Mer 14 Ott 2026

Ventiquattro artisti di The Spezziner rendono omaggio all’Isola del Tino nella mostra “L’isola che adesso c’è”, dal 25 al 27 settembre alla Fondazione Carispezia su Iniziativa degli Amici dell’Isola del Tino ODV.

Dai muscoli di Mytiliade all’isola del Tino. A pochi giorni dalla partecipazione alla manifestazione di Lerici, The Spezziner torna con un nuovo progetto collettivo, questa volta dedicato a uno dei luoghi più affascinanti e meno accessibili del Golfo della Spezia.

Dal 25 al 27 settembre, negli spazi della Fondazione Carispezia, il collettivo sarà infatti tra i protagonisti di “Omaggio al Tino, l’isola che adesso c’è”, la mostra organizzata dall’Associazione Amici dell’Isola del Tino Odv.

Un progetto che riunirà scuole, associazioni, artisti, esperti e storici dell’arte e nel quale The Spezziner porterà il contributo di ventiquattro artisti, chiamati a confrontarsi liberamente con l’isola e con le suggestioni che da essa derivano.

Ventiquattro interpretazioni dell’isola

Non una rappresentazione unitaria, dunque, ma ventiquattro sguardi differenti. Ecco l’elenco completo degli artisiti:

Alba Rifaat, Alberto Sordi, Alessio Manfredi , Beppe Mecconi , Carlo Bacci , Catia Cidale , Cosimo Cimino , Cristina Ferrarini , Elisa Simonini , Federica Tosti , Gaetano Amato , Gloria Giuliano , Gloria Griggio , Mauro Baraldi , Mauro Manco, Nicol Squillaci , Nicola Perucca , Paola Repiccioli Raffaella Angeli , Roberto Braida , Roberto Celi , Rosanna Rotondi , Samuele di Capua , Tiziano Illiano , Wiki Velardi

L’isola del Tino diventa così il punto di partenza per un lavoro nel quale ciascun artista può muoversi secondo il proprio linguaggio e la propria sensibilità: il paesaggio, il mare, l’ambiente naturale, ma anche l’isolamento, la storia e ciò che un’isola può rappresentare nell’immaginario.

È proprio su questo aspetto che insiste Paolo Cozzani, direttore artistico di The Spezziner, nel presentare il progetto insieme al presidente Mauro Baraldi.

L’isola, nella loro lettura, non è soltanto un luogo geografico. Può diventare spazio di isolamento creativo, rifugio, via di fuga, avventura, perfino una sorta di tela bianca sulla quale l’artista proietta le proprie emozioni.

Un approccio che lascia quindi agli autori un campo particolarmente ampio, pur mantenendo un riferimento comune e immediatamente riconoscibile: il Tino.

Paolo Cozzani con Gloria Griggio

Una mostra che va oltre l’esposizione delle opere

“L’isola che adesso c’è” non sarà però soltanto una successione di opere esposte.

Nei tre giorni sono previsti incontri con gli autori, visite guidate, narrazioni visive e musicali e momenti di approfondimento, con un programma che intende mettere in relazione la produzione artistica contemporanea con la storia e il patrimonio culturale e ambientale dell’isola.

È previsto anche un contest, attraverso il quale le opere saranno sottoposte al voto.

Alla realizzazione del progetto contribuisce anche l’Istituto di Cromografia, realtà che SpeziaMirror ha già avuto occasione di conoscere attraverso il lavoro dell’artista Claudio Jaccarino.

Luoghi Golfo dei Poeti

La mostra nasce infatti da un percorso più ampio di ricerca sulle rappresentazioni artistiche del Tino e sulla sua storia, comprendendo anche le tradizioni religiose legate a San Venerio, i racconti e le leggende che nel tempo hanno contribuito a costruire l’immagine dell’isola e il recente gemellaggio tra il comune di Portovenere e il Comune di Lumio nella Balagna, Corsica.

Il Tino, patrimonio del Golfo

Il Tino fa parte dal 1997 del sito riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio mondiale dell’umanità, insieme a Portovenere, alle Cinque Terre e alle isole Palmaria e Tinetto.

Un luogo particolare anche per la sua limitata accessibilità, che ha contribuito a conservarne il carattere e ad alimentare, inevitabilmente, una certa distanza tra l’isola e chi la osserva dalla costa.

Palinuro Isola del Tino

La mostra prova a ridurre simbolicamente quella distanza attraverso l’arte, recuperando allo stesso tempo le numerose rappresentazioni che nel corso degli anni hanno avuto l’isola come soggetto.

Il progetto ha ottenuto, tra gli altri, il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, dell’Ufficio scolastico regionale per la Liguria, del Parco Nazionale delle Cinque Terre, del Comune della Spezia, del Comune di Lerici, del Comune di Portovenere e di Marevivo Liguria.

The Spezziner oltre le copertine

Mauro Baraldi The Spezziner

Per SpeziaMirror, che ne segue da tempo l’attività, questa nuova partecipazione permette anche di osservare l’evoluzione di The Spezziner.

Il progetto è nato attorno a un’idea precisa e immediatamente riconoscibile: raccontare La Spezia e il suo territorio attraverso copertine illustrate ispirate al linguaggio del New Yorker. Settimana dopo settimana, artisti diversi hanno costruito un archivio visivo fatto di luoghi, personaggi, scorci e situazioni della città e della provincia.

Nel tempo, però, il progetto si è progressivamente allargato. Sono arrivate le mostre, gli incontri, le ACEO, le piccole opere originali destinate anche al collezionismo, e le collaborazioni con altre manifestazioni del territorio. L’ultima, in ordine di tempo, è stata quella con Mytiliade, dove il collettivo ha portato a Lerici opere e performance dedicate ai muscoli spezzini.

Ora il passaggio dai vivai del Golfo all’isola del Tino conferma questa direzione. Dietro c’è il lavoro del presidente Mauro Baraldi, del direttore artistico Paolo Cozzani e soprattutto degli artisti che continuano ad alimentare il progetto con le proprie opere.

© Riproduzione riservata – SpeziaMirror

 

Contenuto realizzato anche con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale in fase di elaborazione editoriale.

 

 

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