Mer 14 Ott 2026

Dalla Spezia a Samos: il film di Settimini e Tassara al Festival del Documentario Mediterraneo

I registi, Paola Settimini e Francesco Tassara portano a Samos il documentario dedicato a Dimitris Makris protagonista di una lunga storia di cinema tra Grecia e Italia.

Un lavoro firmato da due registi spezzini approda a una manifestazione cinematografica internazionale. Dal 24 al 27 settembre 2026 il film documentario “Qui, Dimitris Makris – Ritratto di un regista”, diretto da Paola Settimini e Francesco Tassara, che ne ha curato anche la fotografia e il montaggio, parteciperà al Festival del Documentario Mediterraneo nell’isola di Samos, in Grecia.

Il programma di quest’anno prevede 21 documentari provenienti da sette Paesi del Mediterraneo, con proiezioni che si terranno nella rinnovata Vecchia Dogana del porto. Il festival è organizzato dall’Organizzazione per la Gestione Collettiva e la Tutela dei Diritti dei Produttori Cinematografici “ERMEIAS”, in collaborazione con il Comune di Samos Occidentale e la Facoltà di Scienze dell’Università dell’Egeo.

Il festival si svolge con il supporto di EKKOMED e il contributo di ERT. Il programma presenta produzioni provenienti da Egitto, Francia, Grecia, Palestina, Italia, Cipro e Turchia. I film affrontano temi sociali, storici e ambientali e tutte le proiezioni saranno sottotitolate in greco e inglese.

Per Settimini e Tassara la partecipazione a Samos rappresenta una nuova tappa del percorso internazionale del documentario: il prossimo novembre il film sarà infatti in selezione ufficiale al Peloponnisos International Documentary Festival.

Francesco Tassara è un regista già conosciuto ai lettori di SpeziaMirror perchè avevamo parlato del suo film “187 UFO” quando era stato presentato alla Spezia al cinema Odeon. (Qui il link)  Abbiamo appena appreso che il primo film di Francesco Tassara “Cose Nere è approdato sulla piattaforma streaming Prime (Qui il Link) Di Paola Settimini abbiamo pubblicato di recente Un viaggio a Spoon River: il Cine-Libro di Paola Settimini ridà voce alle anime senza tempo.

Con Tassara ripercorriamo la nascita del documentario e, soprattutto, la figura e il percorso cinematografico di Dimitris Makris.

Francesco, il documentario su Dimitris Makris come è nato?

Il film nasce da un’intuizione di Ivan Mirenda, insegnante e grande conoscitore di cinema, il quale in Grecia conosce il regista di cinema e televisione Dimitris Makris, classe 1937. Ivan racconta l’esperienza a Paola Settimini. Paola, insieme a me e a Giordano Giannini, organizza una lunga intervista a Makris. È proprio nel corso di quell’intervista che ci rendiamo conto di trovarci davanti ad una storia che merita di essere raccontata: il lungo percorso professionale e umano di un regista che ha attraversato decenni di cinema e televisione tra Grecia e Italia, e che, pre quanto riguarda la sua patria, aveva vissuto in uno dei suoi momenti più bui, ma che grazie al successo internazionale del film, aveva dato una forte spinta per la fine di quel regime e per un ritorno alla democrazia.

Chi è Dimitris Makris?

Dimitris è un uomo di cinema a tutto tondo, per questo il documentario reca il sottotitolo “Ritratto di un regista”. Dimitris nasce in Grecia e fin da bambino subisce il fascino per il cinema e il desiderio di realizzarlo (racconta la sua biografia nel libro “Carosello dietro le quinte – Memorie di un regista”, edito in Italia da Argo).

Inizia da ragazzo come aiuto regista nel cinema greco. Ha poi l’occasione di trasferirsi in Italia per studiare cinema a Roma e, proprio durante quegli anni, entra nel circuito degli spot del Carosello, il popolarissimo contenitore televisivo di pubblicità dell’epoca che affidava anche ad attori, registi e professionisti del cinema la realizzazione di brevi spot: piccole storie che solo nella parte conclusiva introducevano la marca del prodotto da promuovere.

Screenshot

Makris ne realizza a centinaia lavorando anche con Nino Manfredi, Virna Lisi, Aldo Fabrizi, Enrico Maria Salerno, Gino Bramieri e molti altri. Li dirige portando con sé l’esperienza maturata nel cinema greco: la sua macchina da presa si muove con una tecnica e un’inventiva del tutto personali.

Dai Caroselli al cinema d’impegno sociale e politico

I caroselli girati da Makris sono tra quelli che hanno riscosso all’epoca maggiore popolarità, puoi ricordare qualche titolo?

Ne ricordo alcuni memorabili: da “Basta la parola!” a Mammut, Babbut e Figliut, “Calogero no!” e “Con quella bocca può dire ciò che vuole”. L’attività nel cinema commerciale permette a Dimitris di realizzare e produrre opere d’impegno sociale e politico: il suo ideale di lotta per la libertà lo spinge a realizzare “Qui, Politecnico”, nel 1973, film che viene presentato alla Mostra del cinema di Venezia di quell’anno (uno dei film più noti di Dimitris, che ha ispirato il titolo del documentario), un docufiction sulla caduta del regime dei Colonelli: Dimitris ricostruisce le ultime giornate del regime attraverso l’occupazione del Politecnico di Atene ad opera degli studenti. Non potendo essere ad Atene, esule a Milano, monta scene reali della protesta greca insieme a scene ricostruite al Politecnico di Milano in un potente mix di realtà e finzione scenica

Paola Settimini

Ci sono altre produzioni significative di Makris?

Dimitris è presente sul disastro di Seveso, cui dedica un altro documentario, e poi documenta in pellicola le opere teatrali di Dario Fo e Franca Rame alla Palazzina Liberty in Largo Marinai d’Italia a Milano. È membro della cooperativa Cinema Democratico al fianco di Paolo Pincione e del grande direttore della fotografia Fabio Cianchetti.

La filmografia di Makris è sempre attenta e critica nei confronti della realtà. Il suo film “Cortile d’Atene” del 1978 gli costa l’arresto con l’accusa di turpiloquio e il sequestro della pellicola. L’intero cinema greco, da Angelopoulos a Melina Mercouri, scende in sua difesa e Dimitris viene assolto. “La diga”, del 1982, altro film presentato al Festival del cinema di Venezia, è un’opera politica e lirica, un film che merita la visione.

Ci sono attori che conosciamo tra i suoi interpreti?

Non credo che siano conosciuti. Makris ha diretto alcuni tra i più grandi interpreti greci, come Nikos Kourkoulos, Lefteris Tsatsis, Giannis Tsikis, Panos Kranidiotis. Il cinema di Dimitris Makris si divide tra Grecia e Italia. Nel 2002 gira tra Milano ed Alessandria “Finché c’è alcool…”.

Il documentario tra festival e riconoscimenti internazionali

Parlaci del documentario…

Il nostro documentario, girato tra Atene, Milano e Torino, percorre le tappe della sua vita personale ed artistica, attraverso una lunga intervista, interventi di collaboratori ed immagini storiche. È stato presentato in anteprima ad Atene all’Istituto Italiano di Cultura, ha vinto il premio come miglior regia al festival West Side in Athens Doc Fest, è stato in selezione ufficiale all’Iran International Documentary Film Festival ed è attualmente in selezione in altri festival.

Nel cast figurano: Dimitris Makris, Daniela Moretti, Kostas Iordanidis, Antonio Bido, Fabio Cianchetti, Roberto Danese, Giordano Giannini, Vasilis Kesisoglou, Paolo Pincione, Roberto Lasagna, Lefteris Tsatsis, Giannis Tsikis, Vasilis Vafeas, Stathis Valoukos, Panos Kranidiotis, Ivan Mirenda. La musica è composta da Wessim Belhaj Salem.

Francesco Tassara

Mi accorgo che ci sono anche degli spezzini, chi sono?

Sia io che Paola Settimini abbiamo curato la regia. Io ho realizzato anche la fotografia e il montaggio. Non vi sono attori poiché il film non ha momenti di fiction, però compaiono interventi di diversi spezzini: Giordano Giannini, Ivan Mirenda e Roberto Danese (originario della Spezia ma da anni residente ad Urbino, dove insegna cinema e teatro all’università).

Loro tre, io e Paola siamo gli spezzini che hanno lavorato al film. Il resto del cast si divide tra altre zone d’Italia e la Grecia. È perciò un film internazionale con propaggini spezzine. Non può sfuggire a nessuno l’attualità del messaggio di questo famoso regista greco che contrastò con la regia di alcuni suoi film il regime dei colonnelli greci.

By Paolo Luporini

© Riproduzione riservata – SpeziaMirror

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