato, e di cui l’autore si dichiara “custode”.
By Erika Pisacco
Paolo Bertolani è uno dei maggiori poeti dialettali italiani. Nato a Serra di Lerici (La Spezia) nel 1931, scrive prevalentemente nel suo dialetto (il serrese, appunto il dialetto della Serra) ma anche in lingua, come nella raccolta L’incertezza dei bersagli edita da Guanda. Ha pubblicato anche racconti (Racconto della Contea di Levante). Tra le sue maggiori opere di poesia, Seinà (Einaudi, 1985), ’E góse, l’aia (Guanda, 1988), Avéi (Garzanti, 1999) e, presso Interlinea, Libi (2001) e Raità da neve (2005).
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