
Firma storica a Roma per la concessione di 12 anni a “Le Polene”: dall’obsolescenza al modello europeo di Tallinn, il patrimonio della Marina Militare punta a un rilancio immersivo e tecnologico.
Chi legge SpeziaMirror ricorderà la riflessione nata durante un recente reportage su Tallinn culminata in un articolo (leggi qui). Il confronto tra il museo marittimo della capitale estone Seaplane Harbour e quello della Spezia era impietoso: da un lato una struttura moderna, spettacolare e interattiva, capace di incantare migliaia di visitatori; dall’altro, nonostante la meravigliosa sala delle polene, un’istituzione spezzina purtroppo superata, polverosa, priva di idee e prigioniera di un modello espositivo del passato. Tallinn dimostrava come la storia navale si possa trasformare in un’esperienza viva e attrattiva, mentre il nostro Museo Tecnico Navale rimanendo com’era rischiava solo l’obsolescenza. In quell’occasione avevamo espresso un auspicio chiaro: l’unica via per salvare e rilanciare un patrimonio simile e e restituirlo appieno alla città era affidarne la gestione e la visione ai privati.
Oggi quell’auspicio diventa realtà.
Un contratto per il futuro: 12 anni di gestione a “Le Polene”

Ieri nel tardo pomeriggio, a Roma, è stato sottoscritto lo storico contratto di concessione che affida per 12 anni la gestione economica e la valorizzazione del Museo Tecnico Navale della Spezia alla società consortile Le Polene. La firma è arrivata tra Cristiana Pagni (Presidente e AD di Le Polene) e Luca Andreoli (Amministratore Delegato di Difesa Servizi S.p.A.), la società in house del Ministero della Difesa che gestisce la valorizzazione dei musei militari.
L’operazione, guidata dalla cordata capofila Italian Blue Growth, vede il coinvolgimento diretto delle migliori realtà imprenditoriali, culturali e turistiche del nostro territorio: da Zoe Gestione Servizi Culturali al Consorzio Marittimo Turistico Cinque Terre, da Turismo Sostenibile Cinque Terre a grandi nomi dell’industria e dei servizi come Fluid Global Solutions, C.A.B.I. Cattaneo, Euroguarco e Opera Laboratori Fiorentini.
Addio obsolescenza: verso un polo culturale all’avanguardia
L’ingresso della gestione privata segna la fine dell’era del museo inteso come semplice “deposito della memoria” e apre le porte al concetto di business museum e percorso esperienziale.
Il progetto di rilancio poggia su tre pilastri cardine:
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Tecnologia e immersività: Utilizzo della realtà aumentata e di tecnologie all’avanguardia per permettere ai visitatori di immergersi nella storia della Marina Militare e nelle sue evoluzioni tecnologiche.
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Centralità della figura di Guglielmo Marconi: Valorizzazione unica della sala dedicata allo scienziato bolognese — che custodisce la collezione di apparati originali più importante al mondo — e del suo legame indissolubile con il Golfo della Spezia, teatro nel luglio 1897 dei primi storici esperimenti di radiotelegrafia navale wireless.
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Accessibilità, sostenibilità e inclusività: Un percorso riprogettato per accogliere tutti, con standard qualitativi al pari delle grandi capitali europee.
Il passaggio di consegne a novembre 2026

La presa in carico operativa e definitiva della struttura da parte del nuovo gestore si perfezionerà nei primi giorni di novembre 2026 con la firma del verbale di consegna.
Come avevamo osservato a Tallinn, la storia e l’identità marittima non si proteggono lasciandole incrostate nel tempo, ma offrendo loro strumenti, idee e risorse per dialogare con il pubblico di oggi, in particolare le giovani generazioni. Con la gestione privata ci si attende che il Museo Navale della Spezia abbia finalmente l’opportunità di compiere il salto di qualità che da anni la città si aspettava.
In copertina la Sala delle Polene by Roberto Celi PH
(Riproduzione Riservata)
