
Dalla felice esperienza di Sunspace nasce un progetto che riunisce otto realtà associative e punta a coinvolgere associazioni, cittadini, imprese e istituzioni. Musica, teatro, arte e incontri in uno spazio aperto alla città. Lunedì 12 ottobre il debutto con Tullio Solenghi.
Alla Spezia le associazioni culturali non mancano. Non mancano le idee, le competenze, gli artisti e neppure la voglia di fare. Più difficile, qualche volta, è riuscire a mettere insieme tutte queste energie, superando la tendenza di ciascuno a coltivare il proprio progetto, spesso con risorse limitate e senza un luogo stabile nel quale svilupparlo.
Sapri 68 nasce proprio per provare a cambiare questa situazione.
Il nuovo progetto culturale, presentato venerdì 9 ottobre negli spazi di Sunspace, in via Sapri 68, ha un’ambizione che va oltre l’organizzazione di spettacoli, concerti o mostre: costruire una comunità capace di condividere luoghi, competenze, idee e responsabilità.
Non una nuova associazione che si aggiunge semplicemente alle tante già esistenti, ma una rete che mette insieme realtà diverse, ciascuna con la propria storia e identità, intorno a un progetto comune. Un esperimento che, se riuscirà a consolidarsi, potrebbe contribuire a modificare il modo in cui una parte della cultura spezzina viene organizzata, prodotta e proposta alla città.
Da Sunspace a Sapri 68: un percorso che continua

Per comprendere il significato dell’iniziativa bisogna partire da Sunspace e dall’esperienza avviata tre anni fa da Francesco Pelosi e Nicholas Figoli, attraverso SUNTIMES, l’agenzia creativa che ha scelto di investire in uno spazio nel centro cittadino, trasformando un luogo precedentemente chiuso e di dubbia reputazione in un ambiente dedicato alla creatività e alla condivisione.
In questi anni, all’interno dell’ex cinema Diana, si sono susseguiti eventi di ogni genere: dalla musica alle presentazioni di libri, dalle mostre ai dibattiti e alle premiazioni. Sul palco sono salite, tra le altre, personalità come il procuratore Nicola Gratteri e il politico Alessandro Di Battista.
Più recentemente, i due fine settimana di Tabula Rasa – Laboratorio di Futuro hanno segnato un momento di transizione verso Sapri 68, il nuovo progetto che prende forma grazie all’impegno di Michele Codeglia, Milo Campagni e Roberto Alinghieri, insieme alle associazioni che hanno dato vita a Mesciua ETS.
Non si tratta, tuttavia, di un semplice passaggio di testimone, ma di un ampliamento della famiglia di Sunspace, che prosegue la propria esperienza aprendosi a nuove energie e a una dimensione culturale ancora più condivisa.
Nicholas Figoli ha ricordato come l’obiettivo originario fosse proprio quello di portare la creatività nel centro della città, offrendo uno spazio nel quale esperienze differenti potessero incontrarsi e contaminarsi.
Un’immagine emersa durante il suo intervento rende bene il senso di questa trasformazione: negli spazi di Sunspace, accanto agli uffici dell’agenzia creativa, si sentono già le voci dei bambini impegnati nelle attività, le prove teatrali e quelle musicali.
Francesco Pelosi ha sottolineato come questa nuova fase rappresenti la naturale prosecuzione del lavoro svolto, con l’auspicio che il collettivo di associazioni possa rendere lo spazio ancora più frequentato e riconoscibile nella vita culturale cittadina.
Mesciua ETS: otto associazioni, un progetto comune
Il cuore organizzativo di Sapri 68 è Mesciua ETS, un’associazione di associazioni che riunisce, almeno in questa prima fase, otto realtà del territorio:
- Si Viaggiare ETS, Associazione Giovani in Rete APS (AGIRE), Compagnia degli Evasi APS, Associazione Culturale CulturAutismo ODV, A.P.S. Mirpò, Associazione Corale Four Steps Choir, Collettivo Sgabei,Moto Contrario APS.

Il nome scelto non è casuale. La mesciua, piatto tradizionale spezzino, diventa la metafora di un progetto nel quale ogni componente conserva la propria identità, contribuendo però a un risultato collettivo.
Michele Codeglia, illustrando il percorso che ha portato alla nascita della nuova realtà associativa, ha ricordato il lungo lavoro di incontri e confronti necessario per riunire attorno allo stesso tavolo organizzazioni con storie, esigenze e disponibilità economiche differenti. Un iter non sempre semplice, segnato anche da discussioni e incomprensioni, ma sostenuto dalla convinzione che la collaborazione possa consentire di raggiungere risultati difficilmente realizzabili dalle singole associazioni.

L’obiettivo non è cancellare le differenze, ma fare in modo che diventino una risorsa.
E soprattutto la rete non viene considerata conclusa. Come ha ribadito Codeglia, Mesciua ETS nasce come una struttura aperta, disponibile ad accogliere altre associazioni, gruppi e singole persone interessate a partecipare al progetto.
La presenza di realtà impegnate non soltanto nella produzione artistica, ma anche nell’ambito sociale, testimonia inoltre la volontà di attribuire alla cultura una funzione più ampia, legata all’incontro, all’inclusione e alla partecipazione.
Un laboratorio durante la settimana, un palcoscenico nel weekend
Come funzionerà concretamente Sapri 68? Il progetto prevede due dimensioni complementari. Durante la settimana gli spazi saranno utilizzati dalle associazioni per le proprie attività: laboratori teatrali, improvvisazione, prove musicali, incontri, preparazione degli spettacoli e sviluppo di nuovi progetti. Non soltanto un luogo nel quale presentare qualcosa al pubblico, quindi, ma anche uno spazio nel quale lavorare, sperimentare e costruire contenuti culturali.
Nel fine settimana, invece, prenderà forma un vero e proprio cartellone di appuntamenti aperti alla città.

La programmazione comprenderà musica, teatro, mostre, libri, proiezioni, incontri e sperimentazioni, alternando artisti e ospiti di rilievo nazionale alle produzioni delle realtà locali. È una distinzione importante: Sapri 68 vuole essere contemporaneamente un laboratorio di produzione e un luogo di rappresentazione.
100 cittadini per sostenere la cultura
C’è poi un altro elemento che distingue il progetto: la ricerca di una comunità di sostenitori, chiamata a contribuire non soltanto alla partecipazione alle iniziative, ma anche alla loro sostenibilità economica. Milo Campagni ha richiamato l’attenzione sulla necessità di costruire intorno a Sapri 68 una comunità fatta di persone, competenze e conoscenze, capace di accompagnare la crescita del progetto.
Da qui la campagna per coinvolgere almeno 100 soci sostenitori, con una quota di 100 euro valida fino alla fine del 2027. Una formula che punta a creare un primo nucleo di cittadini direttamente coinvolti nella crescita dell’iniziativa.
Per chi aderirà saranno riservate alcune opportunità, tra cui la priorità nell’acquisto dei biglietti, condizioni dedicate per determinati incontri con gli artisti e la partecipazione a iniziative specifiche. Ma il significato dell’operazione va oltre questi vantaggi.
Parallelamente, i promotori intendono rivolgersi al mondo imprenditoriale spezzino. Durante la conferenza stampa è stato osservato come molte aziende del territorio siano tradizionalmente abituate a sostenere lo sport, il calcio e altre attività. La sfida sarà convincerne almeno una parte a considerare la cultura come un settore nel quale investire con continuità.
Un appello è stato rivolto anche alle istituzioni, dalle quali la nuova realtà si attende attenzione e disponibilità al confronto. La questione delle risorse, naturalmente, sarà uno dei banchi di prova del progetto. Sapri 68 sceglie di affrontare questo problema attraverso una responsabilità condivisa tra associazioni, cittadini, imprese e, auspicabilmente, istituzioni.
Si comincia con Tullio Solenghi
Il primo appuntamento del nuovo corso è già fissato e porta sul palco un protagonista molto conosciuto dello spettacolo italiano. Lunedì 12 ottobre Sapri 68 ospiterà Tullio Solenghi, in una serata che lo vedrà dialogare con l’attore spezzino Roberto Alinghieri, tra i protagonisti del nuovo progetto culturale.
Non uno spettacolo tradizionale, ma un dialogo tra ricordi, aneddoti, incontri e progetti, attraverso il quale Solenghi ripercorrerà alcuni momenti significativi della propria carriera. A fare da filo conduttore saranno anche i grandi maestri e gli artisti che hanno segnato il suo percorso, da Achille Campanile a Umberto Eco, da Woody Allen a Paolo Villaggio.
Un viaggio che attraverserà il teatro, la comicità e la televisione, dall’esperienza del celebre Trio con Anna Marchesini e Massimo Lopez al rapporto con la tradizione teatrale di Gilberto Govi e Carlo Goldoni.

Un debutto che indica la volontà di affiancare alla valorizzazione delle energie locali anche incontri con protagonisti della scena culturale nazionale. Ma il cartellone di eventi è già ampio. Sono già fissati fino a dicembre molti appuntamenti che via via saranno annunciati alla città, dall’agenda qui a fianco se ne può già prendere atto.
Sapri 68 parte dunque con una grande ambizione.
La sua vera sfida si giocherà nella capacità di tenere insieme associazioni differenti, accoglierne di nuove, costruire una programmazione riconoscibile, coinvolgere pubblici eterogenei e trovare le risorse necessarie per dare continuità alle attività.
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