Gio 15 Ott 2026

“Truffe telefoniche: abbiamo registrato la chiamata di un raggiro, leggi come cercano di svuotarti il conto!”

C’è sempre qualcuno che ci casca. Le truffe telefoniche e online si moltiplicano, e negli ultimi giorni alcuni episodi hanno riportato l’attenzione su questo fenomeno. Tra i casi più eclatanti, quello che ha coinvolto il ministro della Difesa Guido Crosetto: Riproducendo la sua voce con l’A.I. sono stati contattati direttamente  importanti imprenditori italiani chiedendo loro denaro per la liberazione di giornalisti ostaggi all’estero, garantendo che la Banca d’Italia avrebbe rimborsato le somme versate. Tra le vittime di questo raggiro figurano anche personaggi di spicco come Letizia Moratti e le famiglie Aleotti e Beretta, che hanno denunciato l’inganno. Sembra che qualcuno di loro abbia effettivamente effettuato un bonifico con una somma molto rilevante.

Più vicino a noi, il sindaco di Luni, Alessandro Silvestri, ha lanciato di recente un appello ai cittadini mettendoli in guardia da un’altra truffa: telefonate ed sms apparentemente attribuibili al Comando Provinciale dei Carabinieri invitavano i destinatari a effettuare bonifici per evitare che i loro conti venissero svuotati da hacker. Un metodo subdolo che sfrutta la paura e l’urgenza per spingere le vittime a compiere azioni avventate.

In un caso recente di nostra conoscenza nel sud Italia, un anziano poco esperto utilizzatore del suo home banking ha trasferito inconsapevolmente ben 7.000 euro su conti esteri intestati a nominativi in Egitto e Turchia. Solo grazie all’intervento del direttore della banca la truffa è stata scoperta.

SpeziaMirror ha approfondito il tema con l’avvocato Francesco Bruni, esperto in diritto penale e informatico, per capire come difendersi (leggi l’intervista integrale). Ma un nostro incaricato ha fatto di più: si è finto ingenuo e sprovveduto per smascherare un’altra truffa molto diffusa, quella dei finti operatori Amazon che promettono un buono acquisto da 250 euro ai clienti più “affidabili”.

Negli ultimi tempi, questa frode è diventata sempre più insistente. I truffatori, parlando un italiano fluente seppur con un accento dell’Est Europa, cercano di ottenere informazioni sensibili, come i dati della carta di credito, e di accedere al computer delle vittime tramite software di controllo remoto per operare direttamente sui loro conti bancari.

Il metodo della truffa: due fasi per ingannare la vittima

Per comprendere meglio il modus operandi dei malfattori, abbiamo deciso di approfondire e documentare una conversazione con uno di questi falsi operatori.

La tentata truffa si è svolta in due fasi. Nella prima chiamata, il nostro incaricato ha ricevuto una telefonata in cui gli veniva presentata l’allettante offerta di un buono Amazon da 250 euro in omaggio. Invece di liquidare subito l’interlocutrice, si è mostrato entusiasta per l’inaspettata sorpresa e ha chiesto come ottenere il buono. La donna, soddisfatta per aver trovato una vittima apparentemente ingenua, con tono burocratico gli ha spiegato che il buono sarebbe stato accreditato direttamente sulla sua carta di credito e che, per completare l’operazione, era necessario fornirle i dati della carta.

Il nostro incaricato ha quindi fornito informazioni fittizie, inventando i 16 numeri di una carta, la data di scadenza e il codice di sicurezza di tre cifre posto sul retro. Se avesse fornito dati reali, i truffatori avrebbero immediatamente utilizzato a suo nome la carta per acquisti di valore, nei limiti della disponibilità. Ma i criminali non si sono accontentati: come spesso accade, hanno cercato di “spennare il pollo” fino all’ultima piuma. Così, la stessa operatrice ha annunciato che entro pochi minuti una sua collega avrebbe effettuato una seconda chiamata per completare la procedura.

La seconda chiamata: il tentativo di accesso all’home banking

Puntualmente, il nostro incaricato ha ricevuto la seconda telefonata. Un’altra operatrice, con il tono di chi sta facendo un favore e ha poco tempo a disposizione, lo ha invitato in modo perentorio ad accendere il computer e ad accedere al suo home banking. Inoltre, gli ha chiesto di verificare se sul computer fosse già installato un software di controllo remoto come Anydesk o TeamViewer, o in alternativa di installarlo.

Questi programmi permettono la condivisione dello schermo e il controllo a distanza del computer da parte di terzi. Nel caso specifico, l’obiettivo dei truffatori era ottenere il pieno accesso al conto corrente della vittima per effettuare bonifici a loro favore, senza che la persona se ne rendesse conto.

Riportiamo di seguito un estratto del dialogo telefonico realmente avvenuto tra la potenziale vittima e l’operatrice:

Truffatrice: Hai per caso nel computer un’applicazione come Anydesk o TeamViewer?

Interlocutore: No, non le conosco queste applicazioni.

Truffatrice: Dovresti installare Anydesk, è un’applicazione per la condivisione dello schermo.

Interlocutore: Ah, condivisione dello schermo…

Truffatrice: Sì, esatto.

Interlocutore: Non so dov’è, ma adesso non sono davanti al computer.

Truffatrice: Ok, vai al computer e accendilo un momento.

Interlocutore: Mi spiega perché devo condividere il computer?

Truffatrice: Così posso guidarti meglio sulle email di validazione che riceverai.

Interlocutore: Ho capito… però devo andare in un’altra stanza ad accendere il computer. Ma prima mi spiega come funziona il bonus? Come posso ottenerlo?

Truffatrice: È un buono che ti viene accreditato direttamente sulla carta, lo puoi usare per acquisti su Amazon.

Interlocutore: Qual è la condizione? Devo fare qualcosa per riceverlo?

Truffatrice: No, non ci sono condizioni, è solo un bonus che ti viene accreditato.

Interlocutore: Non può inviarmelo come un normale buono Amazon? Perché ne ho ricevuti per Natale, sono semplici fogli di carta…

Truffatrice: No, vai sul computer così posso aiutarti a attivarlo.

Interlocutore: E a quale dipartimento di Amazon appartieni?

Truffatrice: Al dipartimento crediti.

Interlocutore: E dov’è il dipartimento crediti?

Truffatrice: Non ha una sede fisica.

A questo punto il nostro incaricato getta la maschera… ma la signorina con estrema faccia di bronzo appare risentita e continua nella sua recita.

Interlocutore: Sentite, sto registrando la telefonata e i dati che vi ho fornito sono falsi. Voi siete truffatori, non avete nulla a che fare con Amazon. Invierò la registrazione alla polizia postale.

Truffatrice: Puoi mandarla dove vuoi, noi non siamo truffatori. Se lo fossimo, non ti avrei nemmeno chiamato. Amazon non regala soldi, ma il buono ti è arrivato via email e messaggio. Io ti sto solo aiutando ad attivarlo.

Interlocutore: Bene, allora contatterò Amazon per verificare.

Truffatrice: Va bene. Buonasera.

Conclusione

Questa conversazione registrata dimostra quanto sia importante non fidarsi di chiamate che propongono offerte troppo allettanti per essere vere oppure richieste per situazioni d’emergenza di figli, nipoti  o nel caso di oggi, del ministro della Difesa in persona. Ovviamente precisiamo che Amazon non c’entra nulla con questa truffa e in particolare non chiede mai informazioni sensibili per telefono, né utilizza operatori per raccogliere dati personali o bancari. Nel suo sito mette in guardia i suoi clienti da sedicenti operatori del genere .

Le truffe si evolvono continuamente, sfruttando la tecnologia per ingannare anche i più attenti. Per questo, bisogna sempre verificare l’autenticità delle richieste, evitare di fornire dati sensibili e, in caso di dubbi, rivolgersi direttamente alle autorità o alle aziende coinvolte, ma attenzione perché come nel caso denunciato dal sindaco di Luni possono rispondere al numero delle autorità proprio i truffatori. La prudenza è la miglior difesa contro questi raggiri sempre più sofisticati.

(riproduzione riservata)

 

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