Doveva essere l’ultima chiamata per la salvezza, ma lo Spezia cade ancora: tante occasioni sprecate, gol subiti e contestazione finale. Ora la retrocessione è a un passo.
Spezia, notte fonda al Picco: il Mantova passa 2-0, la Serie C è a un passo
Doveva essere la partita della svolta, l’ultima vera occasione per restare agganciati alla salvezza. È diventata invece la fotografia più cruda di una stagione che si avvia verso un epilogo amaro. Lo Spezia perde 2-0 al Picco contro il Mantova e vede avvicinarsi sempre di più lo spettro della retrocessione. Una sconfitta che pesa oltre il risultato, perché arriva nello scontro diretto più importante, davanti al proprio pubblico, e dopo una prestazione che per impegno non è mancata, ma che ancora una volta ha messo a nudo tutti i limiti della squadra.
Tante occasioni, soliti errori
L’inizio dello Spezia è anche incoraggiante. La squadra di D’Angelo crea, spinge, costruisce almeno tre nitide palle gol con Artistico, Romano e Beruatto. Ma il copione è sempre lo stesso: manca concretezza, manca qualità negli ultimi metri.
E così, al primo vero errore, arriva la punizione. Al 33’ Bragantini ha troppo spazio al limite dell’area, nessuno lo attacca, nessuno lo contrasta: controllo e tiro, palla in rete. È il gol che cambia la partita e spegne le certezze di uno Spezia già fragile.
Ripresa senza svolta
Nella ripresa D’Angelo prova a giocarsi tutto. L’ingresso e la titolarità di LaPadula accanto ad Artistico rappresentavano una delle poche novità offensive, ma neanche questo basta. L’occasione per riaprire la gara capita proprio sui piedi di La Padula, ma viene sprecata. E come spesso accaduto in stagione, alla chance fallita segue il colpo subito: al 77’ Buso trova il raddoppio con un tiro da fuori che chiude definitivamente i conti.
Contestazione e classifica disperata
Al fischio finale è il momento della contestazione. La Curva Ferrovia richiama la squadra sotto il settore: parole dure, tensione palpabile. Insieme ai giocatori si presentano anche il direttore sportivo Stefano Melissano, il presidente Charlie Stillitano e l’amministratore delegato Andrea Gazzoli. La classifica, intanto, non lascia spazio a interpretazioni: Spezia ultimo a 30 punti, staccato di quattro lunghezze dalla zona playout. Una distanza che, a quattro giornate dalla fine, pesa come un macigno.
Una stagione che si ripete
I numeri raccontano tutto: solo 7 vittorie in 33 partite, 49 gol subiti, peggior rendimento del campionato insieme a poche altre squadre. E soprattutto una costante: lo Spezia crea, ma non segna. Gli avversari aspettano, colpiscono e portano via punti. Anche contro il Mantova, una squadra con numeri esterni tutt’altro che irresistibili, si è visto lo stesso film.
Solo la matematica tiene accesa la speranza
D’Angelo ci ha provato, ma i miracoli non si possono costruire in pochi giorni. La squadra lotta, s’impegna ma non basta. Cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia. La qualità è quella che è, e il tempo ormai è finito. Restano quattro partite. La matematica non condanna ancora lo Spezia, ma la realtà dice che serve un’impresa quasi impossibile. E già dalla prossima giornata casalinga potrebbe arrivare il verdetto definitivo.
Spezia Mirror ha eletto come miglior giocatore dello Spezia della partita odierna: Kouda (purtroppo indossava la maglia del Mantova).
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