
Un viaggio nel nome di Bonatti.
Anche quest’anno si è ripetuta una piccola grande iniziativa che ha portato una luce particolare alla già bellissima giornata di sole: il ritorno degli studenti della scuola media “Walter Bonatti” di Monza. Come ormai succede da diversi anni, hanno mantenuto la promessa di invadere pacificamente e allegramente Portovenere, accompagnati dai loro insegnanti.
La “Walter Bonatti” è la prima scuola in Italia ad essere dedicata a questo grande uomo, il cui valore e le doti morali sono arrivate ben oltre l’abilità e la passione per la montagna, insegnando ai ragazzi il rispetto delle regole, la lealtà, l’amore e il sacrifico. Il grande scalatore, assieme alla compagna della vita, l’attrice Rossana Podestà, i genitori della quale erano originari di questo borgo spezzino, riposa nel noto cimitero a strapiombo sul mare, estremo punto di incontro tra mare, cielo e montagna aguzza, scenari particolari di cui pochi borghi possono godere.
Un’icona di coraggio e integrità
Walter Bonatti ha rappresentato l’essenza della sfida con la montagna. Durante la spedizione italiana del 1954 sul K2, appena ventiquattrenne, affrontò condizioni estreme per portare le indispensabili bombole di ossigeno al campo più alto, contribuendo in modo cruciale al successo della scalata. Un’impresa ai limiti dell’eroismo più puro, che lo fece diventare il simbolo dell’uomo che affronta e supera difficoltà e rischi estremi per portare a termine una missione.
Tra bufere, temperature proibitive e tensioni crescenti, Bonatti realizzò l’impresa della leggenda. Ma un destino cinico volle che ciò non gli fosse riconosciuto per molto tempo e solo dopo anni la sua straordinaria dedizione e forza di volontà gli venne confermata.
Per gli appassionati di montagna, per i puri d’animo, Walter Bonatti è un’icona, un esempio di forza, integrità e amore per l’avventura.
La scuola che porta il suo nome
E questi studenti hanno proprio fatto loro questo spirito. Infatti, sono stati proprio questi studenti monzesi, una decina di anni fa, a non voler chiamare più quella scuola “media di via Poliziano” e, con regolari votazioni tra ragazzi, docenti, personale della scuola e territorio, dare alla scuola del quartiere un nuovo nome e una nuova vita.
Un’accoglienza speciale
L’amministrazione comunale e in particolare il delegato alla cultura Roberto Balzarotti, felice dell’iniziativa ricorrente, che è qualcosa di più di una visita perché la gioia di questi ragazzi, “di pianura”, come si definiscono loro stessi, di fronte al mare ha trasformato questa ricorrenza in una vera e ricorrente festa.
Un pensiero speciale è andato alla memoria di Pierluigi Raviolo, per anni presidente della Pro Loco di Portovenere che ha sempre sostenuto e aiutato questo simbolico gemellaggio, purtroppo scomparso da due anni, al quale gli studenti hanno dedicato una poesia, letta pubblicamente. Mete di questa visita esperienziale è stato il millenario castello genovese e nel pomeriggio la villa romana del Varignano.
“Le grandi montagne hanno il valore degli uomini che le salgono, altrimenti non sarebbero altro che un cumulo di sassi.”
By Erika Pisacco



