Dom 6 Set 2026

Adriana Beverini analizza la reinterpretatione del capolavoro omerico Firmata dal regista di Interstellar: tra senso di colpa del sopravvissuto, mostri interiori e l’amarezza di un oblio che condanna l’umanità a ripetere la storia.

Ho visto l’Odissea di Christopher Nolan e, dal geniale regista che ha diretto Interstellar, Dunkirk, Oppenheimer e tanti altri film non potevo che aspettarmi un altro grande film. Dimenticatevi dell’Ulisse di Omero: qui non abbiamo “l’uomo dai molti pensieri”, l’eroe πολύτροπος (polýtropos, “che si volge da ogni parte”), versatile e ingannatore, famoso per sconfiggere i nemici con la sua astuzia, bensì un soldato che vive un trauma di guerra. Questo è il vero senso del film, ed è qualcosa con cui ogni società oggi deve fare i conti: il trauma di chi ha visto e compiuto azioni che la mente umana non può sostenere.

Questo, nell’Odissea di Christopher Nolan, non è solo un elemento tematico di sfondo, ma il vero motore psicologico dell’intero film. Il regista reinterpreta il mito omerico trasformando il viaggio di ritorno in mare aperto in una profonda esplorazione del disturbo da stress post-traumatico, che Ulisse non riesce a superare se non consegnandosi al Fiore di Loto che annebbia la mente, proprio come i giovani soldati americani tornati dal Vietnam cercavano la pace nelle sostanze narcotizzanti.

Il peso morale e i mostri della mente

Le dinamiche attraverso cui Nolan sviscera il concetto di trauma includono il peso morale e il senso di colpa del sopravvissuto. Odisseo (interpretato da Matt Damon) è schiacciato dal rimorso per la distruzione di un’intera civiltà, quella orientale rappresentata allora da Troia. Conosce bene la vera causa della guerra voluta da Agamennone: non l’onore del fratello Menelao, ma la posizione strategica di Troia per i commerci. È il denaro, come sempre, la vera causa della distruzione. Il superamento dei codici etici tradizionali — ben radicati dentro di noi anche quando li infrangiamo, come ben rappresentato dall’inganno del Cavallo — lo trasforma in un eroe tragicamente imperfetto e interiormente spezzato fin dall’inizio.

Nolan sceglie di mettere al centro della scena un aspetto spesso trascurato nel poema classico: il modo in cui l’equipaggio viene ucciso uomo dopo uomo, nonostante la leadership di Odisseo. Questo amplifica il suo senso di colpa e ridefinisce il rapporto conflittuale tra il comandante e i suoi soldati, logorati dagli errori da lui commessi.

I “mostri” del film e gli incontri con le creature mitologiche (come l’attacco brutale dei Lestrigoni o l’orrore del Ciclope) non sono semplici peripezie in cui incappa un eroe spinto dalla sete di conoscenza che costringe i compagni ad affrontare situazioni estreme; fungono piuttosto da metafore visive ed iperboliche delle violenze della guerra, traumi rimossi che riemergono per tormentare la mente dei reduci. La profonda natura psicologica del racconto trova riscontro anche nella figura di Atena (interpretata da Zendaya), vista da molti come un’illusione protettiva o una proiezione mentale dello stesso Odisseo per sopportare le sofferenze accumulate, dato che nessun altro personaggio sembra interagire direttamente con lei.

L’amarezza del finale e la condanna della storia

Ma il tema più importante che emerge dal film è l’amarezza del finale: il trauma non si cancella con il semplice ritorno a casa. Nel finale concepito da Nolan emerge la consapevolezza che il tempo sbiadirà il ricordo delle atrocità di Troia. Questo oblio collettivo non rappresenta una guarigione, bensì la tragica condanna dell’umanità a ripetere continuamente gli stessi errori, generando nuovi conflitti e nuovi traumi.

Un’ultima annotazione: Agamennone, chiuso nella sua armatura e tetragono ad ogni umano sentimento, ricorda da vicino un attuale megalomane Presidente di una grande potenza che scatena guerre per puro calcolo economico e personale narcisismo. Ma forse mi sbaglio…

By Adriana Beverini

Christopher Nolan è senza dubbio uno dei registi più influenti, visionary ed eclettici del cinema contemporaneo. Celebre per la sua capacità di coniugare il grande spettacolo hollywoodiano con complesse strutture narrative e tematiche filosofiche, Nolan ha firmato capolavori che hanno ridefinito i rispettivi generi: dalla trilogia del Cavaliere Oscuro alla vertigine temporale di Inception, passando per l’esplorazione scientifica e umana di Interstellar, la drammatica rievocazione bellica di Dunkirk fino al pluripremiato affresco biografico e psicologico di Oppenheimer. Con il suo recente interesse per l’Odissea, il regista britannico applica ancora una volta la sua cifra stilistica a un grande classico dell’umanità.

🎬 Scheda Tecnica del Film

  • Titolo originale / Titolo: Christopher Nolan’s Odyssey / L’Odissea

  • Regia: Christopher Nolan

  • Sceneggiatura: Christopher Nolan (tratta liberamente dall’Odissea di Omero)

  • Cast principale: Matt Damon (Odisseo / Ulisse), Zendaya (Atena)

  • Genere: Drammatico / Epico / Psicologico

  • Paese di produzione: USA, Regno Unito

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