Mar 9 Giu 2026

Molti spezzini custodiscono in casa opere di artisti storici locali senza sapere di possedere non solo un patrimonio culturale, ma anche lavori di importante valore economico e collezionistico.

Un omaggio alla pittura spezzina, una mostra dedicata a dieci artisti che, nel nostro territorio sono nati o hanno trovato bellezza e ispirazione: “Omaggio“ si intitola la collettiva inaugurata domenica 17 al circolo Fantoni (resterà aperta fino al 3 giugno), dove è possibile ammirare le opere di grandi pittori che, dalla fine del 1800 al secondo dopoguerra, hanno operato alla Spezia, come interpreti e protagonisti dell’arte ligure.

La peculiarità della mostra, che annovera i più significativi autori attivi nel comprensorio spezzino in un periodo storico di grandi mutamenti sociali e culturali per la città ( basti ricordare che nel 1923 La Spezia, da podesteria di Genova, divenne capoluogo della provincia omonima) è di esporre opere conservate in collezioni private, per la prima volta proposte a un più vasto pubblico.

Navarrino Navarrini Nudo allo Specchio

Oggi, il collezionismo privato si sta rivalutando, nel mondo dell’arte, come un patrimonio culturale (ma anche economico), che richiede consapevolezza, progettualità e strumenti capaci di proteggerne il valore nel lungo periodo.  In quest’ottica, il lavoro di Andrea Brandi, critico e gallerista curatore della mostra, diviene un tassello significativo di una più vasta operazione di memoria storica del territorio e forse non è un caso, ma un’ importante  sincronicità, la contemporanea esposizione del fotoreporter Claudio Pistelli alla Fondazione Carispe, con oltre duecento foto che testimoniano la più recente evoluzione della città negli ultimi decenni del secolo scorso e oltre.

 

Pietro Rosa Riomaggiore

Nell’importante collettiva pittorica del Circolo Fantoni, è possibile ammirare opere di Ercole Salvatore Aprigliano, Amilcare Bia, Giuseppe Caselli, Nazareno Conte, Agostino Fossati, Vincenzo Frunzo, Navarrino Navarrini, Mario Hunter Podenzana, Maria Questa e Pietro Rosa: tutti nomi di grande rilievo nel panorama artistico non solo locale.

Il vernissage di domenica si è avvalso del contributo della la critica d’arte Giovanna Riu  che,  in un’accurata e appassionata introduzione alla mostra, ha sottolineato come, a partire da Agostino Fossati, il più longevo e produttivo degli artisti compresi nella rassegna, notissimo paesaggista della nostra città (una sua esposizione permanente  è visitabile al Museo Lia),  La Spezia  e il suo comprensorio, siano stati, nel periodo considerato, una vera e propria fucina di talenti artistici, nel più vasto panorama ligure e nazionale.

L’ evento, che conferma il circolo Fantoni come luogo importante di aggregazione culturale nella città, vuole essere, come ha spiegato Andrea Brandi, un omaggio sia agli artisti che, non tutti spezzini, hanno comunque assorbito e fatto proprio il genius loci della nostra terra, sia ai collezionisti che, generosamente, hanno messo a disposizione le opere esposte.

Aprigliano Riomaggiore

Non solo paesaggi, ma anche interni (“Interno con manichino” di Maria Questa), e persino nature morte (Nazareno Conte): la varietà dei temi rende l’ esposizione apprezzabile e godibile anche da un pubblico non esperto e conferma la versatilità di un contesto sociale come quello spezzino negli anni a cavallo tra Ottocento e prima metà del secolo scorso, dove esistevano importanti manifesatazioni come“ Il Premio del Golfo  (cui parteciparono, fra gli altri,  Caselli e Aprigliano) e gruppi di artisti come quello denominato “Gruppo dei 7″, cui aderì Giovanni Podenzana.

Una mostra da non perdere per studiosi e  appassionati,  che mette in relazione poetiche autonome,  intrecciate nella narrazione collettiva di un’epoca e di un territorio dall’humus eccezionalmente fertile.

     By Gabriella Mignani

In copertina Vincenzo Fusco – Temporale