Gio 14 Mag 2026

Adriana Beverini, dopo averlo conosciuto e premiato, racconta il grande poeta cinese Zhao Lihong

In questo anno 2025 in cui ricorrono due anniversari importanti : mezzo secolo dall’assegnazione del Premio Nobel ad Eugenio Montale, (Stoccolma 10 dicembre1975) e un secolo dalla pubblicazione della sua prima raccolta di poesia “Ossi di seppia” pubblicata nel 1925 dall’editore Gobetti, il Direttivo del Premio Montale Fuori di Casa ha deciso  di realizzare un ideale gemellaggio tra due poeti che, in modi e tempi diversi, hanno affrontato il tema del dolore.

Sappiamo che sin dalla pubblicazione della sua prima raccolta poetica, Ossi di Seppia, Montale è diventato per tutti, universalmente, il poeta del ” Male di vivere”; ed ecco che un secolo dopo un altro poeta a lui lontanissimo nel tempo e nello spazio, il cinese Zhao Lihong ci ripropone nel suo libro “Dolori” tale verità. E avendo potuto  finalmente leggerlo nella nostra lingua (Samuele Editore 2024 a cura di Flaminia Cruciani e Marco Sonzogni)  ho avuto modo di ritrovare nei suoi versi quella stessa amara consapevolezza del “male di vivere” a cui era giunto, sin dalla sua giovinezza, il grande poeta ligure.

Uno dei più importanti intellettuali e poeti  ad accorgersi della grandezza di Lihong è stato nel 2017 il siro libanese Adonis che nella prefazione alla sua raccolta di  poesia scriveva: “l’essenza di ogni essere umano risiede nel dolore. E non c’è antidoto ad esso se non nella sua accettazione lasciandosi travolgere dalla piena della vita, parlando, viaggiando, dormendo, svegliandosi, sedendosi con il dolore come con un nostro pari con cui bere il tè dalla stessa tazza.”

E’ proprio grazie alla traduzione attenta e partecipe di Flaminia Cruciani e Marco Sonzogni, (entrambi negli anni passati premiati con il  Montale Fuori di casa e da anni consulenti culturali del Premio)  posso dire che quella di Lihong è una poesia profonda, che ci fa sentire disarmati, indifesi così come probabilmente accadde ai lettori di “Ossi di seppia” nel leggere le poesie di Eugenio Montale un secolo fa.

E’ stato dunque con grande soddisfazione, e in piena sintonia con il Dipartimento di Lingue e Letterature, Comunicazione, Formazione e Società dell’Università degli Studi di Udine che il 13 giugno abbiamo assegnato in questa antica città , nei locali della Fondazione Friuli a Zang Lihong il Premio Montale per la Poesia nella sezione Internazionale. Oltre che poeta (ha composto settanta raccolte di poesia e ha venduto almeno tre milioni di libri nel suo Paese) Zhao Lihong è, infatti come Eugenio Montale, anche un saggista e come lui ha scritto molti reportages di viaggio, (alcuni persino su città dell’Italia, Paese che ama molto, in particolar modo Firenze ).

Non posso nascondere che quasi 12 ore di viaggio ( sei all’andata e sei al ritorno, dalla Spezia a Udine) mi hanno stancato ma conoscerlo è stato un privilegio che mi ha fatto dimenticare la fatica. Mi sono infatti  trovata di fronte non solo un grande poeta ma un uomo gentile, nei cui occhi si leggono amore e dolore, speranza e disperazione. Un uomo fedele agli antenati, che tiene uniti nel suo cuore la tenerezza per il padre defunto che talora gli appare nei sogni e quella viva, dolcissima per la moglie, il figlio e il nipote.

In una pausa del nostro discorrere guardando gli occhi del mio cane Cloe mi ha detto ( parla in cinese ma aveva con sé, onnipresente il suo traduttore): “sembra che mi sorrida“. E l’ha carezzata gentilmente. Allora gli ho ricordato l’amore che Montale provava nei confronti degli animali e con mio stupore ha mostrato di conoscere e ricordare alcune delle più importanti poesie del nostro Premio Nobel che- mi ha assicurato- è conosciuto e spesso ritradotto in Cina. Mi ha poi piacevolmente impressionato quando mi ha donato il suo libro scrivendo sulla prima pagina come un esperto calligrafo il mio nome in caratteri cinesi. Credo di dover ringraziare il suo amico David che avendo vissuto alcuni anni in Italia conosce bene la nostra lingua, per avermi dato modo di parlare con Lihong come se non esistesse la barriera della lingua a dividerci. Quando poi al momento della premiazione gli ho mostrato il premio appositamente creato per lui : un sampan (imbarcazione di legno cinese a vela) in argento, Zhao Lihong si è commosso ma con la compostezza tipica della sua Cultura orientale ha cercato di non mostrarlo. Ma senza riuscirci.

Desidero offrire come omaggio al poeta Zhao Lihong qualche pensiero che Montale espresse in quel lontano 1944 sull’antica poesia cinese.

Questa poesia non è un microcosmo che riveli e illumini perfettamente l’entità microcosmica che le ha permesso di formarsi-la formicolante travagliata, civile ed estenuantissima vita, e vita millenaria di un popolo sterminato, diversissimo dai nostri; è invece un insieme di gocce d’acqua che dovrebbero rivelarci un oceano e se ne stanno chiuse nelle loro fiale delicate e sottili: è un lampo di madreperla che illumina una tragedia troppo più che individuale per suggerirci parole di quaggiù. Attraverso secoli di guerre , di flagelli di carestie, e di orrori, questi pochi poeti, questi in realtà numerosissimi poeti che si contano per dinastie (e sono Imperatori, Ministri, Generali, che corrispondono in versi, mogli ripudiate, e Funzionari in esilio) si sono trasmessi il fior di giada dell’arte loro, l’hanno elaborata e perfezionata adorna di sensi e supersensi di parallelismi concettuali e di acuzie tecniche, hanno compiuto insomma, prima di noi, tutto il ciclo evolutivo e involutivo ai quali ci han reso familiari, in pochi secoli, le maggiori letterature dei nostri paesi. 

Mi fa piacere annunciare che la sera del 14 giugno la sua traduttrice e amica Flaminia Cruciani ha accompagnato Zhao Lihong a Genova dove a Palazzo Ducale sarà ospite d’onore del Festival internazionale di Poesia “Parole Spalancate”.

Mi permetto di finire questo mio scritto con una nota di speranza rivolta ai miei amici animalisti: David , il traduttore di Lihong mi ha rassicurato sul fatto che oggi in Cina i giovani si rifiutano di mangiare carne di cane e che questa infausta tradizione alimentare è ormai ,almeno nelle città, solo un ricordo del passato. Termino questo mio ricordo con una sua poesia che mi ha particolarmente colpito:

Associazioni.

Stringendo la matita in mano
penso all’albero che l’ha generata
l’albero che è stato abbattuto
ancora ricorda il bosco
ricorda il brivido dei mille spiriti in esso
 
Sorseggiando una zuppa salata
penso al sale sciolto in essa
quei grani
ancora ricordano il mare
ricordano le onde vigorose e i banchi di pesci liberi
 
Sono migliaia i modi che ha il ghiaccio di sbocciare in vetro
guardandolo penso al vento del nord che ululò tutta la notte
nell’oscurità, il vento freddo per i quattro angoli della terra
senza pensare mai che la sua scia morente
avrebbe lasciato impronte così delicate
 
Scrutando un aquilone distante nel cielo
penso ai bambini che corrono sulla terra
il bambino che sussulta per il proprio aquilone
non penserà mai che il fragile filo che tiene in mano
riporta un padre invecchiato alla sua infanzia
 
Sfiorando la sciarpa di seta sul petto
penso al baco da seta che sputa seta sull’albero di gelso
quelle creature auto-mummificanti
sognavano di balzar fuori dai bozzoli e di librarsi in alto
invece sono state bollite per la seta.
 
Sentendo questo tenero lamento
penso al cantante che ha suonato e cantato
quello triste e solo
che ha assaporato l’amara coppa degli anni
eppure da una storia inasprita ha tessuto una corda di gentilezza.

 
Traduzione di Marco Sonzogni e Flaminia Cruciani

Zhao Lihong è poeta, saggista e romanziere cinese. Nato a Shanghai nel 1952, si è laureato nel 1982 presso il Dipartimento di Lingua e Letteratura Cinese della East China Normal University. Attualmente è presidente del Festival Internazionale di Poesia di Shanghai. È autore di oltre cento opere, tra raccolte di poesie, saggi e romanzi. Le sue opere hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio per l’Eccellente Raccolta di Prosa della Nuova Era, il China Good Book Award e il Premio Letterario Wenjin. Nel 2013 ha ricevuto il Golden Key International Poetry Award a Smederevo, in Serbia. Nel 2014 gli è stato conferito il Premio per il Contributo Eccezionale alla Letteratura e alle Arti della città di Shanghai ed è stato nominato accademico onorario presso la United International College (UIC) dell’Università Normale di Pechino e dell’Università Battista di Hong Kong. Nel 2019 ha ricevuto in Romania il Premio Internazionale di Poesia Mihai Eminescu ed è stato eletto membro dell’Académie des Sciences, des Arts et des Lettres di Francia. Nel 2024 ha vinto il Gold Award del Premio Internazionale di Letteratura Bing Xin.

(Riproduzione riservata)

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